Le guide di Agrodolce: dove mangiare nel quartiere Appio Latino-Tuscolano a Roma

21 Marzo 2019

Quando si parla dei quartieri di Roma non sempre è agevole individuarne i confini precisi. Senza esagerare con la toponomastica, potremmo definire Appio Latino-Tuscolano quella vasta area che va da San Giovanni fino ai Colli Albani, appio latino tuscolano, una vasta area che abbraccia san giovanni e via del mandrione compresa tra le Mura Latine e via del Mandrione. Il numero di abitanti è superiore a quello di molti capoluoghi di provincia e dal punto di vista gastronomico il quartiere potrebbe essere autosufficiente, se non fosse per la totale assenza di proposte di alta ristorazione. Negli ultimi tempi le diverse nuove aperture hanno arricchito un panorama già interessante: tra i tanti posti che quotidianamente servono egregiamente la clientela locale, spicca una serie di indirizzi di eccellenza (in ordine alfabetico) per cui varrebbe la pena anche attraversare la città.

  1. Alchimia foodlab. Nato come laboratorio gastronomico, Alchimia Foodlab (via Vercelli, 6) è letteralmente esploso grazie al passaparola digitale, tanto da rendere necessario l’ampliamento del locale che, sebbene sia rimasto informale, si è trasformato in un ristorante vero e proprio. Lo chef colombiano Andres Felipe Upegui Sanchez propone piatti equilibrati caratterizzati da un buon mix di originalità e concretezza.
  2. Avvolgibile. Lo chef stellato Adriano Baldassarre del ristorante Tordomatto soddisfa l’intima esigenza di ritorno alle origini, in quella che lui stesso ha definito trattoria popolare. Da Avvolgibile (circonvallazione Appia, 56) i piatti della cucina casalinga romana vengono serviti nel rispetto della stagionalità dei prodotti e perfino della tradizionale turnazione settimanale. Pochi fronzoli e tanta sostanza, in un ambiente volutamente retrò negli arredi e nell’atmosfera.
  3. Barred. Quello dei fratelli Palucci è un bistrot dalle dimensioni ridotte ma di grande carattere. I piatti sono disponibili anche in versione tapas e inseriti in percorsi di degustazione. Vini naturali, birre artigianali e cocktail completano la proposta. Con il cambio di rotta di Epiro e la chiusura di Cambiamenti, Barred (via Cesena, 30) resta l’ultimo baluardo in zona di un certo tipo di ristorazione, contemporanea ed esperienziale.
  4. Blind Pig. Aperto fino a tardi, rappresenta un buon rifugio per i nottambuli del quartiere, ma è perfetto anche per un aperitivo o a cena. Il nome richiama gli speakeasy dei tempi del proibizionismo, Blind Pig (via La Spezia, 72) è cocktail bar ma anche focacceria gourmet.
  5. Brado. Il nome dice tutto: Brado (viale Amelia, 42) è il luogo dove gustare i sapori del bosco, a partire dalla selvaggina, restando in città. Ambientazione nordica, a metà strada tra ristorante e pub, particolarmente valida è la selezione di birre artigianali alla spina.
  6. Charlotte (via Vercelli 12-14) è una pasticceria di recente apertura non distante da piazza Re di Roma. Qui troverete torte moderne, invitanti monoporzioni, mignon e macaron. Lo sguardo è rivolto alla Francia, gli accostamenti ricercati e sorprendenti. Oltre che buone, le creazioni di Claudia Martelloni, sono anche molto belle.
  7. Domenico dal 1968 (via Satrico, 21-25). Classici della tradizione in un locale che ha da poco compiuto 50 anni. Da provare sicuramente l’amatriciana, le polpette di bollito e il baccalà.
  8. Epiro. I volti di Epiro (piazza Epiro, 26) sono stati per anni Alessandra Viscardi e lo chef Marco Mattana. La decisione di trasferirsi ed aprire un secondo locale sulla Costa Azzurra, ha portato ad un ripensamento dell’offerta della sede romana. Un’impostazione meno gourmet e più pop per Epiro 2.0 trasformatosi sostanzialmente in un wine bar con cucina. Garante della continuità col passato lo chef Matteo Baldi.
  9. Fiorditè (via Tuscolana, 30) è semplicemente una delle migliori sale da tè della città con una a selezione curata e molto ricca. Non mancano ottimi biscotti e pasticcini, adatti ad accompagnare i tè in un’atmosfera rilassata e accogliente.
  10. La Piccola Abbazia (via Muzio Scevola, 64/b) potrebbe sembrare semplicemente un pub con un’ottima offerta di birre artigianali; in realtà è un punto di riferimento anche per gli amanti dei formaggi e del bbq americano. La selezione casearia è notevole, mentre specialità come il pulled pork o il brisket, sono rigorosamente preparate in casa, con carni provenienti da allevamenti attentamente selezionati.
  11. Mekong. Una cena da Mekong (via Enea, 56/a) è il modo migliore per compiere un viaggio nei sapori del Vietnam, senza allontanarsi dalle consolari Appia e Tuscolana. Buona la classica zuppa pho, imperdibile il manzo con arachidi, lemongrass e arancia e gli involtini nem. Più in generale, parliamo di uno dei ristoranti etnici più convincenti della Capitale.
  12. Osteria Numero Sette (via Albano, 9/a ) rappresenta una vera garanzia per chi in zona cerca un buon indirizzo ma non vuol spendere cifre impegnative. Il rapporto qualità-prezzo è però solo uno dei punti di forza di questo locale. La cucina è tutt’altro che banale grazie ad accostamenti originali e ingredienti insoliti, trattati con grande disinvoltura. Si può spaziare dalle proposte di mare (crudi compresi) a quelle di terra.
  13. Pizza Chef. Di pizzerie al taglio ce ne sono un’infinità, ma Pizza Chef (via Clelia, 63) mostra decisamente di avere una marcia in più. Livelli di idratazione ai limiti del paranormale, impasti tendenti all’etereo conditi con ingredienti di qualità certificata. In un’ipotetica classifica cittadina siamo in zona Champions. Notevoli anche i supplì.
  14. Premiata Gelateria Tedesco & Hauser. La concentrazione di gelaterie in zona è davvero curiosa: tra insegne storiche e altre più recenti c’è l’imbarazzo della scelta. Tra tutte assolutamente da provare è la Premiata Gelateria Tedesco & Hauser (via Santa Maria Ausiliatrice, 50/52). Qui si fa gelato solo per passione, nessun compromesso sulle materie prime. Oltre ai gusti classici sono da provare quelli più originali.
  15. Remigio. Autentico luogo di culto per i seguaci di Bacco, in particolare per gli adepti delle bollicine, Remigio (via Santa Maria Ausiliatrice, 15) offre una delle migliori selezioni di champagne a Roma, con diverse opzioni alla mescita. La proposta gastronomica non si limita certo a essere un semplice accompagnamento: pinchos sfiziosi, splendidi sandwich (tra cui quello al pastrami), squisite tartare e altro ancora.
  16. Santo Palato. Se si pensa al concetto, ultimamente tanto in voga, di trattoria moderna, a Roma è impossibile non citare Santo Palato (piazza Tarquinia, 4/a). Aperta nel 2017, ha sin da subito convinto pubblico e critica, attraverso l’esecuzione magistrale dei grandi classici della romanità, a partire dai piatti a base di quinto quarto.
  17. Sbanco. Stefano Callegari non ha bisogno di presentazioni: senza tanti giri di parole è uno dei pizzaioli più apprezzati a livello nazionale. All’Appio Latino le sue creazioni, opulente e ben cotte, si possono assaggiare da Sbanco (via Siria, 1) dove, oltre alle pizze, sono straordinari anche i fritti. La selezione di birre artigianali alla spina è molto ampia e adatta a soddisfare gli appassionati più esigenti.
  18. Severance. Da queste parti il modo ideale per iniziare la giornata è fare visita a Severance (via Eurialo, 1). Senza timore di smentita, i croissant migliori del quartiere (e non solo) sono sfornati in questo piccolo locale nei pressi della fermata metro Furio Camillo. Ottimi anche gli altri dolci e le proposte salate adatte alla pausa pranzo. In vista delle feste comandate, Angelo e Paola sono chiamati agli straordinari per la produzione di panettoni o colombe.
  19. Thai Inn (via Britannia, 5). Altro angolo etnico del quartiere, questo ristorante propone piatti di provenienza thailandese e malese, con qualche incursione nel mondo delle specialità indonesiane. Da provare sicuramente i curry e il satay.
  20. Umami. Scommessa vinta, l’ennesima, quella di Marco Pucciotti che da Umami (via Veio, 45) ha ricreato l’atmosfera di certi locali del Giappone. In cucina, a eseguire fedelmente ricette originali, il bravo Giuseppe Milana, siciliano di nascita ma con la passione proprio per i sapori del Sol Levante. Niente sushi, sia chiaro! Il consiglio è di non fermarsi al ramen ma di approcciarsi con curiosità all’intero menu.
  21. Vinum Est. Una vera chicca nascosta dai banchi del mercato dell’Alberone. Vinum Est (via Gino Capponi, 36/38) è una piccolissima enoteca e bottega di ricercatezze alimentari. Un paio di tavoli alti con gli sgabelli accolgono i clienti che vogliono sorseggiare un buon vino, accompagnato da un tagliere di ottimi salumi, formaggi e altre specialità.

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