Nasce a Faenza ‘O Fiore Mio Hub: l’ultima sfida di Davide Fiorentini

22 Marzo 2019

Faenza. Qui c’era una rimessa d’auto, un fondo di brecciolino grosso, poco più che un capannone con gli uffici sul soppalco. In riva al fiume che scorre placido al di là dell’argine. Ora, in Via Ponte Romano 1 , ha aperto ‘O Fiore Mio Hub. Pasticceria e forno, panificio con bancone, pizzeria al taglio con mescita: locale con dehors bordo fiume, con ampissimo laboratorio e magazzino. A raccontarmi la storia del locale è Davide Fiorentini. Nato pasticcere, innamorato poi della pizza (detta alla romagnola con quella zeta squisitamente dolce).

Il patron non ha dubbi, questo Hub è il punto di svolta per l’attività, ma anche un punto di partenza. La storia di Davide è quella della sua famiglia, della pasticceria dei suoi; ti racconta delle levatacce notturne per fare produzione, o dell’appuntamento serale per spostare le brioche per aiutarle nella lievitazione. “Il forno era quello di un tempo, con il bruciatore a gas, in quella sala c’erano sempre 5 gradi in più rispetto a fuori”. Di come sia giunto ad amare la pizza. Ad aprire la prima poi la seconda pizzeria, Faenza e poi Bologna. Prima solo pizza tonda, poi la teglia come vuole la tradizione romana. Galeotto un viaggio nella Capitale, l’incontro con la pizza in teglia di Gabriele Bonci, il mix bilanciato di morbidezza e croccantezza. Un legame, quello con Roma e con la pizza romana, che Davide non ha smesso di tessere. E dopo l’apertura milanese, è giunto il momento di fare un ennesimo passo.

Approdare al pane e tornare, in ultima istanza, ai dolci e a quella pasticceria corroborante che vorresti mangiare ogni giorno a colazione e a merenda. Come a chiudere un cerchio, ma pronto a portare il marchio ad espandersi. Dove? In tutta Italia, prima a macchia di leopardo poi sempre più a livello capillare. Il sogno sempre più concreto è partire dalla via Emilia, regina delle strade che strenuamente collegano le città, che danno linfa alle Province da cui l’Italia non può non ripartire. Far sorgere 20 punti vendita in 3 anni: questo l’obiettivo. Quindi da qui l’esigenza di creare un laboratorio di produzione, un hub appunto che abbia i giusti spazi e i gusti strumenti. Che possa sopperire alle necessità di produzione dei vari forni. Al timone Jonathan Trombini (oramai braccio destro di Davide) e sotto coperta una squadra esperta di collaboratori. E dove far nascere questo polo, se non proprio a Faenza.

Nel laboratorio a vista, si produrranno le basi abbattute che rispettando la catena del freddo giungeranno a destinazione. In ogni punto vendita si procederà a finalizzare la pizza per offrire un prodotto sempre fragrante e goloso, ma anche il pane e i lievitati. Venendo a via Ponte Romano, al di qua della grande vetrata il forno sarà aperto dalle prime ore della mattina fino a sera (7.30-21.30) sette giorni su sette.

Per permettere a tutti di comperare dolci, pane e pizza in teglia anche di domenica. Noi abbiamo assaggiato quanta più pizza possibile, su una base croccante e morbida si alternano ingredienti di indiscussa bontà: pomodoro, mozzarella di bufala campana DOP, alici abruzzesi, olive taggiasche, la bologna, il gorgonzola piemontese, verdure saporite per accontentare anche i vegani. Qualche spina una cantina studiata per accompagnare il pasto. Qualche posto a sedere con la speranza al più presto di poter accedere al bordo fiume. Non c’è modo migliore che festeggiare la primavera che addentare una generosa fetta di pizza. Anzi facciamo 2.

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