Quali sono gli alimenti vietati in Europa?

25 Marzo 2019

In Europa le maglie della rete del controllo alimentare sono molto più strette che altrove, per cui non è raro che alimenti prodotti e commercializzati, ad esempio negli Stati Uniti, abbiano dei componenti vietati nei Paese dell’Unione Europea che ne decretano – per fortuna – la mancata importazione o la modifica delle ricette per il mercato oltreoceano.

In particolare si tratta di additivi o di veri e propri farmaci ampiamente presenti nei prodotti più diversi: dalla carne ai cereali per la colazione, dalle caramelle ai prodotti da forno, dalle bibite a frutta secca e verdura, ma la cosa peggiore è che spesso sono nascosti dietro a sigle e numeri e, anche se indicati in etichetta, non è facile capire esattamente cosa siano. Vediamone alcuni.

  1. BHA (butilidrossianisolo) e BHT (butilidrossitoluene), ad esempio, sono esaltatori di sapidità e conservanti indicati in etichetta come E320 ed E321 e presenti in alcuni alimenti come le patate disidratate o la carne. In Europa sono soggetti a severe restrizioni poiché gli studi condotti – sopratutto sul BHA – suggerirebbero la possibilità che siano elementi cancerogeni, ma sono ampiamente utilizzati nei prodotti alimentari americani.
  2. Il bromato di potassio viene spesso aggiunto alla farina utilizzata nel pane, nei biscotti, nell’impasto per la pizza e in altri alimenti similari per facilitarne la lievitazione, conferire una lucentezza e una forma in grado di rendere i prodotti da forno più appetibili. Il problema sono i danni che il bromato crea al sistema nervoso, alla tiroide e al sistema gastro-intestinale.
  3. Il BVO è utilizzato principalmente nelle bevande analcoliche, in particolare in quelle al gusto agrumi pensate per gli atleti per il reintegro dei sali minerali persi durante l’attività sportiva, per prevenire la separazione degli ingredienti. L’elemento vietato in Europa è il bromo. Secondo alcuni studi il bromo può accumularsi del corpo e causare perdita di memoria, aritmia, problemi alla pelle evidenziate da eruzioni cutanee e acne, perdita dell’appetito, stanchezza e disturbi comportamentali.
  4. In Europa questi coloranti sono tenuti sotto controllo, alcuni prodotti importati dagli Stati Uniti, infatti, potrebbero utilizzarli, ma le etichette europee devono obbligatoriamente contenere un avvertimento che dice: “Gli agenti coloranti possono avere un effetto negativo sull’attività e l’attenzione nei bambini”. La Food and Drugs Administration assicura che le reazioni ai coloranti sono estremamente rare, ma riconosce che il giallo n.5, utilizzato in bevande, dolci e persino in alcuni farmaci, può causare prurito e orticaria. Alcuni studi invece imputano a questi coloranti le cause di problemi molto più gravi: dall’iperattività nei bambini, al progressivo deterioramento del sistema nervoso, fino al tumore al cervello.
  5. Tra i farmaci invece i più temuti sono quelli, come l’ormone della crescita, che vengono somministrati agli animali per aumentarne velocemente il peso o per intensificarne la produzione di latte. Ovini, bovini, suini, ma anche il pollame, sottoposti loro malgrado a questi trattamenti, trasmettono i farmaci non smaltiti agli esseri umani attraverso la loro carne o il loro latte/uova e, sebbene la FDA affermi che non ci siano pericoli per l’uomo, secondo l’Europa i rischi per la salute umana non possono essere esclusi.