European Food Summit: prima edizione in 5 interventi

27 Marzo 2019

È il caso di dirlo: tutto quello che tocca Andrea Petrini – uno tra i maggiori influencer della gastronomia mondiale – diventa oro. Non inteso come denaro, ma come scintillante eccellenza, che sia essa gastronomica, artistica o culturale. Di convegni culinari negli anni ne abbiamo visti tanti e quelli più di moda – almeno di recente –  seguono la formula del parlo ma non cucino: cuochi e cuoche sono chiamati infatti a suggerire una propria visione su un tema assegnato. E spesso il tema è: il futuro del cibo.

Tra questo genere di incontri, il più famoso è il MAD FoodCamp a firma dello chef danese René Redzepi. In Irlanda c’è Food on the Edge, suggestivo simposio che trova la sua casa nella lontana Galway. Da quest’anno, grazie all’intervento del succitato foodglobaltrotter, abbiamo anche l’ European Food Summit di Lubiana, congresso gastronomico dal respiro internazionale. La prima edizione si è da poco conclusa nella Capitale slovena.

Ci siamo andati rispondendo alla chiamata di Andrea Petrini, Ana Ros – regina incontrastata degli chef sloveni e icona di grande cucina nel mondo – e dell’Ufficio del Turismo, impegnato con sorprendente sollecitudine a promuovere il territorio, utilizzando un approccio moderno, intelligente e social oriented (di successo l’hashstag #IFEELSLOVENIA, da loro ideato). Cuochi e giornalisti, dunque, si sono alternati sul palco allestito all’interno del bellissimo Castello in stile medioevale, raccontando storie, visioni, esprimendo speranze e opinioni sul futuro di uomini, donne e cibo.

Abbiamo selezionato 5 interventi per render l’idea:

Andreas Caminada

Andreas Caminada, l’affascinante cuoco svizzero con 3 stelle Michelin nell’Hotel Schloss Schauenstein, ci ha raccontato il suo progetto: Fundaziun Uccellin. Si tratta di un complesso programma di formazione per ragazzi con borse di studio. Coinvolge naturalmente le cucine di grandi cuochi, ma anche vignaioli, produttori di materie prime, di caffè o cioccolata. Un modo per sottolineare che il futuro passa inevitabilmente dalla formazione dei giovani, ed è lì che bisogna concentrare il massimo dell’impegno.

Ivan Brincat

Il simpatico Ivan Brincat è di origini maltesi ma vive a Bruxelles. È il curatore della rivista online Food&Wine Gazette. Parla correntemente molte lingue – incluso l’italiano – e dal palco dell’EFS ha messo in evidenza un problema politico del Belgio che si riverbera fortemente anche su tematiche gastronomiche: la drammatica divisione tra regioni e il fatto che il paese non sembra affatto sentirsi come UNO, ma piuttosto come una serie luoghi separati e in competizione tra loro. Divisi persino dalle lingue. Secondo Ivan, un futuro auspicabile per il Belgio è sentirsi finalmente una Nazione in grado di promuovere se stessa come Unità. Siamo d’accordo con lui.

Riccardo Camanini

Dopo il trionfo nella categoria House Special dei World Restaurant Awards, il nostro Riccardo Camanini di Lido 84 torna a parlare dal palco e stavolta si concentra sul lavoro del cuoco. Il triangolo perfetto per la creazione in cucina sembra passare per tre sentimenti necessari: il piacere, la passione e lo spirito di ricerca. Lo chef bresciano suggerisce una specie di formula per il cuoco perfetto, quello che solo se mosso da questa triade può raggiungere grandi risultati.

Joe Warwick

Joe Warwick è, con Andrea Petrini, il curatore dei nuovi World Restaurant awards, figura iconica del mondo della critica gastronomica. A Lubiana si è presentato arrabbiatissimo per via della Brexit. La paura del giornalista inglese è che la fuoriuscita dell’Inghilterra dall’Europa possa avere terribili conseguenze da ogni punto di vista, anche gastronomico. Nel suo intervento – piuttosto tecnico – abbiamo approfondito il tema delle tantissime materie prime attualmente importate dall’estero nel Regno Unito e delle conseguenze inevitabili che porterà la Brexit sulle abitudini alimentari degli inglesi. Un futuro non proprio roseo.

Jordan Kahn

Scoperto da Andrea Petrini e trascinato fuori dalla sua tana alternativa a Los Angeles, lo chef del Vespertine, Jordan Kahn, non ha parlato di futuro perché lui il futuro sembra incarnarlo. Senza alcuna fatica. Dovreste farvi una passeggiata sul suo account Instagram (@vespertine.la) per poter concordare con me. Il suo ristorante è costruito all’interno di un palazzo dall’architettura decisamente stravagante, anzi lo incarna, quel palazzo. Il percorso di degustazione si snoda su tutti i piani. Ogni piano ha un suo concetto, una sua musica, i suoi piatti. Un viaggio vero e proprio alla ricerca della perfezione sensoriale. Se non è futuro questo.

Vale la pena snocciolarvi qui tutto l’elenco dei relatori: Andoni Luis Aduriz, Jordan Kahn, Andreas Caminada, Christopher Pelé, Leonor Espinosa, Riccardo Camanini,  Georges DesruesJoe Warwick, Afton Halloran, Roberto Flore, Valter Kramar, Anka Lipušček, Mateja Gravner, Lior Kochavy.

Presente e futuro del cibo, world wide.