Asia’s 50 Best 2019: Odette a Singapore primo e anche l’Italia vince

29 Marzo 2019

Odette, il ristorante guidato dallo chef Julien Royer a Singapore, è il primo in Asia. L’edizione 2019 al Wynn Palace di Macao degli Asia’s 50 Best Restaurants, segna dunque un cambio al vertice. Dopo 4 anni al primo posto, Gaggan è secondo. A un anno e mezzo dalla chiusura annunciata del suo locale di Bangkok, l’istrionico chef vince il premio come migliore ristorante in Thailandia e non si ferma: ha appena lanciato Wet, ultimo progetto nella capitale thai, sui vini naturali, e naturalmente l’apertura di GohGan nel 2021 a Fukuoka, insieme allo chef Tsuyoshi Fukuyama.  A chiudere il podio il Den di Zayu Hasegawa a Tokyo, che ottiene lo Chef’s Choice Awards. Per la prossima edizione ancora non è stato svelato il luogo ma i rumors parlano di Giappone e forse proprio di Fukuoka.

Odette: ambassador di Singapore

A Singapore nella iconica National Gallery, il ristorante francese con influenze asiatiche convince e piace. Nel 2013, nella prima edizione a Singapore dei 50 Best Asia, lo chef Julien Royer vinse come One to Watch all’epoca per il Jaan, ristorante di British modern cuisine di Singapore, il primo ristorante in asia ha già due stelle michelin e continua a crescere il cui general manager è un italiano, Simone Macri. In 6 anni Royer è cresciuto e da 4, con un ristorante tutto suo, è arrivato a ottenere 2 stelle Michelin. A giugno apre un bistrot più casual nell’area di Hong Kong Central.  “Sono molto felice di questo riconoscimento. Il locale porta il nome di mia nonna materna. È stata lei a nutrirci così bene da bambini e a mostrare quanto piacere, emozioni e amore ci siano attraverso la cucina e l’ospitalità e questo cerchiamo di fare ogni giorno nel locale” ha commentato ai giornalisti Royer. Sul suo rapporto con l’Asia ha aggiunto: “Dal 2007 vivo in Asia ed è stato un bel viaggio di scoperta da che sono arrivato. Mi ispira molto e Singapore è un mix di diverse culture, sto imparando tantissimo e questo migliora il mio lavoro. Essere qui in Asia mi ha insegnato ad essere umile in cucina”. Dalla Città del Leone, dove si svolgeranno i prossimi World’s 50 Best Restaurants Awards il 25 giugno, in lista ci sono anche Burnt Ends (n. 10) e Jaan, cresciuto al n. 32. È entrato al n. 39 Nouri e poi ci sono Les Amis (n. 33), Waku Ghin  (n. 40) e Corner House (n. 49).

Italia premiata

Due ristoranti in lista, due premi ricevuti. È stata una bella notte per l’Italia, che vince premi in Asia e porta a casa due risultati importanti e meritatissimi, segnale della vitalità e importanza che la nostra cucina ha nel continente asiatico ma anche che con un progetto solido e di qualità siamo vincenti ovunque: Fabrizio Fiorani de Il Ristorante Luca Fantin al Bulgari di Tokyo è Asia’s Best Pastry Chef, mentre 8 ½ Otto e mezzo Bombana porta a Hong Kong il prestigioso premio Art of Hospitality. Importanti anche le posizioni in cui i due ristoranti sono, segnale che continuano ad essere amati e sostenuti dai 300 elettori asiatici: il Ristorante di Luca Fantin sale di ben 10 posizioni al n. 18, mentre Bombana  è al n. 12 ed è rimasto nelle prime 20 posizioni per 7 anni consecutivi.

Giappone record con 12 insegne

Con 12 insegne, il Giappone guida la lista in quanto a numero di ristoranti presenti. E i premi non mancano visto che Zaiyu Hasegawa, il carismatico chef del Den è il più amato dagli chef con lo Chef’s Choice Award ed è Best Restaurant in Japan. in giappone trionfa il den di zaiyu hasegawaNel mio ristorante l’ospitalità è parte della proposta, non penso di espandermi perché con meno di 20 posti riesco a personalizzare il menu sulla base delle richieste o esigenze che i nostri clienti hanno e a prendermi cura di loro sapendo quello che cercano” ci ha detto lo chef, appassionato dell’Italia e che per il suo menu sta pensando di lavorare su nuovi ingredienti, come il tartufo nero giapponese: “È completamente differente da quello italiano e quello australiano, e sto ancora capendo come usarlo al meglio, c’è quello estivo e quello invernale. Meno saporito del vostro da crudo, si esprime al meglio una volta cucinato o inserito in una zuppa. Interessante anche l’uso dei funghi porcini giapponesi e delle puntarelle che mi piacciono molto e le faccio in tempura”.

Al Giappone anche il nuovo premio Icon Award, sponsorizzato da American Express, che celebra le persone che hanno dato un contributo eccezionale al settore della ristorazione.  Il riconoscimento è andato allo chef Seiji Yamamoto e al suo  Nihonryori RyuGin di Tokyo che è al n. 9. Sul palco a festeggiarlo è salito anche Luca Fantin. Tra i top 10 in classifica anche Florilege al quinto posto, Narisawa all’ottavo.

Tante new entry

Un’edizione questa che ha visto la presenza di ben 10 nuovi ingressi: “Continua a crescere la lista in Asia e a includere nuovi paesi. Certo, altri non sono rappresentati e altri ancora devono essere rinforzati ma siamo contenti della sua continua evoluzione” ci dice William Drew, group editor dei World’s 50 Best Restaurants. E in effetti la geografia del premio si amplia. Intanto, anche se ancora poco rappresentata, l’India, oltre a Gaggan, è premiata nella nazionalità di Garima Arora del Gaa di Bangkok che vince il premio come Asia’s Best Female chef. Schiva ma determinata, Garima sul palco dei 50 Best Talks ha portato il suo lavoro sulle spezie e gli abbinamenti dissonanti, un progetto interessante che integra nel suo menu. Garima vince anche come Highest new entry al numero 16 della lista.

Come ristoranti sul territorio indiano c’è solo Indian Accent al numero 17, Best Restaurant del Paese. Troppo poco. Entra la Malesia con Dewakan a Kuala Lumpur al n. 46 e le Filippine con Toyo Eatery dello chef Jordy Navarra  al n. 43, già vincintore del One to Watch dello scorso anno, grazie al suo progetto di ricerca sugli ingredienti filippini. Lo avevamo già visto brillare a Madrid Fusion nel 2018. Purtroppo parte del sudest asiatico non c’è, come il Vietnam, la Cambogia e il Laos. La Thailandia è ben rappresentata anche da Sühring, guidato dai due gemelli Sühring che sono quarti e cresceranno, da Bo.Lan al numero 19 (18 posti guadagnati, grazie al carisma della bravissima chef Bo), Paste (n. 28) e Sorn, specializzato in cucina thai del Sud e new entry. Bali resiste in classifica con Locavore che vince come Best Sustainable Restaurant.

La Corea del Sud piace con Mingles che mantiene il suo titolo di migliore ristorante del Paese (al n. 13) così come Ministry of Crab di Darshan Munidasa in Sri Lanka (n. 35). Infine c’è Macao, con Jade Dragon al n. 27 e il debutto di Wing Lei Palace, indirizzo di cucina cantonese al n. 36.  In Cina il miglior ristorante è sempre Ultraviolet di Paul Pairet. Cresce Taiwan con il Mume di Tapei al n. 7, migliore del Paese e il premio One to Watch al JL Studio di Taichung e al suo chef Jimmy Lim. Mentre a Hong Kong emerge The Chairman al n. 11, e fanno il loro ingresso Vea (34) e Seventh Son (44). Il premio Highest Climber va al bistrot francese Belon al n. 15. Solo al  21° posto Amber di Richard Ekkebus, che paga la chiusura per ristrutturazione, con riapertura prevista in tarda primavera. Ne vedremo delle belle, il progetto promette di essere super innovativo.