Verona in 12 ore: i locali imperdibili

29 Marzo 2019

Paul Valéry nel descrivere Verona dice: con le sue vecchie mura che l’attorniano, i suoi ponti dai parapetti merlati, le sue lunghe e larghe vie, i suoi ricordi del medioevo, ha una grande aria che incute rispetto. un'arena iconica, una città ricca di chiese e piazze affascinanti La nostra visita comincia da piazza Bra, la più grande della città, che ospita l’Arena, il Liston, e il Palazzo della Gran Guardia. L’altra icona della città veronese è sicuramente la casa di Giulietta, lungo via Cappello, l’antico cardo maximus romano; prosegue alla casa di Romeo e alle Arche Scaligere, i sepolcri degli scaligeri, vero gioiello d’arte gotica. La città è molto vivace e la sua gente ama frequentare piazza dei Signori, soprannominata il salotto di Verona per la sua bellezza, e piazza delle Erbe, dove si erge altissima la Torre dei Lamberti, dalla cui sommità si può ammirare un bellissimo panorama. Tra le chiese, una delle più belle è  San Zeno Maggiore, uno dei più grandi esempi di architettura romanica in Italia. E Verona è la città in cui scorre il fiume Adige, unita da ponti, come l’antico Ponte di Pietra che collega il Teatro Romano al centro della città e il Ponte Scaligero con Castelvecchio e il suo museo. Per vedere il tramonto avete due opzioni: dal Lungadige di San Giorgio oppure salite a Castel San Pietro. Naturalmente ad aprile la città è tutta in fermento per Vinitaly, la più importante fiera del vino italiana.

E cosa si mangia nella città degli innamorati? Bollito e salsa pearà, la pastisada de caval (uno stufato di carne equina usato per accompagnare gli gnocchi), le paparele con piselli e fagioli, la Renga de Parona di Verona a base di acciughe oppure aringa, le verze in teja, le salamele, costine e pansèta rostia, la polenta con lardo battuto della Bassa, i bigoli con il musso (al sugo di asino) e la minestra di luganeghe. Tra i dolci veronesi il più famoso è il pandoro, ma meritano una menzione anche la golosa torta di riso con le noci e la torta sabbiosa. Da bere? Non c’è che l’imbarazzo della scelta: Bardolino, Soave, Amarone della Valpolicella, sono tra i vini più buoni e conosciuti al mondo. Dove vi portiamo a mangiare a Verona? Seguiteci in questo tour goloso tra le strade scaligere.

  1. Colazione. Per cominciare al meglio la giornata, dirigetevi alla Dolce Locanda (via Valerio Catullo, 12, in foto) che propone un servizio di caffetteria di livello da accompagnare alle girelle. Provate anche il tipico risino veronese con impasto di riso Vialone nano oppure a una fetta di caprese. Altro nome che a Verona è sinonimo di pasticceria è Tomasi (corso Milano, 16/a): dai suoi forni escono veneziane, brioche con la migliore crema pasticcera in città e infiniti mignon da mangiare in un solo boccone. Il Caffè Borsari (corso P. Borsari, 15/d) è il paradiso per gli amanti del caffè, che qui si possono divertire provando varie miscele.
  2. Pranzo. Per pranzo a Verona i posti da provare per fortuna ce ne sono tanti, potete scegliere tra le osterie tipiche oppure mangiare un piatto di stracotto de musso con polenta o del risotto all’Amarone Al Bersagliere (in foto), la trattoria con chiocciola di Slow Food in via Pallone al numero 1. Golosi bigoli con le sarde e il bollito misto con la salsa pearà li trovate alla trattoria All’Isolo, nell’omonima piazza.
  3. Merenda. Gli amanti del gelato devono fare un salto da Zeno Gelato & Cioccolato (via Sant’Alessio, 6) che vanta Tre Coni nella Guida del Gambero Rosso e usa ingredienti di alta qualità, molti dei quali Presìdi Slow Food: tra i gusti da assaggiare Frutto della passione e pepe Nepalese caramellato, Crema Tahitiana con pere Trentossi e vino Amarone e Banana con pepe di Selim e caramello ai fiori di Ibisco.
  4. Aperitivo. L’aperitivo a Verona trova il cuore pulsante in piazza delle Erbe con il Casa Mazzanti Caffè, mentre l’Offline (via IV Novembre, 13/c) in Borgo Trento abbina drink a finger food di livello. L’Antica Bottega del Vino (via Scudo di Francia, 3) è una storica bottega veronese dove svetta imponente una lavagna dalla quale scegliere i migliori vini da assaporare accompagnati da bontà gastronomiche.
  5. Cena. Casa Perbellini (piazza San Zeno, 16, in foto) vanta due stelle Michelin e propone una cucina ricercata e di livello: da provare la Sella di maialino al sambuco e ravanelli e il Controfiletto d’agnello, asparago fumè, emulsione al dragoncello e salsa verde ai capperi. Nello storico quartiere di San Zeno, si trova la Locanda al Vescovo (via XX Settembre, 111)  che propone una cucina di taglio moderno, con piatti quali Gnocchetti soffiati con fonduta di malga e bacon croccante oppure i Maccheroncini trafilati, ragù di coniglio al coltello e brunoise di verdure. Il bonus che completa la locanda sono le camere e la SPA. Altra istituzione cittadina che vanta la stella Michelin è Il Desco (via Dietro San Sebastiano, 7) dove lo chef Matteo Rizzo, erede del padre Elia, si esprime in piatti da ricordare come l’Insalatina di gallina e sgombro in brodo di gallina e tè nero affumicato e Animella alla senape, pesto di maggiorana e hummus di fagioli borlotti. Se volete respirare un tocco internazionale la parola d’ordine è Yard (corso Cavour, 17/a) che mette in tavola il Bamboo Sea Bass oppure il Pork & Tuna. Parola d’ordine pizza? I Tre Spicchi del Gambero Rosso a Verona li detiene Guglielmo Vuolo in viale del Lavoro 32 A, vincitore del premio speciale Pizza dell’anno nella categoria Pizza Napoletana. In menu troverete pizze come la Lungomare Caracciolo o la fritta di mare con scarola e baccalà. Renato Bosco ha aperto in città Saporè DownTown (via Amanti 6/8) che offre i suoi cavalli di battaglia più famosi come Aria di Pane, il Doppio Crunch e la Mozzarella di Pane.
  6. Dopocena. Se dopo le bellezze artistiche vi volete concedere un cocktail di livello, andate da The Soda Jerk (vicolo Quadrelli, 5): qui si mixa Bitter Campari, vermouth rosso, alga Nori, mandorla, sale nero e Royal Bliss Yuzu per dar vita all’Amarincuore. Il Grande Giove (via Seghe di San Tomaso, 17/h) propone drink fatti con arte e precisione come il The Birds & The Bees a base di Clairin Communal, lime, sciroppo di miele al timo, Jerry Thomas bitters, guarnito con rametto di timo e fetta di arancio essiccato.

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