6 aprile Carbonara Day: siete pronti?

5 Aprile 2019

Provate a fare un esperimento sui social. Postate una foto o la ricetta di una carbonara, magari inserite qualche ingrediente non ortodosso o fate rapprendere un po’ l’uovo. In men che non si dica sarete sommersi di reazioni e commenti: a parte il like a cuoricino della solita zia che vi vuole bene, la maggior parte dei vostri contatti si mostreranno ferocemente indignati e ben disposti a riesumare Torquemada per processarvi. Perché la carbonara è solo una: quella con guanciale, uovo cremoso, pecorino e pepe! Così vuole la tradizione! E qui casca l’asino…

 

Dispiace per gli inquisitori, ma quella considerata oggi da molti l’unica e originale carbonara, altro non è che il risultato di un perfezionamento avvenuto negli anni, grazie al talento di alcuni chef che hanno migliorato un piatto nato profondamente diverso. Secondo la giornalista Eleonora Cozzella, autrice del volume La Carbonara perfetta in uscita nei prossimi giorni, volgendo lo sguardo al passato ci accorgeremmo che il nostro ideale è ben diverso da quello proposto anche solo negli anni ’90, dove la panna non era un tabù e un soffritto di cipolla non scandalizzava nessuno. Attenzione, perché a dare consigli del genere non era la Sora Lella (con tutto il dovuto rispetto), ma gastronomi del calibro di Veronelli e Carnacina.

La verità è che al giorno d’oggi mangiamo la miglior carbonara di sempre. Sulla base di questo incontrovertibile dato di fatto, tuttavia, non ci si può certo fossilizzare sul presente. In occasione dell’anteprima del terzo Carbonara Day, organizzato da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation, si è parlato di Carbonara del Futuro. Oltre alle parole si è passati anche ai fatti: tre squadre di foodblogger sono stati coinvolti per realizzare tre versioni diverse.

Oltre a quella canonica, hanno preparato una variante vegana (zafferano, seitan affumicato, pepe nero, farina di ceci, granella di mandorle) e una sperimentale (pomodorini gialli, asparagi, molliche di pane). per monosilio, la carbonara più buona rimane la classica Giudice monocratico della competizione lo chef Luciano Monosilio, uno che nonostante i trascorsi stellati, ha legato indissolubilmente il proprio nome proprio alla Carbonara. Malgrado la voglia di superare ogni steccato ideologico e guardare avanti, Il suo giudizio è stato netto: la variante classica ha convinto più delle altre.

Ma allora tutto quello che ci siamo detti sull’esigenza di non impantanarsi, di dover continuamente cercare di migliorare tutto, erano solo chiacchiere? Questa carbonara del futuro come deve essere? La risposta la fornisce proprio Monosilio, il quale ponendo come punto di partenza gli ingredienti di sempre, pur concedendo un minimo spazio di manovra in base a gusto ed esigenze, afferma che l’unica strada da imboccare per andare avanti è quella della ricerca dell’eccellenza e della sostenibilità delle materie prime di base.