6 cocktail dal mondo per ravvivare le serate

10 Aprile 2019

Uno dei modi migliori per scoprire e approfondire le usanze e i costumi di un Paese è sicuramente quello di sedersi a tavola – magari in compagnia di autoctoni – e lasciarsi ispirare dai piatti tipici del territorio. un'esperienza gastronomica completa passa anche dalle bevande Ma l’esperienza gastronomica non può dirsi completa senza chiamare in causa un altro aspetto, più che mai sinonimo di convivialità, ossia il buon bere. Da questo punto di vista i cocktail rappresentano un mondo estremamente variegato attraverso il quale scoprire tradizioni e ingredienti caratteristici di ciascun luogo. Che sia in riva all’oceano o dall’alto di un lussuoso rooftop l’esperienza di sorseggiare un appagante cocktail vi consentirà di vedere il mondo da un bicchiere. Iniziamo il nostro viaggio ripercorrendo le origini e le ricette di 6 cocktail dal mondo davvero imperdibili.

  1. Pimm’s cup. Uno dei più famosi long drink inglesi che deve il suo nome non solo a James Pimms che lo preparò per la prima volta nel 1823, ma anche al tipico liquore dolce e fruttato – Pimm’s n.1 – con cui è preparato. Si tratta di un cocktail leggermente amaro e dal gusto rinfrescante realizzato con Ginger Ale, frutta fresca, menta e l’omonimo liquore inglese. In un tumbler alto (il classico bicchiere utilizzato per preparare e servire i cocktail) aggiungete una fragola tagliata a metà, una fetta di cetriolo, uno spicchio d’arancia e qualche foglia di menta. A questo punto unite il Pimm’s, il ghiaccio e completate con del Ginger Ale ghiacciato. Miscelate dal basso verso l’alto e decorate con qualche fogliolina di menta fresca.
  2. Singapore Sling. Nel 1900 Ngiam Tong Boon, famoso bartender del Raffles Hotel di Singapore, creò questo cocktail con un occhio di riguardo ai gusti e alle preferenze del gentil sesso dell’epoca. Non ci volle molto tempo, però, prima che il Singapore Sling diventasse uno dei principali cocktail di tendenza, soprattutto tra i gentleman britannici della upper class asiatica. La ricetta tradizionale prevede l’unione tra i succhi filtrati di ananas e limone shakerati insieme al ghiaccio, a cui sono aggiunti gin, triple sec, apricot brandy e angostura. Dopo aver agitato tutti gli ingredienti per circa 12 minuti, il Singapore Sling è pronto per essere servito in un capiente bicchiere (come l’highball) e decorato con granatina e frutta fresca.
  3. pisco perùPisco sour. Un cocktail di origine peruviana, la cui paternità si deve però a un americano. La strana storia del Pisco sour è stato motivo di diverse diatribe non solo riguardo alla sua provenienza, ma anche sulla ricetta tradizionale. Dopo le numerose versioni che si avvicendarono nel corso degli anni, si approdò a quella definitiva con Mario Bruiget, bartender del Morris, che perfezionò la ricetta intorno agli anni ’20 aggiungendo il bianco d’uovo e il bitter nazionale. In pratica, si tratta di mettere in uno shaker o in un frullatore l’albume, il Pisco (la famosa acquavite distillata sudamericana), lo zucchero, il succo di limone e qualche cubetto di ghiaccio. Una volta che l’albume si sarà leggermente montato versate il vostro Pisco sour in un bicchiere flûte o old fashioned e completate con qualche goccia di Amaro peruviano o di Angostura.
  4. Daiquiri. Cocktail caraibico per eccellenza dalla diffusione ormai mondiale grazie al suo gusto estremamente delicato e fresco. Il Daiquiri è preparato con pochissimi ingredienti ed è proprio questo aspetto a rappresentarne un punto di forza. Ciò che vi servirà è rum bianco, succo di lime (o limone) e poco zucchero. Filtrate il succo del limone e versatelo in uno shaker insieme a qualche cubetto di ghiaccio, al rum e a un goccio di sciroppo di zucchero. Scuotete energicamente il tutto per qualche minuto e versate il vostro cocktail in una coppetta ghiacciata filtrando accuratamente il liquido.
  5. Umeshu tonic. Più che un semplice cocktail, un liquore: da ume che vuol dire prugna e shu che sta per alcol, l’Umeshu non è altro che un liquore di prugne giapponese. Dopo aver lavato e asciugato accuratamente le prugne, queste vanno sistemate in un contenitore di vetro a chiusura ermetica alternando con strati di zucchero e miele. Ora non resta che sistemare l’Umeshu in un luogo asciutto e protetto dalla luce del sole lasciandolo maturare almeno 3 mesi prima di essere consumato. Ovviamente, trattandosi di un liquore, più lo lascerete invecchiare e più sarà buono. Aggiungete la tonica e avrete l’Umeshu tonic.
  6. Blue Hawaiian. Il cocktail da spiaggia per antonomasia che deve il suo colore cristallino alla presenza, tra gli ingredienti, del rum bianco e del Blu Curaçao. Il rum bianco si caratterizza per un sapore estremamente pungente e poco aromatico, utilizzato come base per moltissimi cocktail, come il famosissimo Mojito. Per il Blue Hawaiaan dovrete shakerare per pochi secondi i due tipi di rum insieme a ghiaccio, succo d’ananas e crema di cocco. Otterrete un cocktail cremoso e profumato.