La Top 10 Saveur e il caso dell’Italia scomparsa

10 Aprile 2019

Gli editor del magazine gastronomico Saveur hanno gettato ristoratori e i foodies italiani nello sconforto. Infatti, nell’elenco delle 10 mete da visitare almeno una volta nella vita per un pasto memorabile, dell’Italia non c’è traccia. per saveur l'italia non è nella top 10 delle mete da visitare per mangiar bene Ci si interroga: Saveur ci ha sbadatamente dimenticati? Oppure si è trattato di una scelta consapevole? Mistero. Fatto sta che mentre il Giappone conquista la prima e la nona posizione, non c’è spazio per carbonara, pizza made in Italy e innovazione tricolore, anche se sul podio dei World 50 Best Restaurant c’è la nostra Osteria Francescana. Cosa succede? Dopo un turbinio di passione tra New York e la cucina romana, dopo la febbre da Italian Sounding che ha contagiato gli Emirati Arabi, tanto da rendere la nostra tradizione culinaria – e in special modo la pasta – la preferita dal 48% dei residenti, ecco che l’Italia diventa una meta trascurabile o comunque non meritevole di un posto in top 10. Ecco quali sono le dieci mete da visitare almeno una volta nella vita per il cibo secondo Saveur.

  1. Scozia. Se gli editor di Saveur volevano stupirci, con questa meta scelta per chiudere la top 10 ci sono riusciti. Come sa bene chi è andato in vacanza studio nella fredda e umida regione inglese, qui è la pecora a farla da padrona in cucina. E se non c’è Diego Rossi di Trippa a cucinarla, non è detto che il risultato sia sempre all’altezza delle aspettative. Ma forse la gente di Saveur ha assaggiato qualche haggis (piatto tipico della regione) capace di sovvertire ogni pregiudizio. Pertanto, non resta che fare le valigie e andare a controllare.
  2. Tokyo, Giappone. L’hype sulla cucina giapponese è altissimo, ma ancora più fervente è l’attenzione sulla capitale del Paese che sta lavorando da molti anni per diventare la capitale enogastronomica d’Oriente. Forse proprio per questo i grandi imprenditori nipponici viaggiano alla ricerca di format da importare – come dimostra l’avventura del pugliese Zito con Antichi Sapori, riprodotto fino all’ultimo dettaglio a Tokyo, l’Italian Sounding qui fa ancora molta presa. Secondo Saveur a Tokyo potrete bere vini francesi migliori che in Francia stessa, oltre a poter gustare il sushi più buono del mondo.
  3. Parigi, Francia. Torniamo in Europa, a Parigi. Scelta saggia, a parte la bassa posizione nella top 10. Qui non c’è una selezione da fare: Saveur raccomanda di assaggiare tutto, dai formaggi alla baguette croccante, cibo iconico della capitale francese, passando per le celebri escargot avendo cura di non dimenticare la sofisticata pasticceria, deliziandosi ad esempio con una tarte tatin fatta come si deve.
  4. Willamette Valley, Oregon, Usa. La carta dei vini mondiale sta cambiando e finalmente anche gli Stati Uniti stanno lentamente e inesorabilmente conquistando la propria nicchia di notorietà. Per consolidare l’operazione gli editor di Saveur raccomandano di fare una capatina nelle vigne della Willamette Valley, in Oregon. Forse erano semplicemente stanchi di tutta la ricchezza e varietà vitivinicola italiana e hanno preferito restare a casa…
  5. Puerto Vallarta, Messico. Gli editor di Saveur vi chiedono di fidarvi e di acquistare un biglietto per il Messico solo per bere un Margarita. Ok, forse tutta questa faccenda della mixology ci sta leggermente sfuggendo di mano.
  6. Giamaica. Il richiamo che l’isola lancia ai foodies è quello dei sapori creoli. Secondo il magazine le ricette da non perdere sono l’Ackee & saltfish e il jerk chicken, pollo arrostito su legno di sandalo, caramellato e condito con pepe. Noi vi abbiamo anche raccontato qui che ci sono anche i golosi gnocchi fritti o il bammy, pane locale. Dell’ottimo rum locale completerà l’esperienza. Potete fare colazione con il Cornmeal Porridge.
  7. New Orleans, Louisiana, Usa.Per il quarto posto della lista si volta oltreoceano, per la precisione a New Orleans, Louisiana. Ad attirare qui i foodies locali ci pensa lo spirito dell’America del Sud e l’odore irresistibile del pollo fritto. Ma la prima tappa del tour gastronomico della città secondo Saveur inizia da Loretta’s a Marigny per i suoi incredibili beignet. Alex Testere, Senior Associate Editor di Saveur, consiglia anche le zuppe e l’oyster loaf, un sandwich farcito di ostriche fritte. Secondo lui questo solo piatto varrebbe l’intero viaggio. Forse non ha mai mangiato le cozze fritte in Puglia…
  8. Tel Aviv, Israele. La curiosità attorno alla cucina israeliana è in ascesa, come ha dimostrato la frequentata lezione di Ezra Kedem a Identità Golose – che, a onor del vero, ha presentato una sua rielaborazione delle italianissime orecchiette, dato che uno dei suoi migliori amici è Pietro Zito. Ma restiamo concentrati su Israele. Qui non è solo il cibo ad essere da “ultimo desiderio del condannato a morte”. Il consiglio è di avventurarsi tra i filari di vigne della Galilea, degustare dell’ottimo vino israeliano e farsi tentare dalle mezze (piattini di assaggi locali) a base di shakshouka (stufato a base di cipolla, aglio, pomodori, peperoni, pepe nero, spezie e uova), per poi passare a dell’hummus con pita condito con olive, olio.
  9. Londra, Regno Unito. Con il fantasma della Brexit sempre più reale, che aleggia sui confini inglesi, Londra è tornata ad esercitare il suo proverbiale magnetismo. La capitale britannica è da sempre uno dei crogioli più ferventi del mondo: qui si concentra uno dei tassi più alti di diverse cucine e sperimentazioni. In questo caso il secondo posto ci sembra meritato, se non altro per l’incredibile vastità di menu proposti, che non basterebbero due vite per provare da cima a fondo.
  10. Nagano, Giappone. Secondo la guida di Saveur qui e solo qui è possibile gustare la vera tradizione culinaria nipponica, attraverso la zuppa di miso davvero tradizionale, le alghe, i funghi e la selvaggina. Dopo aver gustato tutte le pietanze iconiche della zona, potete pur sempre dedicarvi ai tempi e ai paesaggi bucolici.