Durante la bella stagione provate il Frosè

11 Aprile 2019

Il colore pantone del 2019 è il corallo: brioso, estivo, allegro, la sua personalità lo ha fatto subito imporre in diversi settori, dalla moda alla gastronomia – la barbabietola spopola ormai in tantissimi piatti e proposte. Ma anche nella mixology: una delle tendenze delle ultime estati ha visto lo spopolare del frosè, un cocktail a base vino leggero e delicato, ottimo per l’aperitivo del dopo lavoro in città o sulla spiaggia lungomare. Il frosè, letteralmente, è un frozen rosè, un vino rosato miscelato con altri ingredienti e servito poi freddo di freezer, in modo da creare una vera e propria granita. Ottimo da abbinare all’aperitivo, il frosè nella sua versione più semplice è facile da realizzare anche a casa.

Dalla Toscana al mondo

I primi a dare vita al frosè sono stati i toscani, precisamente la famiglia Carpineto, che ha dato al suo Dogajolo Rosato davvero una vita parallela nuova nell’ambito della mixology, rendendolo l’ingrediente base di questo cocktail. la ricetta originale è nata in toscana, nelle cantine della famiglia carpineto La ricetta originale del frosè della Cantina Carpineto prevede il Dogajolo rosato e succo di limone, fragole e zucchero, da mettere in freezer per mezza giornata, di modo da farlo diventare una granatina, e decorato con foglie di menta. Quella che è partita come un’operazione di marketing divertente è finita per diventare una vera e propria tendenza: il frosè ha avuto successo non solo in Italia, ma è uno dei drink più bevuti all’Eataly di New York City. La versione americana del frosè è un po’ diversa, meno semplice e più alcolica e fruttata rispetto all’originale: a New York il Frosè prevede un’aggiunta di vodka e liquore alla pesca, succo di pompelmo e fichi.

Dove trovarlo in Italia

Anche in Italia il frosè ha preso poi diverse sfumature e ricette a seconda della mano del barman: a Firenze Cristina Bini del Santarosa Bistrot ne fa una versione agrumata e amara, con angostura all’arancia, limone, succo di rabarbaro e liquore alla violetta. A Roma, Giuseppe Gravante del Moma firma il suo Peach Frosè con liquore Saint Germain e pesche bianche; a Trani, Tommy Scamarcio del Quadra Le Club mixa i sapori toscani a quelli pugliesi, le sue origini a quelle del Dogajolo per ottenere un cocktail mediterraneo (sale, succo di limoni, ciliegie, olio evo) e fresco.

La versione pugliese

Tre città ai tre angoli di Italia, tre versioni del frosè, tre dimostrazioni di come questo cocktail possa essere versatile  e proposto in diverse versioni, più o meno semplici, che posso di volta in volta adattarsi al gusto del consumatore. puglia in rosè ha proposto diversi frosè al vinitaly Il frosè non è però il solo cocktail a base vino rosato che le aziende vinicole hanno studiato. Dal sorbetto alla Malvasia di Schierano della cantina piemontese Bava, che soprattutto i mercati asiatici apprezzano insieme al cocktail che unisce il vitigno astigiano alla frutta fresca; fino ai cocktail che Puglia in Rosè, l’associazione dei produttori di rosato pugliesi, ha proposto al Vinitaly 2018: Rosita, con Negramaro spumante Rosè extra dry, Campari, Vermouth bianco e orange bitter; La vie en rose, con rosato da Nero di Troia, Campari, spremuta di pompelmo, lamponi e pepe rosa; e il Fior di Vite, a base di Chardonnay spumante brut rosato, gin, sciroppo ai fiori di sambuco, succo di lime, zucchero, foglie di menta. Quale che sia il vino scelto e il cocktail amato, quest’anno l’aperitivo ha il colore pantone 2019, corallo: #roseallyear.