Massimo Bottura: abbattere i muri con il cibo

12 Aprile 2019

Il cibo non deve essere solo social, talent e Stelle. Il cibo può essere un aiuto, uno strumento di liberazione, di realizzazione personale. I maligni spesso dicono – a torto – che Massimo Bottura passi il tempo a pontificare e non in cucina. un progetto che permette ai ragazzi autistici di pensare al futuro con la produzione della pasta emiliana Ma se più chef impiegassero parte delle loro energie in progetti come quello del Tortellante, nessuno dovrebbe avere qualcosa da ridire. Al Refettorio Ambrosiano di Milano – promosso da Caritas Ambrosiana, dalla Diocesi di Milano, oltre allo chef modenese – ci hanno accolto Massimo e la moglie Lara Gilmore insieme ai ragazzi del progetto Tortellante, un laboratorio, scuola di autonomia, centro di socializzazione, che permette ai ragazzi autistici di pensare al proprio futuro attraverso la produzione artigianale della pasta fresca.

All’incontro è intervenuto anche Gian Enrico Venturini, Vice Direttore Generale di BPER Banca, che ha creduto nel progetto, ma in realtà anche in altre realtà promosse da Bottura, a partire da Food For Soul.

Massimo e Lara sono tornati al Refettorio – “Forse più bello adesso che all’apertura, perché ora è veramente vissuto, ma è tenuto in un modo speciale“, ha detto lo chef – per dare voce a questa comunità collaborativa.

I ragazzi del Tortellante hanno preparato e servito il pasto per tutti gli ospiti: con un nome così non potevano mancare i tortellini, minuscoli e saporiti, immersi in una ricca crema di parmigiano. Davvero squisiti, davvero ben fatti: le rezdore modenesi sarebbero orgogliose.

Abbattiamo i muri e diciamo benvenuti a tutti

Il progetto è nato quando Massimo si è reso conto che c’erano centinaia di richieste per andare a lavorare come volontari al Refettorio. Tutta l’attrezzatura prevista da utilizzare per la mensa – la sala – è diventata soltanto la zona dove organizzare il pane e il resto degli alimenti, perché il progetto si è ampliato a dismisura. Come dice lo stesso Bottura: “Abbiamo deciso di fare un servizio in questo luogo esattamente come nei nostri ristoranti. Perché il valore fondamentale di tutto questo lavoro – oltre al progetto culturale della lotta allo spreco – è la valorizzazione dei volontari, che molto spesso sono anziani. Il valore di ciò che noi facciamo è nel servizio, nell’ospitalità: buongiorno, benarrivati! Apriamo le porte in un mondo nel quale abbattiamo i muri; in un mondo dove tutti vogliono dei muri, noi li abbattiamo e diciamo benvenuti a tutti“.