Florence Cocktail Week: nasce una nuova generazione di bar di provincia

15 Aprile 2019

Lo chiamano già effetto Firenze. Nel mondo della miscelazione piaccia o no, l’influenza che ha avuto il fenomeno della Florence Cocktail Week non può più essere relegato a evento locale. E in attesa della quarta edizione, dal 6 al 12 maggio, la manifestazione quest'anno coinvolge anche i bar della provincia toscana il peso nazionale di questa sette giorni di incontri, masterclass, night shift con ospiti italiani e internazionali, tavole rotonde ed eventi rivolti a un pubblico di professionisti e appassionati, è tutto lì: in un programma ben pensato dagli organizzatori, insieme alle aziende sponsor e ai protagonisti del mondo della miscelazione. Quest’anno poi al centro della scena ci sono i cento anni della nascita del Negroni, proprio a Firenze nell’allora Caffè Casoni di via de’ Tornabuoni.“Firenze si è svegliata ma l’onda lunga di Firenze ora sta trainando la miscelazione di qualità in tutta la regione, ed è quanto vogliamo raccontare quest’anno”, ci dice Paola Mencarelli, cuore e anima della FCW con Lorenzo Nigro. FCW coinvolge i migliori cocktail bar di Firenze (una trentina in questa edizione) e, per la prima volta, della Toscana ed è patrocinata dal Comune di Firenze, che è anche promotore dei festeggiamenti sui 100 anni del Negroni.

La Toscana s’è desta

I bar della provincia toscana stanno cambiando. Spesso sono bar di famiglia da generazioni, ora in mano a ragazzi che dopo una esperienza all’estero o anche a Firenze nei locali top, decidono di tornare nei centri minori e investire, trasformando gli ambienti ormai datati e la proposta. Un modello che sta rivitalizzando aree inaspettate” ci dice Paola Mencarelli, instancabile esploratrice del buon bere, all’estero come nella sua Toscana. Un lavoro di scouting, il suo, che ha fatto emergere ben 10 bar, uno per provincia, protagonisti del nuovo contest legato alla Tuscany Cocktail Week. “Quest’anno, abbiamo deciso di spostare il nostro contest principale a livello regionale, anche per valorizzare l’impegno che tanti giovani stanno mettendo nel diffondere con la loro proposta di qualità una miscelazione nuova”. Le proposte in carta dei locali TCW saranno tre: un Signature Cocktail di libera creazione, con il quale il bartender parteciperà appunto al Contest Finale, un Twist sul Negroni (per celebrarne il Centenario) e un I Love Bitter (Amari/Bitter). La premiazione si svolgerà il 12 maggio.

Piccoli borghi, grandi bar

Mi hanno sorpreso soprattutto Prato e Pistoia, i cui centri storici sono molto vivi e vi si trovano molti locali di qualità ma sono interessanti anche le storie di quelli più lontani, nei borghi piccoli, dove non te lo aspetti”, nei piccoli borghi, dove non te lo aspetti, ci sono gemme e storie interessanti ci racconta Paola Mencarelli. Nella selezioni anche qualche bar d’hotel ma sono i paesi a costituire delle vere sorprese. È il caso, per esempio, dell’Idyllium di Pienza, vicino Siena, dove il titolare e bartender Bledar Ndoci, dopo una esperienza al 1930 di Milano (lo speakeasy da qualche mese entrato nei 100 della World’s 50 Best Bars) è voluto ritornare nel luogo d’origine. Frequentata ogni giorno da migliaia di turisti, molti di passaggio, Pienza ha così un bar che offre una proposta inattesa, e non solo per i locali. Tra i nuovi bar di provincia sorprendono anche Pura Vida, a Castiglione della Pescaia, il cui titolare e bartender è Riccardo Fancello; il Funi 1898 a Montecatini con una titolare donna, Francesca Gentile, e il bartender Tiziano Zanobini, infine Salotto Negroni a Certaldo, il cui titolare e bartender è Cosimo Neri. È tornato nella sua Prato, dopo una esperienza a Firenze, Marco Serri del Big Easy Cocktail Bar, mentre a Livorno Nicolò Pedreschi ha puntato sulla miscelazione tiki con il suo Makutu Tiki Bar. “Sarebbe bello creare dei tour attraverso le province della nostra regione, alla scoperta di questi locali di campagna. Un modo per promuovere tutto il territorio toscano” ci tiene a sottolineare Paola Mencarelli.

100 anni di Negroni

Sarà una emozione vedere seduti al tavolo tutti i massimi esperti mondiali di Negroni. Perché questo grande classico italiano è molto amato a livello globale. Anzi, è il secondo più venduto al mondo, stando all’ultima classica di Drinks International (il primo è l’Old Fashioned). Certo il conte a cui si deve l’invenzione ne sarebbe stato contento. E così durante la FCW, sabato 11 maggio, l’attesa è tutta per la tavola rotonda, patrocinata dal Comune di Firenze, che avrà come protagonista il classico cocktail fiorentino. A parlarne il padrone di casa Luca Picchi, autore del libro Negroni Cocktail, una leggenda italiana e illustri ospiti del panorama della mixology internazionale come: Mauro Mahjoub, The King of Negroni, a Monaco di Baviera, Jared Brown e Anistatia Miller, da Londra, e David Wondrich, da New York, tra le massime autorità a livello mondiale sulla storia dei cocktail.

Cosa (altro) succede alla FCW 19

Nel 2019 sono dunque 30 i locali fiorentini ad aderire alla Week, alcuni anche bar d’hotel, con una Cocktail List composta da: un Signature Cocktail (Twist sul Negroni), un RiEsco a Bere Italiano, un I Love Bitter e un Green Drink, nei quali i bartender potranno dare libero sfogo a tutta la loro creatività. Per loro, nella giornata conclusiva del 12 maggio è prevista la FCW Awards Ceremony che sostituisce il consueto premio del Contest tra bartender fiorentini. In questa occasione le aziende sponsor premieranno i bartender e i cocktail bar vincitori delle varie categorie. Nella stessa giornata si svolgeranno anche la seconda edizione di RiEsco a Bere Italiano, con una selezione di prodotti top made in Italy, e l’immancabile premio al Giovane Talento under 25.