Guida al riciclo: 3 cose che dovreste riciclare (e 6 da buttare definitivamente)

15 Aprile 2019

Riciclare è un modo semplice per non comportarci da rifiuti umani ma, sfortunatamente, pare che per molte persone non sia un’attività poi così facile. Una statistica dell’EPA (Environmental Protection Agency) la maggior parte dei nostri rifiuti è riciclabile, ma solo una piccola parte è smistata bene ha infatti evidenziato che il 75% dei rifiuti che ogni individuo produce giornalmente potrebbe essere riciclato, ma che solo il 25% è smistato in maniera corretta. La domanda sorgerà ora spontanea: come scoprire, tanto per cominciare, se un contenitore di plastica è riciclabile? Semplice, su di esso troveremo raffigurato un triangolo formato da frecce (simbolo che avrete sicuramente visto un milione di volte), a cui è solitamente affiancato un numero da 1 a 7 avente il seguente significato: Prodotto facilmente riciclabile: 1, 2, 4; il conferimento varia da comune a comune: 5; non facilmente riciclabile: 3, 6, 7. Ma vediamo insieme cosa dovremmo riciclare e cosa no.

Riciclabili

Bottiglie di plastica, vasetti e barattoli
Probabilmente molti di noi li staranno già riciclando ma, in caso contrario, è importante sapere che quasi tutte le bottiglie di plastica, vasetti e barattolini sono generalmente costituiti da materie plastiche riciclabili; basterà quindi risciacquarli e il gioco è fatto.

Alluminio, acciaio e lattine
Le lattine di alluminio si riciclano bene: possono infatti essere riciclate un numero infinito di volte e trasformate in prodotti sempre nuovi.

Qualsiasi articolo in vetro
Proprio come l’alluminio, ambra, smeraldo e vetro trasparente hanno una vita – dal punto di vista del riciclo – quasi infinita, il che significa che possono continuare a tornare in circolazione come nuovo vetro (a meno che anche voi non stiate già riutilizzando i vostri barattoli il più possibile).

Non riciclabili

Sacchetti di plastica
Anche se ormai i negozi utilizzano quasi esclusivamente sacchetti biodegradabili, i tradizionali sacchetti di plastica non posso essere riciclati dai normali impianti cittadini (perché potrebbero danneggiarne i vari ingranaggi), ma possono essere smaltiti in specifici centri. Se ne entriamo in possesso, la raccomandazione è quindi quella di riutilizzarli il più possibile.

Qualunque cosa più piccola di un Post-It, anche se costituito da materiale riciclabile
Involucri dei chewing gum, carta sminuzzata, fogli di alluminio, ecc., sono troppo piccoli per essere raccolti dalle smistatrici tradizionali e potrebbero contaminare i rifiuti raccolti. Per piccoli pezzi di carta, il compostaggio è dunque l’alternativa ottimale.

Involucri di plastica
In questo caso facciamo riferimento a tutti gli involucri che contengono prodotti quali insalate e verdure surgelate o snack (come patatine, biscotti e caramelle) e che, se abbastanza morbidi da poter essere schiacciati nella mano, probabilmente non sono riciclabili. Per questa tipologia di rifiuti esistono contenitori speciali, ma l’ideale sarebbe evitare questo tipo di imballaggio il più possibile. Investire in borse riutilizzabili, o fare la spesa nel mercato dei contadini dove acquistare prodotti non preconfezionati, sarebbero ottimi modi per evitare questa tipologia di plastica.

Contenitori contaminati da cibo, comprese scatole per pizza unte
Certo, la pizza che abbiamo ordinato ieri sera era decisamente buona, ma ciò non vale assolutamente per lo strato di unto che ne ha reso la scatola irriconoscibile. Lo stesso vale per il contenitore di carta che ospitava i ravioli cinesi mangiati a pranzo, e così via. Se il contenitore è di cartone ed è privo di rivestimenti in plastica o polistirolo, può essere compostato, se invece è di plastica può essere pulito, riutilizzato o riciclato.

Ceramica e pyrex
Nonostante possano sembrare vetro, le apparenze ingannano. Molti prodotti chimici contribuiscono infatti a rendere questi elementi riflettenti e resistenti alle alte temperature, e dunque non idonei al riciclaggio.

Polistirolo
Conosciuto anche come polistirene espanso o plastica numero 6, il polistirolo potrebbe rimanere in discarica per secoli. Alcuni impianti speciali sono in grado di gestire questo particolare materiale ma, non essendo così comuni, evitiamone il più possibile l’utilizzo.