9 dolci pasquali siciliani e dove comprarli

17 Aprile 2019

Non c’è festa in Sicilia che non sia accompagnata dai dolci. Regina incontrastata del pranzo di Pasqua è senza dubbio Sua Maestà la Cassata. Con i suoi colori baroccheggianti sembra rievocare la bellezza ammaliante e senza tempo dei palazzi aristocratici di Palermo. non c'è festività in sicilia che non sia accompagnata dai dolci Un successo così grande da essere consumata tutta l’anno. In passato, a causa del costo proibitivo dei suoi ingredienti, era accessibile soltanto ai ricchi. Nelle case popolari, invece, il dolce pasquale era il pupu cull’ova (pupo con l’uovo), delle uova sode decorate in maniera artistica. Legate all’iconografia cristiana sono anche i dolci a forma di colomba e le pecorelle di pasta reale, sdraiate sopra un prato verde disseminato di confetti colorati, con una bandiera rossa infilzata sopra il dorso. E infine come dimenticare la tanto amata tradizione, tutta italiana, per le uova di cioccolato. Di seguito una selezione di dolci siculi pasquali e i consigli su dove trovarli in giro per la Sicilia.

  1. Cassata. Uno dei simboli identificativi e più conosciuti della Sicilia, oltre che dolce di Pasqua per eccellenza. Pochi sanno che la cassata, così come la conosciamo, ovvero un tripudio di pasta reale e frutta candita, è una creazione ottocentesca del pasticciere palermitano Salvatore Gulì nel suo laboratorio lungo l’antico Cassaro, a poca distanza dalla Cattedrale. Il dolce rappresenta una perfetta sintesi dell’eredità culturale di tutte le dominazioni che si sono avvicendate sull’isola: la ricotta dai Romani, il marzapane e lo zucchero di canna dagli Arabi e il cioccolato dagli Spagnoli. Se chiedete ai palermitani dove trovare un’ottima cassata, con molta probabilità vi risponderanno “da Costa”, la storica pasticceria dell’omonima famiglia che ha recentemente inaugurato un secondo punto vendita nel cuore del centro storico. Pasticceria Costa: via Maqueda 174 – Palermo.
  2. Agnello pasquale ripieno di pistacchioSimbolo della Pasqua e del Cristo risorto, l’agnello ripieno era una specialità del Monastero di San Vito di Palermo (edificio non più esistente). Era offerto in dono a vescovi, cardinali, regine e Viceré. Si tratta di un impasto di marzapane modellato con l’ausilio di formine di gesso. Al suo interno un morbido ripieno di pistacchio. In passato era farcito, in alternativa, con ripieno di zuccata. Oggi, nel periodo pasquale, la variante semplice di pasta di mandorle senza farcitura la si trova facilmente nelle pasticcerie della Sicilia occidentale. A Palermo l’originale versione al pistacchio è disponibile solo presso la dolceria del Monastero di Santa Caterina. Fino al 2014 le monache ne inviavano al Papa uno del peso di ben 5kg. I Segreti del Chiostro: piazza Bellini – Palermo.
  3. ‘MpanatigghieBiscotti tipici modicani, a forma di semiluna, al cui interno è presente un impasto di cioccolato e carne. Il sapore della carne scompare completamente ed è un ingrediente segreto impossibile da indovinare senza saperlo. Il nome deriva dallo spagnolo empanadas o empadillas, che significa farcite. Si narra che furono create dalla fantasia di alcune religiose, impietositesi per le fatiche dei padri predicatori in periodo quaresimale. Le monache infatti nascosero della carne macinata nel ripieno di mandorle e cioccolato (il cui consumo era consentito perché ritenuto alimento di magro), con cui farcirono questi dolcetti: le ‘Mpanatigghie. Un must quelle preparate a Modica da Bonajuto, la più antica fabbrica di cioccolato in Sicilia ancora in attività. Da segnalare anche le Uova di Pasqua al cioccolato lavorato a bassa temperatura, secondo l’antico processo di origine azteca. Antica Dolceria Bonajuto: corso Umberto I, 159 – Modica.
  4. Cassatelle. Da non confondere con la cassata palermitana: si tratta di ravioli fritti, con un cuore di ricotta dolce, da mangiare caldissime. Originariamente nate come dolci di Pasqua, sono diventate un cavallo di battaglia della gastronomia trapanese ed è facile trovarle tutto l’anno nei bar e nelle pasticcerie della provincia. Recita il detto “cu n’appi, n’appi, cassateddi di Pasqua” che si potrebbe tradurre con “fortunato colui che ha mangiato le cassatelle per Pasqua“. Significa che è stato fortunato chi ha beneficiato di un privilegio e adesso, essendo cambiati i tempi, non può ricevere più nulla. Nel Monastero Santa Chiara di Alcamo ancora oggi le monache confezionano cassatelle secondo l’antica ricetta. In alternativa c’è la famosissima pasticceria di Maria Grammatico a Erice, l’antico borgo medievale in cima al monte solitario che domina Trapani e le Saline. Pasticceria Maria Grammatico: via Vittorio Emanuele 14 – Erice.
  5. Cassatelle classiche di Agira. Molto diffuse in tutta la Sicilia orientale, le cassatelle di Agira sono dei pasticciotti di frolla con un morbidissimo ripieno di cacao in polvere, mandorle tostate locali, farina di ceci, scorze di limone e cannella. La particolarità è data dalla cottura nel forno a legna, dove si fanno bruciare i gusci delle mandorle: questo procedimento conferisce alla frolla un aroma unico e inconfondibile. Anticamente soltanto le famiglie benestanti di Agira, comune dell’entroterra siciliano, detenevano l’originale ricetta. Oggi esistono diverse varianti al pistacchio, frutti di bosco e ricotta, ma gli amanti della tradizione restano fedeli alla variante classica. Bottega delle cassatelle: via Vittorio Emanuele 196 – Agira.
  6. Cassata al forno. Dolce di pasta frolla con ripieno di ricotta dolce, scaglie di cioccolato e pezzetti di zucca o cedro candito; con la sua forma tonda era il simbolo del sole nascente e quindi della resurrezione di Cristo. La sua origine è più antica della cassata barocca, probabilmente risale addirittura al periodo romano, quando si mangiava un dolce a base di ricotta chiamato caesatus. I vescovi di Mazara proibirono alle suore del Monastero di Valverde di produrre questo dolce durante l’anno, perché stando in cucina sottraevano tempo alla preghiera: la cassata pertanto poteva essere realizzata solo in occasione della Santa Pasqua. Da questo episodio nasce la consuetudine siciliana di portare in tavola la cassata nel giorno di Pasqua. Recita un antico proverbio “tintu è cu nun mancia a cassata a matina ri Pasqua” (infelice è chi non mangia la cassata nel giorno di Pasqua). Se siete nei dintorni di Catania, il consiglio è quello di visitare Randazzo, borgo gioiello dell’Etna, e provare i dolci (cassata compresa) di Giovanna Musumeci, vulcanica maestra gelatiera e affermata cake designer. Pasticceria Santo Musumeci: piazza Santa Maria – Randazzo.
  7. Colomba artigianale. Con il boom economico degli anni ’60 arriva anche in Sicilia la tradizione di consumare i tradizionali dolci pasquali. Il bakery chef Francesco Arena propone delle colombe artigianali degne di nota, tra cui quella Salina in omaggio all’isola eoliana. Una vera delizia preparata con lievito madre, burro e farine di altissima qualità, senza conservanti aggiunti. Per la farcitura, invece, capperi canditi, uvetta di Pantelleria, mandorle di Avola tostate e un mix di aromi naturali: semi di vaniglia del Madagascar, miele di acacia, scorze di arance e limoni biologici. All’esterno presenta una copertura di cioccolato bianco, 7 mandorle di Avola dorate a simboleggiare le 7 isole dell’Arcipelago, e del pistacchio tritato che richiama la vegetazione dell’isola più verde delle Eolie. Panificio Masino Arena: via Consolare Pompea 162 Sant’Agata – Messina.
  8. Tronchetto. Un dolce pasquale prettamente messinese è il tronchetto di crema Mafalda gianduia, il cui nome rileva subito l’origine sabauda di questo ingrediente.  Disponibile solo nei giorni che precedono la festa, il tronchetto è un morbido pan di Spagna arricchito con liquore, crema al cioccolato e la forma di un agnellino al pascolo che evoca l’immagine bucolica della campagna siciliana in primavera. A Messina il punto di riferimento per la pasticceria è Lillo Freni, custode della tradizione dolciaria di quest’angolo di Sicilia. Una sosta presso la sua pasticceria vale il viaggio. Da premiare la grande attenzione riposta nella scelta delle materie prime utilizzate per le sue golosissime creazioni. Pasticceria Freni: via Strata Statale 114, km 4100 Contesse – Messina.
  9. Pupo con l’uovo. Dolce pasquale siciliano che assume diverse appellazioni nelle varie parti della regione: cuddura nel catanese, campanaru nella Valle del Belice, cannatuni a Trapani, pupo con l’uovo e cicìu a Palermo. Nel giorno di Pasqua le famiglie mettevano in tavola questo dolce di pasta frolla in cui è avvolto un uovo sodo. L’uovo è segno di rinascita e in tutte le culture cristiane è anche simbolo della Pasqua. Buonissimo il pupo con l’uovo della pasticceria Euro Caffè gestita dalla famiglia Bono di Menfi. Pasticceria Euro Caffè: via A. Ognibene 114A – Menfi.