Trapizzino arriva anche a Torino e apre al Mercato Centrale

18 Aprile 2019

In poco più di 10 anni è diventato il simbolo dello street food di qualità a Roma. Il Trapizzino è un’intuizione tanto semplice quanto geniale: una tasca triangolare di ottima pizza bianca, farcita con prelibatezze come il pollo alla cacciatora, dopo firenze, milano e new york, trapizzino arriva a torino le polpette al sugo, la lingua in salsa verde o il più esotico zighinì. Tutto ebbe inizio a Testaccio, quartiere simbolo della gastronomia della Capitale, dove Stefano Callegari aprì il primo locale interamente dedicato alla sua invenzione. Dopo varie altre sedi a Roma e poi a Firenze, Milano e New York, Trapizzino punta ora su Torino all’interno del nuovo Mercato Centrale e, da metà maggio, anche in piazza Carlo Emanuele II. Socio e amico storico di Callegari, Paul Pansera ci ha raccontato un po’ di cose interessanti sulla nuova apertura torinese e non solo.

Trapizzino a Piazza Carlina

La sede di piazza Carlo Emanuele II vuole essere un posto da vivere in diversi momenti della giornata. “È Trapizzino, certo, ma sulla seconda serranda c’è scritto La Vineria”. Come a Trastevere dunque, sebbene il locale torinese sia completamente diverso per dimensioni e stile. “Abbiamo soffitti alti 7 metri, grandi vetrate e tanto spazio a disposizione”. Sono infatti 160 i posti a sedere, metà dei quali nel dehors esterno. “Avendo la metratura giusta voglio realizzare un’idea che avevo da tempo: una sorta di chef’s table, dove verranno serviti Trapizzini con farciture più espresse e sarà anche il luogo dove invitare amici chef che hanno voglia di mettersi in gioco”.

Il trapizzino dolce

Disponibile per i torinesi più golosi anche una versione dolce: “L’abbiamo inventato diverso tempo fa con mia sorella Antonella, che lavora nella nostra pasticceria di famiglia“. Sarà uguale al Trapizzino nella forma ma è dolce, ricorderà la Sacher e il cuneese: c’è una ganache al rum, inserita in un pan di Spagna al cioccolato, ricoperto sempre di cioccolato.

Un sodalizio inossidabile

Stefano Callegari è il mio socio e il mio amico da quando eravamo ragazzi. Continuiamo insieme in questa avventura parallelamente agli altri progetti che ognuno di noi porta avanti: le sue pizzerie e i miei locali (Il Sorpasso e Passaguai, ndr). A lui dobbiamo l’invenzione del Trapizzino e posso dire che oltre ad essere un genio è un vero cultore del cibo e del buon bere”, dice Pansera.

Prossime aperture e l’ipotesi di franchising

Se ne apro un altro a breve potrei schiattare…Abbiamo diverse cose da curare, di sicuro sappiamo che saremo presenti anche nel Mercato Centrale di prossima apertura a Milano”. Da pochi mesi è spuntata un’insegna Trapizzino anche a Trieste, ma a quanto pare con una gestione non diretta. La definizione di franchising però non è nelle corde di Paul Pansera. altri locali saranno aperti soltanto se possiamo gestirli noi, dice panseraQuesta parola non mi piace! C’è il nostro nome e per noi significa essere soci, mandiamo ogni settimana il nostro personale lì”. E se qualcuno volesse aprire un locale a marchio Trapizzino in altre città? “Abbiamo 5000 richieste da tutto il mondo, dalla Colombia alla Cambogia, ma noi nasciamo ristoratori perciò altri locali potrebbero essere aperti solo se ci saremo noi a buttare un occhio. Se qualcuno volesse diventare nostro socio dovrebbe prima venire a lavorare un po’ con noi, conoscerci, in modo da trasmettergli la nostra missione. Vendiamo un prodotto di qualità a soli quattro euro perché lo facciamo prima di tutto per passione: il Trapizzino è nato dalla golosità di Stefano, non siamo una catena”.