5 posti da visitare in Slovenia, da Hiša Franko in poi

10 Maggio 2019

Il nome Caporetto è legato alla più grande sconfitta mai subita dall’esercito italiano. Ripercorrere l’itinerario storico di questo tratto della Valle d’Isonzo, in Slovenia, significa scoprire l’eredità lasciata dalla Grande Guerra, come monito al mantenimento della pace. caporetto è graziata da un'alta concentrazione di ristoranti imperdibili Oggi la città di Kobarid (il nome sloveno) è la capitale gastronomica di questa regione verde nel cuore delle Alpi Giulie, al confine con il Friuli. Tutto merito dell’alta concentrazione di ristoranti imperdibili, primo fra tutti Hiša (casa) Franko. Qui potrete incontrare Ana Roš, eletta nel 2017 dalla World’s 50 Best come miglior chef donna del mondo. È stata lei, insieme al marito, l’artefice del rinascimento gourmet della Valle: la sua cucina valorizza le produzioni locali, spesso guidate da giovani del posto, e il suo ristorante attira food lovers da ogni parte del mondo, generando così un flusso costante di enoturisti di fascia alta, assai prezioso per l’economia di un territorio piccolo ma tanto felice. Ecco cinque consigli per una vacanza in questo eden terrestre:

  1. Hiša Franko (Kobarid). Inserito nella prestigiosa lista dei 50 Best, Hiša Franko è una meta che da sola vale il viaggio. Tutto merito della chef slovena Ana Roš e del marito Valter Kramar, direttore del ristorante e sommelier.  Lei è una cuoca autodidatta e giramondo che in cucina esprimere la sua personalità e femminilità, valorizzando le ricchezze del territorio. Lui cura la cantina, selezionando le migliori produzioni vinicole e casearie della Valle d’Isonzo. Insieme sono i migliori ambasciatori di questo angolo felice di mondo. “La Slovenia è un paese meraviglioso e ogni giorno ci regala prodotti unici e incredibili come il formaggio Tolminc prodotto a 2000m di altitudine e la trota marmorata del fiume Isonzo”. Lo staff di sala e di cucina è giovanissimo (tutti under 35) e internazionale (dal Sudafrica alla Corea). Da Hiša Franko è possibile anche pernottare: a disposizione degli ospiti ci sono 10 camere dall’atmosfera prettamente familiare e arredate con gusto. La mattina si fa colazione nel bel dehor esterno, completamente immersi nei colori e nel silenzio della Valle.
  2. Hiša Polonka (Kobarid). Senza dubbio il miglior posto per provare i piatti tipici della tradizione locale. Tre anni fa Valter Kramar, con altri due soci, decide di aprire una birreria a Kobarid come luogo di ritrovo per i suoi abitanti. Insieme creano anche la birra a marchio Feo, caratterizzata da un sapore unico dovuto all’altissima qualità dell’acqua delle vicine sorgenti fredde. Successivamente la decisione di aprire anche la cucina, in modo da abbinare i piatti sloveni, ovvero quelle ricette di mamme e nonne ormai del tutto scomparse dai menu dei ristoranti locali per far posto ai piatti più internazionali. Da non perdere la Frika, il piatto tradizionale dei pastori a base di formaggio e patate; gli gnocchi fatti in casa con il ragù di agnello locale; la selezione di formaggi locali e poi gli struccoli di Kobarid (kobariški štrukelj), dolce a base di noci servito caldo. In passato era lo snack durante la falciatura dell’erba estiva e riportava sempre la firma d’autore, ogni casalinga infatti aveva la sua ricetta e firmava gli struccoli nel mezzo con l’impronta del dito.
  3. Nebesa Chalets (Kobarid). Nebesa significa paradiso in sloveno. Era il termine usato dalla gente del posto per indicare le casette aggrappate su una vetta che domina la Valle dell’Isonzo. Rilevate da Bojan e Katja Roš, genitori della chef Ana, sono state trasformate in 4 chalet di charme circondati dalla natura. La prima colazione si fa nello spazio comune, mentre per il pranzo e la cena si accettano i consigli dello staff. I più romantici preferiranno invece utilizzare la cucina in dotazione in ogni camera e preparare qualche bontà, con i prodotti del posto, da consumare nella terrazza panoramica del proprio chalet. A disposizione degli ospiti anche una sauna con aromaterapia e cromoterapia, per una vacanza all’insegna della massima intimità.
  4. Agriturismo biologico Pri Lovrču – Čadrg (Tolmin). Nel Parco Nazionale del Triglav, a 700 metri sul livello del mare, immerso nei monti Tolmin, si trova il paese di Čadrg. Gli abitanti, così come facevano in passato i loro antenati, coltivano con amore questo lembo di terra posto sotto i monti. Su 29 ettari di prati e pascoli la famiglia Bončin si occupa di allevamento biologico di mucche da latte, capre, suini, anatre e galline. L’attività principale nella fattoria è la produzione del latte che è poi trasformato, nel piccolo caseificio del villaggio, nel famoso formaggio autoctono Tolminc e nella ricotta. I prodotti sono venduti con il marchio Biodar che ne attesta la produzione secondo i canoni dell’agricoltura biologica. Per gli amanti delle attività all’aria aperta non c’è che l’imbarazzo della scelta tra bike e trekking seguendo il sentiero per il pascolo Razor, oppure quello per la sorgente del fiume Tolminka e le sue gole, e ancora la strada per Javorca e Kobarid. L’agriturismo dispone di due appartamenti per l’alloggio e, su prenotazione, si può prenotare un succulento pranzo di montagna secondo la tradizione locale.
  5. Parco Nazionale del Triglav. Rafting, kayak, trekking, sci, arrampicate, parapendio, pesca: la Valle dell’Isonzo è la principale destinazione della Slovenia per chi ama le attività outdoor, tutte da praticare nella natura incontaminata delle Alpi Giulie, del Parco naturale del Triglav e delle acque verde smeraldo del fiume Isonzo. Scenari mozzafiato che hanno ammaliato anche il regista neozelandese Andrew Adamson che proprio qui ha ambientato le scene del film Le cronache di Narnia. Tra i punti di maggiore fascino ci sono le gole selvagge dove convergono i fiumi Tolminka e Zadlaščica, uno scenario di incomparabile bellezza creato dall’azione erosiva dell’acqua. In queste acque vive la trota marmorata (sempre presente nella cucina di Ana Roš), la più grande al mondo con i suoi 120 cm di lunghezza che deve il nome al motivo marmoreo della sua pelle.