Ecco perché amiamo il caffè amaro e la birra

10 Maggio 2019

Bevi il caffè amaro? Ti piace la birra? Non è tanto per il gusto, ma è merito di come quel caffè – o quella birra – ti fa sentire. È la sorprendente scoperta di un nuovo studio condotto dalla scienziata Marilyn Cornelis della Northwestern University Feinberg School of Medicine. Insieme al suo team, la studiosa si è messa alla ricerca di una risposta genetica che potesse spiegare le nostre preferenze in fatto di bevande, perché tali preferenze potrebbero suggerire, a loro volta, i modi per intervenire su un’errata alimentazione delle persone.

La ricerca è stata condotta sui dati genetici di 336.000 persone contenuti nella Biobanca britannica. Le bevande sono state divise in amare – caffè, tè, succo di pompelmo, birra, vino rosso e liquori – e dolci o dolcificate, come succhi di frutta, latte insaporito e cioccolata calda. In seguito, ai soggetti del campione sono stati somministrati alcuni questionari in cui indicare quante bevande si consumavano nell’arco di 24 ore.

Con loro sorpresa, i ricercatori hanno attestato che le preferenze per le bevande dolci e amare non dipendevano da varianti genetiche, ma che erano i geni a essere legati alle proprietà psicoattive di queste bevande. “Alle persone – ha spiegato più semplicemente la Cornelis – piace il modo in cui il caffè o l’alcol o le bevande zuccherate li fanno sentire, ecco perché li bevono“. Sembra, quindi, che, più che a un corredo personale, le preferenze per le bevande dolci o amare rispondano a un generico sistema di ricompensa. Questo nuovo studio potrebbe gettare una nuova luce sulle nostre abitudini alimentari, arricchendo la comprensione del rapporto che c’è tra la genetica, il consumo di bevande e le potenziali difficoltà che ciò comporta nella dieta delle persone.