Le pescherie per mangiare crudo di mare tra Bari e Savelletri

10 Maggio 2019
di Manila Benedetto

Se dici Puglia, dici mare. Il profumo salmastro, le lunghe spiagge, il rumore della risacca, le onde che si infrangono sulle scogliere, il sapore del polpo appena arricciato, la cozza pelosa spaccata, il riccio in cui affonda il pane casereccio. Quando si arriva nel tacco d’Italia, che lo si voglia o meno, si subisce il richiamo del mare e un istinto ancestrale porta alla ricerca del crudo. Data la vastità del territorio e della costa pugliese, il nostro percorso si limiterà nell’arco di 50 km, dove la tradizione del crudo di mare non solo è un must di chiunque passi in queste zone, ma è anche e soprattutto identità del territorio.

  1. Iniziamo dal cuore di Bari, dove è subito N’ dèrr’a la lanze. Di ristoranti dove mangiare pesce ce ne sono numerosi, ma niente è paragonabile all’emozione e al brivido del pericolo (perché sì, N’ dèrr’a la lanze ha bisogno anche di buoni anticorpi) di fermarsi nel cuore del porticciolo di Bari, al Molo S. Nicola.
    Il vociare della gente, il richiamo dei pescatori, il rumore dei coltelli che abili aprono le cozze e i ricci, puliscono polpi e seppie. Bancarelle improvvisate sul porto, con pesce fresco appena scaricato dalle barchette di legno attraccate (a dire il vero adagiate sulle casse vuote di birra) poco distante, molluschi e frutti di mare, che si possono acquistare – già aperti e tagliati – in piattini di plastica, 5 € l’uno, e gustare direttamente lì, appoggiati di sbieco a un tavolino di fortuna. Tradizione è accompagnare la mangiata sorseggiando una birra, e al vicino bar troverete le intramontabili industriali ma, se vi attrezzate prima, Bari è anche una città con diversi birrifici artigianali e brewpub, e quindi non vi sarà difficile procurarvi anche una bottiglia di Birrificio Svevo o Birrificio Bari.
  2. Lasciando il centro città, scendendo verso sud, la tappa da non perdere è a San Giorgio, in via della Marina 25. Qui troverete la Pescheria dal Nonno, affacciata sulla scogliera, dove poter acquistare il pesce da portare a casa o sedersi al bancone ricavato all’interno e gustare un aperitivo con un bicchiere di bollicine. La scelta del crudo del giorno spazia tra tutti i frutti di mare, ostriche comprese, gamberi, tagliatella di seppia e polpo crudo arricciato, qualche tartarre di pesce. I costi restano bassi, con il piatto completo del crudo misto a 15 €. I frutti di mare sono aperti sul momento, e se volete risciacquarli, la fontana di acqua di mare depurata inserita all’interno della pescheria è a vostra disposizione.
  3. Proseguendo per qualche decina di chilometri, uno stop obbligato va fatto a Polignano a Mare, la famosa cittadina dalla scogliera mozzafiato che è diventata una meta turistica per appassionati di enogastronomia, di arte e cultura. Qui non mancano i luoghi dove assaporare i crudi strettamente legati alle attività dei pescatori: due su tutti, la rinomatissima Pescaria nella piazza Aldo Moro e Il Pescato Dispensa di mare, pescheria con proprio ristorantino in una traversa della piazza, in via Atropo 23.
  4. A circa 20 km da Polignano arriviamo sulla costa dei ricci per eccellenza. A Savelletri troviamo la Ittimar, storica azienda che si occupa di stabulazione dei mitili e dei frutti di mare, con centro pescheria aperto al pubblico e da qualche anno il self-service Fresco di mare – Take & Stay, dove poter fermarsi a mangiare piatti crudi e cotti, combinando qualità e ottimo prezzo.
  5. Continuando ancora più a sud, ecco che incrociamo la contrada Forcatella, dove già decenni fa ci si fermava nei pressi delle case dei pescatori – ai tempi allestite solamente con ombrelloni e tavoli di plastica – per mangiare vassoi di ricci aperti sul momento e pescati nella giornata. Oggi resistono ancora le costruzioni bianche con gli infissi azzurri, affacciate sul mare e consumate dalla salsedine, e poco distante, dietro a più moderni ristoranti, regna Il Principe del Mare (SP90, 25 Savelletri). Anima di pescatori, questo ristoro è un gazebo sugli scogli con tavoli interni ed esterni. Sono rimaste le tovaglie di carta a quadretti, i bicchieri di plastica, i vassoi di alluminio, e quel pane casereccio bianco e compatto al centro, con la crosta dorata e durissima, che è l’unica forchetta possibile per i ricci. Se non è periodo di fermo, infatti, potrete ordinarne liberamente il quantitativo che preferite (al costo di 0,60 € l’uno), ma non mancherà in menu anche una varietà importante di frutti di mare e molluschi crudi, freschissimi e gustosi. La carta comprende anche qualche antipasto caldo, come l’impepata di cozze, i primi e i secondi di mare con il pescato del giorno, nonché una immancabile frittura mista, altro must da provare. Ad accompagnare vini pugliesi e birre.