5 motivi per partecipare a Teruar a Scicli

14 Maggio 2019

Mancano ormai pochi giorni all’inizio di Teruar 2019, la prima fiera del vino naturale organizzata nella Sicilia orientale. L’evento, in programma dal 17 al 20 maggio presso l’ex Convento del Carmine (Piazza Busacca, Scicli), uno dei due più importanti eventi sul vino naturale in sicilia è organizzato e promosso dall’associazione culturale Arsura – Sete Etica. “Due anni fa -dichiara Giuseppe Fiorilla, ideatore di Teruar insieme a Pietro Russino, Bartolo Finielli e Ignazio Fiorilla – era solo un’idea raccontata tra amici davanti a un calice di vino, ovviamente naturale. Oggi Teruar – Fiera del Vino Etico è una realtà capace di convogliare al suo interno diverse esigenze con un comune denominatore: una produzione eticamente consapevole nel rispetto della natura e lontana dalle logiche di mercato. Grazie alla rete di artigiani del vino, del pane, artisti ed agricoltori, che abbiamo creato, oggi Teruar si pone, insieme a NOT – Rassegna dei vini franchi di Palermo, come uno dei due più importanti eventi del vino naturale, in grado di superare i confini isolani e nazionali”. Ecco 5 cose da sapere su Teruar:

  1. Partecipanti. I Teruaristi, così come li chiamiamo gli organizzatori, sono spinti dalla necessità di fuggire i modelli agricoli intensivi e invasivi, per orientarsi verso un prodotto che si connota come alimento rispettoso della natura e che nasce per un processo agricolo-culturale e artistico sostenibile, frutto di un modello di agricoltura basato su un approccio evolutivo e non meramente economico produttivo, dove per evoluzione s’intende l’adattamento ai fenomeni naturali e non la contrapposizione a essi.
  2. Associazione. L’associazione Arsura – Sete Etica, promotrice di Teruar, nasce con il preciso obiettivo di promuovere una nuova filosofia che vuole ritornare alle cose semplici, a un rapporto più umano e meno artificiale con la natura, affinché tra i due attori principali della vita, l’Uomo e la Natura, si ristabilisca quel nesso simbiotico, intimo e originario che dura dalla notte dei tempi.
  3. Nome. Il nome della fiera deriva dal francese terroir, una parola intraducibile in italiano, ma che indica l’insieme di fattori naturali, territoriali e di buone pratiche messe in atto da un artigiano della viticoltura nella coltivazione della sua terra. La pronuncia della parola francese, in Sicilia, assume un suono molto più duro, che ne intensifica anche il senso. Teruar, attraverso la promozione della cultura del vino naturale e, al tempo stesso, delle tradizioni agricole e artigianali tipiche dei territori di provenienza dei vini e delle aziende invitate, diventa un’occasione di valorizzazione del territorio italiano e delle sue molteplici complessità.
  4. Luogo. Per un evento unico occorreva un luogo altrettanto straordinario come l’ex Convento del Carmine di Scicli, la perla del barocco siciliano, a far da cornice agli stand di 30 viticoltori che presenteranno le loro etichette e 20 cantine in degustazione, oltre a una serie di masterclass e seminari, il 18 e il 19 maggio, nel segno della filosofia di Teruar.
  5. Programma. L’evento si divide in due momenti: dal 17 al 19 maggio l’apertura al pubblico; lunedì 20 maggio, invece, la giornata dedicata agli addetti ai lavori. Ricco e intenso il programma della fiera articolato in seminari, masterclass, degustazioni e momenti pensati per i più piccoli. Da un viaggio alla scoperta di sei Malvasia con N.E.M.O. never ending malvasia odyssey e Paolo Tegoni a un incontro dedicato alla Liguria, ai suoi vitigni autoctoni e ai vini di Walter de Battè di Primaterra Wine Cinque Terre; passando per due degustazioni in compagnia di Giorgio Fogliani: la prima è un percorso a ritroso nella storia del vino marsalese, la seconda un’immersione nei grandi rossi nati sul versante settentrionale dell’Etna. A questi si aggiunge la tavola rotonda di approfondimento, a cura di Davide Cicciarella, sul nuovo pane siciliano, all’insegna della riscoperta e il reimpiego di vecchie coltivazioni di grano e cereali minori, le tecniche biologiche e naturali con cui si coltivano e i metodi di lavorazione sostenibili e meno invasivi applicati. Sostenibilità, etica e ambiente: queste le tematiche dell’incontro con Lorenzo Cannella che tirerà le fila sulle idee e la filosofia fondante di Teruar. L’incontro mira a creare una consapevolezza sulle problematiche contemporanee e trovare soluzioni che si possono attuare e del coraggio necessario per realizzare questi cambiamenti. A questi si aggiungono una serie di laboratori per bambini grazie ai quali Teruar conferma la sua unicità, richiamando l’attenzione di un pubblico variegato, amante del bere bene, che vuole scoprire un vino prodotto nel rispetto della natura come espressione del territorio in cui cresce e del lavoro non invasivo del vignaiolo, un vino in cui il consumatore ritrova genuinità e una varietà di sapori e profumi non prestabiliti o prevedibili.