Sicilia en Primeur: 12 vini che dovreste cercare e assaggiare

17 Maggio 2019

Sicilia en Primeur è il grande evento di promozione del vino siciliano organizzato da Assovini. Una kermesse itinerante, a cadenza annuale, che catalizza l’attenzione della stampa mondiale di settore sulla produzione enologica siciliana. un modo per catalizzare l'attenzone sulla produzione enologica siciliana Il vino diventa una chiave di lettura per comprendere le mille sfaccettature della regione. I giornalisti invitati sono accompagnati a scoprire il meglio dei diversi territori in termini di produzione vinicola, patrimonio artistico-culturale, offerta gastronomica e ricezione alberghiera, per poi convergere in un’unica località (quest’anno Siracusa) dove, insieme ai produttori, fare il punto sull’andamento globale del mercato del vino siciliano e sull’ultima annata. La giornata conclusiva di Sicilia en Primeur è invece dedicata, come sempre, alle degustazioni per il pubblico. Ecco i 12 vini en primeur che ricorderemo di questa sedicesima edizione:

  1. Vrucara 2015 – Feudo Montoni. Senza dubbio una delle migliori espressioni di Nero d’Avola nell’attuale panorama enologico siciliano. Vino pluripremiato ed etichetta icona dell’azienda di Fabio Sireci. Il vigneto di provenienza delle uve ha un’età di oltre cent’anni e si trova a Valledolmo, a un’altezza di 750 metri sul livello del mare. In questo angolo dell’entroterra siciliano, anche nelle sere estive più calde, la temperatura non supera i 18°. Degustiamo en primeur l’annata 2015 di Vrucara che uscirà in commercio nel 2020. Una produzione limitata di circa 5 mila bottiglie. Siamo di fronte a un fuoriclasse, in grado di rivelare tutta l’eleganza del vitigno principe siciliano. Custode della storia ma al tempo stesso tremendamente contemporaneo. Prezzo in enoteca 30 € circa.
  2. Contrada Rampante 2016 – Pietradolce. Annata felice la 2016, come rivela questo Nerello Mascalese coltivato a 850 metri sul versante nord dell’Etna, nel piccolo vigneto centenario pre-fillossera di Pietradolce, delimitato dal classico muretto a secco e immerso in un anfiteatro naturale. Una produzione di 5 mila bottiglie, solo per veri intenditori. Contrada Rampante sintetizza alla perfezione la forza del Vulcano, declinata in eleganza e mineralità. L’altitudine conferisce carattere e identità al vino. Sono infatti le colate laviche a rendere così unici i vini di Michele Faro. Da meno di un mese è stata inaugurata l’avveniristica cantina di Solicchiata, un gioiello enologico e architettonico che ospita al suo interno anche installazioni di arte, altra grande passione della famiglia Faro. Prezzo in enoteca 35/38 €.
  3. Contrada Caveliere 2017 – Benanti. Lo storico marchio etneo ha dato avvio a un ambizioso progetto che vuole valorizzare e distinguere le espressioni vinicole dei vari versanti del vulcano, da sud a nord. Contrada Cavaliere è la terza di sei etichette che tra due – al massimo tre – anni offriranno una panoramica completa della viticoltura eroica praticata alle pendici dell’Etna. L’annata 2017 entrerà in commercio a fine anno e ne saranno prodotte soltanto 5 mila bottiglie.  Si tratta di un Nerello Mascalese in purezza, coltivato in un vigneto di 11 ettari a un’altitudine di 900 metri, sul versante sud-ovest della Montagna. Siamo in un’area caratterizzata da grande irradiazione solare, poca piovosità e nessuna influenza del mare. Ancora una volta una certezza firmata Benanti. Prezzo in enoteca 35/38 €.
  4. AV01 Catarratto Orange 2017 – Rallo. A come Alessandro Viola (enologo e vignaiolo naturale), V come Andrea Vesco (titolare di Cantine Rallo) e 01 a indicare la prima produzione. Questo Catarratto a fermentazione spontanea, zero solfiti aggiunti, è un orange wine che rompe gli schemi, proponendosi come un ponte tra i vini cosiddetti naturali e le produzioni convenzionali. Il territorio di provenienza è quello di Alcamo, in un vigneto ubicato a 350 metri di altezza nel cuore della campagna siciliana, al confine con Monreale. AV01 è il vino consigliato per coloro i quali si approcciano per la prima volta a questa categoria. Dell’annata 2017 esistono solo 3000 bottiglie. Prezzo in enoteca 25/30 €.
  5. Grillodoro 2015 – Tenuta Gorghi Tondi. Mare, botritis e vigneto: nella nuova etichetta, le sorelle Annamaria e Clara Sala, hanno voluto riprodurre i tre elementi che fanno di questo vino una vera rarità nel panorama enologico siciliano. Grillodoro è, infatti, l’unico vino da Grillo muffato oggi esistente. Ottenuto da una vendemmia tardiva di uve surmaturate in pianta e caratterizzate dalla muffa nobile, detta Botrytis Cinerea, che si forma in un vigneto di appena 2 ettari affacciato direttamente sul mare di Mazara del Vallo. Grillodoro è prodotto soltanto quando le condizioni climatiche lo consentono. Dell’annata 2015 esistono solo 2000 bottiglie. Prezzo in enoteca 28/30 €.
  6. Madamarosè 2018 – Sallier de La Tour (Tasca d’Almerita). Dal 2009 Sallier de La Tour entra a far parte delle tenute Tasca d’Almerita, rafforzando così l’ecosistema produttivo del marchio. Costanza Chirivino – giovane e brillante custode di casa e testimone della filosofia aziendale – presenta Madamarosè, un rosato ottenuto da uve Syrah coltivate su vigneti ai piedi delle montagne della Valle dello Jato, sulle alture della conca di Palermo. La pigiatura soffice conferisce uno splendido colore che ricorda il fiore di pesco e ne estrae solo i profumi più eleganti che questa varietà può regalare, segnati dagli aromi del Mediterraneo, una caratteristica tipica del Syrah di Sallier de La Tour. Della annata 2018, la prima prodotta, sono disponibili 5 mila bottiglie. Prezzo in enoteca 13/15 €.
  7. Vico Prephilloxera 2015 – Tenute Bosco. In occasione di Sicilia en Primeur, Sofia Bosco presenta in anteprima l’annata 2015 di Vico Prephilloxera. Si tratta di un Cru prodotto in edizione limitata (meno di 5 mila bottiglie), le cui uve sono coltivate in una singola particella di un vigneto centenario ubicato in contrada Santo Spirito, a Passopisciaro, a ben 700 metri sul livello del mare. Con i suoi 150 anni di età rappresenta una delle vigne più antiche del versante nord dell’Etna, così come attestano le fonti storiche (L’Illustration Journal Universal del 1879). L’uvaggio è un blend di Nerello Mascalese (90%) e Nerello Cappuccio (10%): il primo conferisce struttura al vino, il secondo invece colore e aromaticità. Prezzo in enoteca 45/48 €.
  8. Don Pietro Rosato 2018 – Dei Principi di Spadafora. La realtà vinicola di Francesco Spadafora, a Monreale, è da sempre attenta alla sostenibilità ambientale: utilizza un vetro più leggero per le bottiglie e tappi biologici prodotti con fibre della barbabietola da zucchero. Tutti i vini sono ottenuti da uve coltivate in regime biologico e fermentati in assenza di solfiti. In compagnia di Enrica Spadafora, giovane e promettente figlia di Francesco, degustiamo il Rosato di Nero d’Avola “Don Pietro”. Al palato si avverte subito una piacevole freschezza floreale e ritorna la frutta percepita al naso. Il tannino, gradevole ed equilibrato, conferisce giusta struttura al vino. Prezzo in enoteca 10/12 €.
  9. Kikè 2018 – Cantine Fina. Non solo Grillo e Nero d’Avola. La complessità del contesto pedoclimatico della Sicilia la rende un vero e proprio territorio-continente, ideale anche per la coltivazione delle varietà internazionali. Kikè rappresenta la più grande sfida dell’enologo Bruno Fina: un blend di uve Traminer (90%) e Sauvignon Blanc (10%) coltivate in una vigna a 550 metri sul versante nord del monte Erice, dove soffiano i venti freschi di tramontana, al riparo dallo scirocco. La notevole escursione termica tra il giorno e la notte si riflette nell’eleganza del bouquet aromatico di questo vino, il più conosciuto dell’azienda. Il nome Kikè è un omaggio a Federica, la piccola di casa Fina, che insieme ai fratelli Marco e Sergio persegue il sogno di famiglia. Prezzo in enoteca 10/12 €.
  10. Salina Rosato 2018 – Cantine Colosi. Il Rosato da Corinto Nero e Nerello Mascalese è la novità del 2019 dell’azienda vinicola della famiglia Colosi. Siamo a Salina, la più verde delle sette isole Eolie. Questo vino nasce dalla precisa volontà del giovane enologo Pietro Colosi di sperimentare e valorizzare le potenzialità del Corinto, varietà autoctona dell’arcipelago. Le uve sono coltivate in una piccola vigna a terrazzamenti tra Porri e Malfa dove si pratica la cosiddetta viticoltura eroica. Salina Rosato ha una bella rotondità e al palato si rivela morbido e fresco. Per questa prima annata sono state prodotte 4.500 bottiglie. Ottimo l’abbinamento con i tagliolini al ragù di coniglio, tipico piatto della tradizione isolana. Prezzo in enoteca 11/12 €.
  11. Kaid Syrah 2016 – Alessandro di Camporeale. La storia di Alessandro di Camporeale inizia negli anni 2000 con la produzione del Kaid Syrah, un’etichetta che ben racconta la storia dell’azienda. Con molta soddisfazione l’enologo Benedetto Alessandro presenta in anteprima l’annata 2016: “in quell’anno abbiamo avuto le migliori condizioni possibili, ovvero un clima fresco e poca piovosità. Il risultato è un grande equilibrio che ritorna nel vino”. Dalla fondazione ad oggi Alessandro di Camporeale ha adottato i giusti accorgimenti per consentire al Syrah di esprimere al meglio il suo potenziale: in vigna vendemmie anticipate per contenere l’alcolicità ed esaltare la freschezza, in cantina invece macerazioni più corte per evitare tannicità esagerate, puntando tutto sull’eleganza dei vini. Prezzo in enoteca 16/18 €.
  12. Pittore contadino 2015 – Horus. Questo vino rende omaggio all’artista siciliano Francesco Giombarresi, pittore contadino, che ha saputo raccontare attraverso le sue miniature, i colori, i paesaggi e i personaggi dell’isola. Nell’area iblea, su un terreno sabbioso e ricco di calcare, ad un’altitudine di 250 metri sul livello del mare, la famiglia Giudici coltiva i vigneti di Nero d’Avola e Frappato per dare vita al Cerasuolo di Vittoria Classico, l’unica DOCG di Sicilia. L’annata 2015 è un rosso pieno e caldo al palato che presenta i tipici profumi di frutti rossi del Frappato uniti alla corposità del Nero d’Avola. Prezzo in enoteca 18/20€.