Cereali al supermercato: non così salubri come vogliono farci credere

22 Maggio 2019

Ci ripetono fin da bambini che la colazione è il pasto più importante della giornata, quello in cui fare rifornimento delle sostanze nutritive necessarie a incamerare l’energia che poi spenderemo durante tutto il giorno. È una linea di pensiero che spesso trova conferma sugli imballaggi dei prodotti che acquistiamo al supermercato. Su tutti, le scatole dei cereali che consumiamo al mattino,I cereali industriali forse non sono così salutari sulle quali, nella parte frontale, c’è sempre una lunga lista di sostanze nutritive benefiche che aiuterebbero a svolgere più correttamente i nostri compiti quotidiani. Fonte di calcio, si legge, con vitamine e minerali. O, ancora, buoni e ricchi di fibre. Ma i cereali sono davvero così salutari come queste frasi vogliono farci credere? Secondo un nuovo e articolato studio pubblicato sul Journal of Public Policy & Marketing, la risposta è no e trova spiegazione in una strategia di marketing allo stato puro.

L’analisi, in origine costituita di quattro rapporti di ricerca individuali, poi unificati in un unico documento, ha infatti preso in esame le affermazioni riportate Gli slogan sugli imballaggi non corrispondono alle etichettesugli imballaggi di questi prodotti e ha confrontato ciò che veniva dichiarato e i reali benefici nutrizionali che si potevano ottenere dall’ingestione del contenuto. Dai risultati è emerso che le indicazioni riportate seguivano soltanto le logiche del marketing, evidenziando i lati positivi e spesso non riportando quelli negativi, ma, soprattutto, facendo riferimento a valori ben differenti da quelli indicati, invece, nell’etichettatura tradizionale posta sul retro. Nel caso dei cereali, un prodotto per il quale la richiesta alimentare è costante e variegata, gli scienziati hanno scoperto che le caratteristiche sponsorizzate sul fronte sull’imballaggio sono ben diverse da quelle relative alla qualità effettiva della nutrizione. E che, purtroppo, sono queste informazioni a influenzare le deduzioni dei consumatori in termini di salubrità del prodotto, inducendoli all’acquisto.

In sostanza, dicono gli studiosi, ancora una volta il marketing scalzerebbe la percezione della qualità degli alimenti che acquistiamo: le persone sarebbero più portate a comprare un certo tipo di cereali se sulla parte davanti della scatola c’è scritto più ricchi in calcio o integrali o con più vitamine, senza andare realmente a indagare se sia davvero così. Ciò che i consumatori dovrebbero fare, suggeriscono quindi i ricercatori, è di voltare la scatola e scegliere il prodotto in base alle informazioni riportate sulla tabella nutrizionale.