Teruar: perché stiamo già aspettando la nuova edizione

23 Maggio 2019

Si chiude con un grande successo la prima edizione di Teruar – Fiera del Vino Etico, promossa dall’associazione culturale Arsura – Sete Etica presso l’Ex Convento del Carmine di Scicli, che durante lo scorso weekend ha presentato una ricca programmazione tra viticoltura etica, artigianato, gastronomia, arte e musica, con uno sguardo già al 2020.

Protagonisti di questa 4 giorni sono stati i 33 produttori e 3 distributori da tutta Italia, con la partecipazione anche di alcune cantine europee, per un totale di 54 cantine e oltre 250 etichette in degustazione. Teruar è la prima fiera del vino naturale di Scicli e della Sicilia Orientale che mette al centro la figura del vignaiolo e l’idea di viticoltura etica: una produzione biologica o biodinamica, non intensiva, sostenibile, rispettosa della natura e della tradizione, ma sempre con uno sguardo al futuro.

Giuseppe Fiorilla, ideatore di Teruar, ci ha raccontato la sua impresa: “Abbiamo creato in pochi mesi una rete di artigiani del vino, del pane, artisti e agricoltori che ha superato le più rosee aspettative. Grazie alla loro fiducia, infatti, Teruar si pone come uno dei più importanti eventi del vino naturale, in grado di superare i confini isolani e anche nazionali. Abbiamo ricevuto adesioni da diversi Teruaristi, come li chiamiamo noi, ovvero coloro che sono spinti dalla necessità di fuggire i modelli agricoli intensivi e invasivi, per orientarsi verso un prodotto che si connota come alimento rispettoso della natura e che nasce per un processo agricolo-culturale ed artistico sostenibile, frutto di un modello di agricoltura basato su un approccio evolutivo e non meramente economico produttivo, dove per evoluzione intendiamo adattamento ai fenomeni naturali e non contrapposizione a essi“.

Proprio a tal fine nasce l’associazione Arsura – sete etica, che promuove l’evento e da questo muove verso una nuova filosofia che vuole ritornare alle cose semplici, a un rapporto più umano e meno artificiale con la natura, affinché tra i due attori principali della vita, l’Uomo e la Natura, si ristabilisca quel nesso simbiotico, intimo e originario che dura dalla notte dei tempi.

Siamo molto soddisfatti – afferma Pietro Russino, uno degli organizzatori di Teruar – per la risposta degli operatori di settore e del pubblico siciliano, arrivato davvero da ogni angolo dell’isola“. L’effetto Teruar è stato questo: ristoratori che in carta non presentano il vino naturale, si sono dimostrati interessati alle proposte della fiera, e questo è molto importante per radicare la cultura del vino naturale in Sicilia.

Anche da parte dei produttori ci sono stati ottimi riscontri, il loro lavoro è stato davvero al centro della manifestazione: “La nostra cura nei loro confronti e l’organizzazione si sono tradotte in una conferma di fiducia da parte dei vignanioli, che hanno rinnovato tutti la loro presenza per il prossimo anno, definendoci la migliore prima edizione di una fiera a cui hanno scelto di prendere parte“. Quindi sicuramente una seconda edizione si farà.

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  • Simone Aprile