Iovem, il futuro della mixology è viola

31 Maggio 2019

Tanto impegno e perseveranza accanto a una grande passione per i cocktail sono ciò che ha portato Bruno Vanzan a diventare uno dei protagonisti del firmamento mondiale del bartending. Se a questo ci associamo una sfrenata curiosità per la storia delle bevande spiritose nel corso dei secoli, ecco spiegata la genesi di Iovem, un curioso nettare viola creato con 6 ingredienti (uno è segreto) e lo studio della fermentazione del miele.

Dal miele fermentato al nettare viola

Tutto inizia 9.000 anni fa in Cina. Qui, in passato, si lavorava il miele per ottenere le prime bevande alcoliche della tradizione umana. Inizialmente il miele era fatto fermentare. Poi, grazie alla Via della Seta, la Cina conobbe la tecnica della distillazione. Secondo alcuni documenti antichi, la pratica della fermentazione del miele era alla base della produzione di una bevanda alcolica rituale consumata durante le feste religiose. Probabilmente si trattava dell’idromele, ottenuto proprio dalla fermentazione del miele e molto diffuso in epoca greca. Chiamato anche Ambrosia, si credeva che fosse la chiave per conquistare l’immortalità.

L’idromele era il prodotto del mix tra acqua e nettare di api che, con il tempo e la giusta popolazione di microrganismi è trasformato in una bevanda alcolica. Le proprietà del miele restano intatte e la fermentazione dà origine a un prodotto capace di aiutare l’assorbimento di calcio e magnesio, oltre a lenire naturalmente la gola irritata. Anticamente questa bevanda era regalata agli sposi perché la si riteneva afrodisiaca: da qui la nascita dell’espressione luna di miele

Nell’epoca greca e romana si affermò un’altra bevanda alcolica: il vino. Ottenuto attraverso la fermentazione e la maturazione dell’uva, questo liquido alcolico era molto apprezzato e spesso rielaborato in molte ricette. Ad esempio era condito con miele, zenzero e spezieLo zenzero era molto apprezzato sia dai Greci che dai Romani per le sue proprietà: era un potente digestivo, ma si credeva fosse anche afrodisiaco (forse per il suo gusto piccante) e purificante. Gli antichi erano convinti che lo zenzero innalzasse l’anima verso le divinità. Lo si iniziò a usare con del limone, un frutto che veniva dall’Asia. Considerato prezioso, era naturalmente molto raro e lo si usava con molta parsimonia. Miele, mosto di vino, zenzero, limone e spezie: ecco la base di Iovem (di cui sono svelati solo cinque elementi dei sei annunciati). Questo nettare è rivestito dal colore viola che nel passato rappresentava le massime cariche della società. Infatti, lo indossavano solo imperatori e statue dedicate alle divinità.

I drink di Bruno Vanzan

Con il passare del tempo, Bruno Vanzan ha meritato di vestire il colore viola degli antichi nobili. Perseveranza e allenamento lo hanno portato a vincere numerosissimi premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Iovem, che col suo nome omaggia il dio Giove, è solo l’ultima delle sue imprese. Questo liquore viola ha una gradazione alcolica di 15% Vol. e va bevuto miscelato. Vanzan lo ha usato per stravolgere storici cocktail come il Moscow Mule, che tra le sue mani è diventato lo Iovem Mule. Basta miscelare 5 cl di Iovem, 10 cl di ginger beer e 1 cl di succo di lime. Stessa sorte ha subito l’acqua Tonica, a cui Vanzan ha aggiunto il suo Iovem, trasformandola in Thunder Tonic. La proporzione è 5 cl di Iovem e 10 cl di acqua tonica.