Impossible meat? Vi diciamo dove mangiarla

6 Giugno 2019

Se agissimo in modo perfettamente razionale, in Europa (e in generale nel mondo occidentale) tutti dovremmo ridurre di molto il consumo di carne: il prezzo da pagare per un hamburger in termini di inquinamento, ridurre il consumo di carne riduce anche l'impatto ambientale deforestazione e impatto umano e ambientale è infatti molto più alto di quello richiesto alla cassa del fast food. Ma è difficile che qualcuno rinunci davvero alla carne, per motivi che di razionale hanno ben poco. Il primo è che la carne è buona; il secondo è che la stessa carne è protagonista di riti ancestrali come grigliate, barbecue, pranzi della domenica. Per sostituire la carne non bastano il seitan o altri alimenti proteici: ci vorrebbe qualcosa che abbia esattamente lo stesso sapore e la stessa consistenza della carne. Ed è proprio ciò che viene proposto oggi da alcune aziende, ideatrici della cosiddetta impossible meat: carne che sa davvero di carne ma non ha origine animale.

Come forse ogni cosa che riguarda gli esseri viventi, tutto è nato dalla biochimica: circa dieci anni fa Patrick Brown, professore a Oxford e vegetariano convinto, si è chiesto quale elemento desse alla carne il sapore di carne. La risposta è l’eme: un complesso chimico contenuto nel sangue legato a proteine come l’emoglobina e responsabile del sentore di ferro. L’eme non viene prodotto solo dagli animali, ma si trova anche nelle radici di molte piante, come la soia: tramite l’utilizzo di lieviti geneticamente modificati, è possibile aumentarne la produzione e utilizzare l’ingrediente per la preparazione di una carne artificiale.

In seguito a questa intuizione, nel 2011 negli Stati Uniti è nata Impossible Foods, l’azienda di Brown che produce l’Impossible Meat, la carne impossibile: hamburger, polpette, due aziende guidano il mercato usa, impossible foods e beyond meat ragù e ripieni per tacos realizzati con eme, soia, grano, patate, olio di cocco e girasole per simulare il grasso della carne, metilcellulosa per regolarne la consistenza. Due anni dopo ha visto la luce Beyond Meat, fondata da Ethan Brown, che preferisce utilizzare le proteine dei piselli gialli e il succo di barbabietola per rendere credibile il sanguinamento della propria carne artificiale, evitando l’uso di ingredienti geneticamente modificati. Chi ha assaggiato i prodotti di Impossibile Foods e di Beyond Meat afferma che il risultato ricorda molto da vicino la carne di manzo, tanto che è difficile distinguere un hamburger vero da uno artificiale; mentre le due aziende sostengono che scegliere i loro prodotti significa ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e il consumo di suolo, acqua, energia.

In Europa però la carne non carne più diffusa è quella di The Vegetarian Butcher, azienda danese recentemente acquisita da Unilever. I suoi bocconcini di non-pollo, gli hamburger di non-manzo e perfino il non-tonno sono disponibili nei ristoranti e nei supermercati dei paesi scandinavi, in Germania, in Grecia, in Portogallo e Spagna, ma non in Italia; più o meno negli stessi Paesi si possono trovare anche gli Incredible Burger di Nestlè, realizzati con proteine di soia e grano ed estratti di barbabietola, carote e peperoni, lanciati sul mercato ad aprile 2019.

E in Italia?

In Italia, al momento, l’unica carne artificiale che è possibile assaggiare è quella di Beyond Meat. Gli hamburger si trovano nei menu della catena WellDone, con diversi punti vendita a Bologna e qualche sede in altre regioni, da Padova a Olbia; mentre le polpette si possono ordinare da Paulpetta, locale specializzato e con un’unica sede a Monza.

A Milano anche The Meatball Family (via Vigevano, 20) propone il Miracle Burger e le Miracle Meatballs preparate con la carne di Beyond Meat.

Burger King, negli Stati Uniti, ha già sperimentato e introdotto la Impossible Meat nel proprio menu in Missouri con l’Impossible Whopper. Visto il successo dell’iniziativa, presto la estenderà ai punti vendita in Georgia, in Florida e in Alabama, e ci si chiede se arriverà anche in Europa. Nel frattempo Beyond Meat è stata quotata in borsa, a Wall Street, riscuotendo un enorme successo: resta solo da vedere se le previsioni degli economisti verranno confermate dalle scelte dei consumatori nei ristoranti e nei supermercati.