Le guide di Agrodolce: dove mangiare a NoLo a Milano

10 Giugno 2019

NoLo, con la N e la L maiuscole, è un quartiere di Milano. La sigla sta per North of Loreto, e il quartiere comprende infatti le strade a nord di piazzale Loreto, da via Palmanova ai binari della ferrovia, con gli anni nolo è diventato un quartiere da vivere per tutti passando per via Padova, viale Monza, viale Brianza. Quando il nome NoLo ha cominciato a essere usato, pochi anni fa, sembrava quasi uno scherzo: Milano è sì una città internazionale, ma un quartiere con un nome in inglese che ricalcava il modello di SoHo (South of Houston) a Manhattan sembrava eccessivo anche per lei. Da allora sono passati forse 5 anni, e NoLo è diventata una faccenda terribilmente seria. Il nome è stato incluso ufficialmente nella mappa dei quartieri redatta dal comune di Milano, in primavera il Fuorisalone è ormai un ospite stabile, mostre ed eventi non sono più una novità. Soprattutto, la zona ha visto aprire decine di nuovi ristoranti e locali. NoLo è diventato un quartiere da vivere per tutti gli abitanti di Milano. Ma se non ci siete mai stati, per non perdere l’orientamento potreste aver bisogno di una guida.

  1. Hug, in via Venini 83, è una tipica creatura di NoLo, un vecchio immobile industriale che si trasforma in ritrovo di creativi e smart-worker. È infatti uno spazio di coworking, un bike hostel e un bistrot: l’ambiente e le proposte sono internazionali, adatti a una colazione con cappuccino e brioche quanto a un pranzo vegano. Si serve anche l’aperitivo, a volte con specialità dalle regioni italiane.
  2. Caffineria, in piazza Morbegno 2, combina invece in modo insolito due delle più amate specialità italiane: il caffè e il vino. In quanto caffetteria, le fondatrici Giulia, Martina e Carolina propongono espresso e cappuccino, caffè americano, brioche e pancake; mentre il menu della vineria comprende bianchi e rossi italiani e tapas nostrane, dalle bruschette ai cantucci.
  3. Decisamente più esotiche le proposte di Kungfu Bao, in viale Monza 37: come suggerisce l’insegna, al bancone in acciaio si servono soprattutto i bao, panini al vapore di origine cinese, con una varietà di ripieni diversi, dal manzo, alla verza, alla variante dolce con crema.
  4. Orientali sono anche le specialità di : il locale dall’arredamento essenziale ma elegante, in viale Monza 4, propone infatti cucina thailandese con tendenze fusion, che portano a trovare in carta il pad thai con i gamberi come il poke, il finger sushi come il salmone teriyaki.
  5. Ampia e in genere ricolma di oggetti e ospiti è la Toasteria Mi Casa, in piazzale Governo Provvisorio 5. È stata la prima toasteria di Milano, conosciuta e apprezzata anche prima della diffusione del termine NoLo: i toast qui si servono al tavolo, tagliati in comodi triangoli e farciti in modo classico o originale, con crema allo zafferano, robiola al basilico o tartare di salmone.
  6. Crespi 14 (in via Crespi 14) è invece una nuova apertura; o meglio, una nuova interpretazione di quella che era una trattoria amata nel quartiere. Grandi vetrate sulla strada, un bancone in legno, tavoli e sedie che richiamano il design degli anni Sessanta; e anche il menu gioca con piatti tradizionali, come il diaframma di cavallo, la trippa alla milanese, la cotoletta alta con osso e il risotto.
  7. Un’osteria autentica e tradizionale è invece Da Abele, in via Temperanza 5. La trattoria è in attività dal 1979: dell’epoca conserva il bancone, i colori, i tavoli in legno e le sedie impagliate, oltre all’atmosfera. La specialità della casa sono i risotti, disponibili in un’abbondante selezione di varietà.
  8. Anche il Tempio d’Oro è un locale storico: dal 1982, nelle diverse salette che compongono il ristorante in via delle Leghe 23, si mescolano sapori provenienti da tutto il mondo (dal pollo al curry alla melokhia tunisina) e ambizioni culturali, grazie ai tanti eventi qui organizzati. Sui tavoli del Tempio d’Oro sono nate le idee alla base di Emergency e di tante rubriche di Radio Popolare; oggi si può partecipare alle lezioni di tango, alle presentazioni di libri o musicali, agli aperitivi vegani o dedicati al poliamore.
  9. Un’altra trattoria contemporanea è Mezzè, in via Varanini 9. I sapori nei piatti guardano al sud Italia, con pane carasau, fregola sarda, macco di fave e cicoria; l’ambiente è lineare e di design. La particolarità è che di ogni piatto, come suggerito dall’insegna, si può ordinare la mezza porzione, così da poter assaggiare di più evitando gli sprechi.
  10. Per chi cerca la cucina creativa, l’indirizzo da non dimenticare a NoLo è quello di Manna, in piazzale Governo Provvisorio 6. Lo chef è il cuoco motociclista (e vincitore di TopChef Italia) Matteo Fronduti: nelle due sale, semplici e pulite, con pochi coperti, propone creazioni come Che Coraggio (con fegato di vitello, rafano, marsala e cioccolato bianco) e il Ma perché!? (gnudi di ricotta e pecorino, zuppa di piselli, menta e tè tencha). Disponibile anche il menu degustazione, per chi desidera una panoramica completa.
  11. Si ritorna in viale Monza 4 per cenare alle Le Nove Scodelle, ristorante cinese contemporaneo dalla carta particolarmente corta: appena nove piatti (variati periodicamente), serviti in grosse scodelle per poter essere condivisi con tutto il tavolo. Le proposte guardano per lo più alla tradizione gastronomica del Sichuan.
  12. Wang Jiao, in via Padova 3, si rifà invece alla cucina di Hong Kong: la specialità più richiesta è la piccantissima scodella di fuoco, con germogli di soia, porri, peperoncini e carne o pesce a scelta, servita su un fornelletto per mantenerla calda. Per chi preferisce sapori più delicati, il menu comprende anche piatti meno impegnativi: tagliatelle fresche, melanzane con carne, spiedini di pesce.
  13. La colorata Gelateria Etnica (viale Monza 22) è indicata per una pausa veloce, dolce e comunque insolita: rispecchiando lo spirito multiculturale di NoLo, le vaschette affiancano infatti i gusti classici a proposte come il gelato all’ube (patate viola), al goji, all’avocado o al mais dolce.
  14. Infine, se dopo il giro turistico per NoLo si è fatto tardi, è d’obbligo una sosta al Ghe Pensi Mi, in piazza Morbegno 2. Il locale è specializzato in birre artigianali alla spina. Soprattutto, il Ghe Pensi Mi è forse una delle manifestazioni più vivaci dello spirito di NoLo: ci sono le pareti ricoperte di versi di Enzo Jannacci, ci sono gli spettacoli musicali o di stand-up comedy nella sala sul retro, ci sono i tanti clienti – più o meno giovani – che invadono la piazzetta antistante riappropriandosi dello spazio urbano.
  15. Una colazione di qualità o un aperitivo con incontro con l’enologo sono solo due dei punti di forza di Tipografia Alimentare (via Dolomiti, 3). Definitosi bistrot e food hub, TipA non è un ristorante (qui non si cena), ma se ci passate a pranzo il menu in continua evoluzione vi conquisterà. Imperdibile la pizza di patate della zia Pussi, quasi un signature dish. E con la bella stagione un giro lungo il Naviglio Martesana a due passi è d’obbligo.
  16. Aperto solo 10 anni fa, Trattoria Mirta (piazza S. Materno, 12) fa parte del tessuto del quartiere come se ci fosse da sempre. Trattoria slow – con pane, pasta e dolci fatti in casa – Mirta possiede una bella sala luminosa e un menu rigorosamente stagionale. Al weekend il locale è chiuso, tenetene conto.

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