C’è Fermento: il festival delle birre artigianali spegne 10 candeline

14 Giugno 2019

Saluzzo caput mundi della birra artigianaleDa giovedì 20 a domenica 23 giugno infatti la città capitale del marchesato ospita C’è Fermento, il festival delle birre artigianaliIl Piemonte, e in particolare la provincia di Cuneo, è sempre stato una zona ricca di produttori di birre artigianali – basta pensare all’ormai famoso caso di Teo Musso, aka Baladin – e Saluzzo fa un po’ da ombelico della zona di produzione.

E così è nato il festival C’è Fermento, che spegne quest’anno le sue dieci candeline e per l’occasione ha in serbo un programma ben nutrito. Quattro giorni in cui la protagonista assoluta è la birra artigianale sia regionale sia nazionale, Per la prima volta saranno presenti Mastri Birrai europeicon una grande novità per festeggiare bene il decimo compleanno: oltre a diciotto birrifici da tutta Italia, per la prima volta C’è Fermento si apre all’Europa con la presenza di tre Mastri Birrai provenienti dal Nord Europa, Belgio, Inghilterra e Germania. Una kermesse che fa della ricerca e della qualità i suoi punti di forza: tutti i birrifici presenti sono infatti stati selezionati dalla Guida alle Birre d’Italia Slow Food e da un comitato scientifico formato da Luca Giaccone e Francesco Nota.

Insomma, a C’è Fermento quest’anno non si scherza, anche perché non sono trascurati tre aspetti estremamente importanti. C’è Fermento è musica, con playlist Spotify dedicate. Musica, giochi e un'occhio di riguardo per l'ambienteOgni serata avrà la sua playlist specifica firmata C’è Fermento, in cui protagonista è un genere musicale, dal rock allo swing, dall’indie al blues. C’è Fermento è family friendly, grazie alla collaborazione con il Ludobus Proposta 80 che offre uno spazio gioco per i più piccoli, ma C’è Fermento è anche green, grazie alla collaborazione con il CSEA – Consorzio Servizi Ecologici Ambiente che spiegherà e aiuterà nella raccolta differenziata, con 4 eco-punti di raccolta e con lo smaltimento ecologico degli oli di frittura. Non solo, i calici da degustazione sono in vetro per diminuire il più possibile l’uso di plastica e l’impatto ambientale – senza considerare che così il bicchiere diventa gadget ricordo per il pubblico.

Ma soprattutto, C’è Fermento è birra: in degustazione ci sono oltre 120 birre da gustare, da tutta Italia e dal Nord Europa. Il bere è affiancato da 12 cucine di strada selezionate dalla Condotta del Marchesato di Saluzzo Slow Food, Le birre sono affiancate da street food selezionatiper offrire al pubblico un percorso di tutto gusto tra le cucine di nord e sud d’Italia e per giocare con gli abbinamenti. In affiancamento, tre appuntamenti rivolti sia agli esperti sia agli appassionati sempre accompagnati da una degustazione: si inizia già da giovedì 20 giugno alle 19 con Unionbirrai che racconta il suo marchio di tutela Indipendente artigianale, lanciato nel 2018 a cui hanno aderito in questo anno di attività già 137 birrifici.

Venerdì 21 giugno alle 19 è il momento dell’incontroLa filiera della birra italiana: a che punto siamo?, in cui a partire dagli alti numeri dei dati di import di malto d’orzo si presenta la situazione della birra in Italia. Ogni anno in Italia sono prodotte circa 75 mila tonnellate di malto d’orzo. Ma ne importiamo quasi il doppio (circa 130 mila tonnellate) dall’estero, principalmente da Germania (64 mila), Francia (45 mila) e Austria (19 mila). Come mai?

Sabato 22 giugno alle 19 l’incontro Ci sono un tedesco, un inglese e un belga…, in cui a raccontarsi sono i tre ospiti internazionali di C’è Fermento: Johannes Knoblach della Brauerei Knoblach di Schammelsdorf (Alta Franconia), Dominic Windle di Siren Craft Beer di Wokingham (Berkshire) e Jef Van den Steen della Brouwerij De Glazen Toren di Erpe-Mere (Fiandre Orientali). I tre birrai racconteranno le loro culture, le loro specificità, le loro storie e come le tre rispettive scuole rappresentano e hanno dato i natali a tutte le birre artigianali del mondo. L’ingresso è gratuito, mentre le degustazioni dai vari Mastri Birrai sono vincolate all’acquisto di gettoni del valore di 2 euro l’uno.