Fusion: a Roma i giovani chef coreani reinterpretano piatti occidentali

14 Giugno 2019

Nell’ambito delle attività promosse dall’Istituto Culturale Coreano di Roma, sempre più spesso la divulgazione della cultura del Paese asiatico passa attraverso la sua gastronomia. gli chef hanno reinterpretato alcune ricette italiane Veri ambasciatori erranti sono gli Esprit Chef, un gruppo di professionisti under 30, che anima pop up restaurant in giro per il mondo, in cui realizzano piatti moderni, nati dalla contaminazione dei sapori della Corea con quelli di altri paesi, in particolare Italia e Francia. Un tour della nostra Penisola, conclusosi nella Capitale, gli ha permesso di entrare in contatto con diverse ricette regionali che hanno inevitabilmente ispirato la loro creatività. Il risultato sono stati una serie di piatti fusion, presentati durante un evento tenutosi al Grand Hotel Palace di Roma. Scopriamo dunque cosa succede quando dei giovani ed estrosi chef coreani assaggiano piatti come la coda alla vaccinara o le tagliatelle alla bolognese.

  1. Melanzana fritta e ragù. Potrebbe sembrare una lontana parente di una parmigiana, si tratta invece di melanzane condite con una tipica salsa all’aglio e un sugo che si pone a metà strada tra il ragù alla bolognese e certe preparazioni coreane come il galbi jjim (costolette brasate).
  2. Hot dog di pollo. A differenza del nome che porterebbe a pensare allo street food americano, a ispirare la preparazione di questo piccolo antipasto sono stati gli arancini siciliani. L’ingrediente principale è infatti il riso, contenuto in una panatura croccante e condito con del pollo dai sapori tipicamente coreani.
  3. Coda di bue in salsa bulgogi. Roma-Seoul andata e ritorno: questo piatto, a base di coda di bue insaporita con salsa bulgogi e riso con pasta di peperoncino, è una perfetta sintesi tra la coda alla vaccinara e il bibimbap.
  4. Dessert all’arancia di Jeju. Quando gli Esprit Chef hanno visitato la Costiera Amalfitana hanno curiosamente trovato dei tratti comuni con l’isola di Jeju. Entrambi i luoghi sono noti per la coltivazione di agrumi. L’idea che ne è nata è stata di usare l’arancia di Jeju per aromatizzare una crema pasticcera, con cui si è farcita della pasta sablè, accompagnata da gelatina di vino e coulis di arancia.