A temperatura ambiente: 10 cibi che non dovresti mangiare freddi

17 Giugno 2019

Nelle torride giornate estive solo una cosa ci viene in mente: il ghiaccio. E allora a casa o in ufficio apriamo il frigorifero e cerchiamo refrigerio in cibi freddi, dalla frutta al gelato fino alla birra. Ma è giusta questa abitudine? Domanda che ci sorge spontanea non tanto a fini salutistici, quanto di gusto. La temperatura frigo è sempre la più adatta per valorizzare i profumi e i sapori dei nostri cibi? Pensate anche all’uso del ghiaccio quando ci si fa male: non è proprio usato per anestetizzare e non sentire più niente?

Uno studio del 2012, per esempio, ha evidenziato che le nostre percezioni in bocca cambiano se mangiamo subito dopo aver bevuto acqua fredda. Provate anche voi a casa con un pezzo di cioccolato fondente, come hanno fatto i ricercatori. La sensazione di dolcezza e cremosità è attenuata dal sorso di acqua gelida. Secondo l’indagine, questo fatto potrebbe spiegare perché in Nord America, dove si beve sempre acqua ghiacciata, si preferiscano cibi più dolci che in altre zone del mondo. Vediamo allora quali cibi non dovremmo mangiare freddi per soddisfare il nostro palato.

  1. Frutta: molti di questi prodotti vanno conservati in frigorifero, soprattutto d’estate. In questo modo si manterranno più a lungo e in uno stato migliore. Benissimo, però non vanno consumati freddi se volete assaporarli meglio. Soprattutto per quanto riguarda la consistenza: la frutta assaggiata a temperatura ambiente avrà una polpa più succosa e saporita. È il caso del melone, delle albicocche, dell’ananas, delle pesche, per esempio. L’anguria invece è ottima anche freschissima. Ci sono poi ingredienti che non vanno proprio messi in frigorifero perché si rovinano. È il caso delle arance, che conservate in un luogo fresco e asciutto sono più dolci, della papaya o delle banane, che rischiano di annerirsi.
  2. Pomodoro: uno degli errori più comuni è conservarlo in frigorifero, figuriamoci mangiarlo freddo. Sì perché le basse temperature diminuiscono sensibilmente i composti volatili che donano sapore e aroma e ne modificano la consistenza. Il frutto succoso diventa così farinoso e poco saporito. Un vero peccato. Conservate quindi i pomodori fuori frigo e consumateli a temperatura ambiente, semplicemente con un filo d’olio e qualche fogliolina di basilico fresco.
  3. Birra: sfatiamo un altro mito. La birra non va bevuta ghiacciata. Sì, è vero, abbiamo passato l’inverno sognandoci su una spiaggia con una birretta gelata in mano ma, anche in questo caso, il freddo non permette al prodotto di esprimersi al massimo delle sue potenzialità. Non stiamo dicendo che dobbiate berla calda, ma ci vuole la giusta temperatura a seconda dello stile. In generale le birre chiare, delicate e poco alcoliche (lager, pils, blanche, weisse) vanno servite tra i 6 e i 8° C. Le temperature si alzano invece per le ale britanniche (8-10° C) e le stout (10° C), fino ai 13-14° C delle birre d’abbazia e le trappiste.
  4. Vino rosso: la stessa cosa avviene con il vino, come, forse, sappiamo già. Le basse temperature infatti esaltano la durezza di un prodotto, la parte acida, minerale ma anche tannica. Se per un vino bianco queste note sono interessanti, per un rosso possono rendere un calice insopportabile. Fanno eccezione i rossi particolarmente giovani, caratterizzati da una spiccata acidità. I vini dovrebbero quindi essere conservati in un luogo umido, buio a una temperatura costante tra i 10° e i 16° C ed essere serviti secondo le indicazioni dell’etichetta. Per i rossi, di solito, si consiglia tra i 14 e i 20° C. Per abbassare la temperatura è meglio non mettere mai una bottiglia in frigorifero perché gli shock termici sono dannosi. Meglio utilizzare trucchetti con l’acqua fredda corrente o il secchiello con acqua, ghiaccio e sale.
  5. Acqua: abbiamo visto come l’acqua fredda possa quasi anestetizzare il nostro palato. Berla allora a temperatura ambiente ci farà apprezzare maggiormente i cibi che abbiamo in tavola. Non solo. Se è particolarmente fredda sarà più difficile per l’organismo assorbirla con la conseguente sensazione di avere ancora sete e, in casi gravi, il rischio addirittura di disidratazione. Inoltre può favorire il gonfiore, provocare fastidio a denti e gengive, irritare la gola e persino bloccare la digestione. Se i beduini bevono tè caldo nel deserto, possiamo anche noi sopportare l’acqua temperatura ambiente in estate.
  6. Gelato: è impossibile gustare una vaschetta, un biscotto o un cono appena uscito dal freezer. Sicuramente avrete provato questa esperienza. Il cucchiaino non riesce ad affondare la crema e viene la tentazione di tirare fuori martello e scalpello. Facciamo fatica a mangiare il nostro gelato e il rischio è di avere fitte ai denti o mal di testa. In più, il sapore è quasi completamente assente. Mangiare un cornetto o un cubetto di ghiaccio è quasi la stessa cosa. Meglio aspettare qualche minuto a temperatura ambiente in modo che il gelato riprenda la giusta consistenza e che il nostro palato sia in grado di distinguere i vari sapori.
  7. Cioccolato: come abbiamo visto all’inizio, il freddo toglie cremosità e dolcezza a quello che è chiamato cibo degli dei. Potreste obiettare: perché mai dovremmo mettere il cioccolato in frigorifero e non conservarlo a temperatura ambiente? Potrebbe capitare in estate, se non avete un luogo sufficientemente fresco. In realtà, gli esperti consigliano di avvolgerlo in un foglio di alluminio, racchiuderlo in un contenitore con chiusura ermetica e mettere tutto in freezer per limitare danni al sapore e al profumo. Al momento di scongelarlo, lasciatelo comunque 24 ore in frigorifero e poi un’ora a temperatura ambiente prima di abbandonarvi alla vostra tavoletta di cioccolato.
  8. Salumi: sarebbe bello poter affettare il nostro prosciutto, metterlo subito a tavola e gustarlo con amici o familiari. Purtroppo non è sempre così e quindi dobbiamo comprare i pacchettini al supermercato e poi conservarli in frigorifero. Ricordatevi però che i salumi gustati a temperatura ambiente e non freddi sono più buoni, morbidi e dolci. Il consiglio è quindi quello di tenere il prodotto una decina di minuti fuori dal frigorifero prima di servirlo, in modo che si alzi un po’ la temperatura.
  9. Hummus e legumi: il freddo altera anche il sapore di questi prodotti, tanto importanti quanto versatili nella nostra alimentazione. Una volta cotti i legumi devono essere conservati in frigorifero in contenitori a chiusura ermetica fino a 5 giorni. Quando però vanno consumati è meglio servirli caldi o a temperatura ambiente, anche se si tratta di una insalata di legumi. Le note aromatiche saranno più interessanti e, nel caso di preparazioni cremose, come l’hummus, la consistenza sarà più vellutata e avvolgente.
  10. Salse e creme: come abbiamo visto, le basse temperatura hanno un effetto negativo sia dal punto di vista gustativo che per quanto riguarda la consistenza dei prodotti. Il gelato duro come pietra non regala le stesse emozioni. Così come accade per salse e creme. È il caso del pesto, che a temperatura ambiente è più profumato, oppure di spalmabili, come la Nutella, il burro d’arachidi o ancora il miele, che in frigorifero solidificano, rendendo più complicato e meno appagante il consumo. Meglio quindi non tenerli in frigo, quando possibile, oppure ricordarsi di riportarli a temperatura ambiente circa mezz’ora prima del consumo.