World’s 50 Best 2019: le nostre previsioni

18 Giugno 2019

Sarà l’anno di Mauro Colagreco? Oppure quello di Gaggan? O sarà premiata l’America Latina, con Virgilio Martinez, dopo una lunga attesa nella parte alta della classifica? Una cosa è certa. l'edizione 2019 comprenderà 120 ristoranti e non più 100 È un anno di cambiamenti e rimescolamenti nella World’s 50 Best Restaurants, la cui cerimonia di premiazione è in programma a Singapore, il 25 giugno nell’iconico hotel Marina Bay Sands. Un anno di passaggio importante per due ragioni: la variazione di regolamento che vede l’uscita dei numeri uno di sempre per entrare nei Best of the Best, che rilancia di fatto la competizione sui primi posti; e l’allargamento a 120 della lista completa (ora a 100) per celebrare i 120 anni di S.Pellegrino e Acqua Panna, main sponsor della manifestazione. Ma vediamoli in dettaglio mentre ci prepariamo a partire per la calda Città del Leone, diventata in pochi anni una meta gastronomica da tenere d’occhio in Asia e la capitale della mixology del grande continente.

La Hall of Fame rimescola le carte

Da alcuni mesi, dall’annuncio del cambiamento del regolamento dei 50 Best, che prevede l’uscita dalla classifica dei più premiati nella storia della lista, per formare una Hall of Fame, si aprono grandi possibilità per chi è in attesa da un pochino. Massimo Bottura al primo ed El Celler de Can Roca dei fratelli Roca al secondo escono dalla competizione e di conseguenza i giochi si riaprono nel podio e nei primi 10 posti. In molti sono pronti a scommettere su Mauro Colagreco, ora terzo. Ne abbiamo parlato con lo chef proprio la scorsa settimana nel nostro podcast su Spreaker.

Ascolta “08. Aspettando i 50 best: Intervista a Mauro Colagreco” su Spreaker.

Sarebbe il coronamento di un anno splendido per lo chef italo-argentino che con il suo ristorante Mirazur ha ricevuto solo pochi mesi fa la terza stella Michelin.

La dinamica dei continenti

Se vincesse Colagreco si ribadirebbe la centralità dell’Europa nella lista ma l’America Latina attende da tanto ed è difficile pensare che dopo anni di stand by nella parte alta della classifica la Academy non rivolga il suo pensiero anche a Virgilio Martinez e il suo Central a Lima, ora al sesto posto. La sua granitica filosofia di difesa della sostenibilità e biodiversità con significativi progetti non si è mai fermata. Ma in effetti un premio all’America Latina già c’è stato con Daniela Soto-Innes di Cosme e Atla a New York che ha ricevuto l’Elite Vodka World’s Best Female chef  2019: la sua cucina messicana contemporanea nasce dal lavoro congiunto con un altro grande nome, Enrique Olvera e il suo Pujol a Città del Messico.

C’è però da dire che nei prossimi 3 anni, un tempo piuttosto lungo, lo spostamento in Asia di tutto il mondo 50 Best potrebbe far pendere gli equilibri verso questo continente, e quindi certamente ci sarà il podio per Gaggan, ora quinto, che con il suo premiatissimo ristorante di Bangkok, da anni fa incetta di riconoscimenti e a meno di un anno dall’annunciata chiusura punta a concludere questo ciclo con i fuochi d’artificio. Lo spostamento in Oriente della classifica ci sarà certamente nella parte bassa con tanti ingressi e siamo certi che alcuni ristoranti di Singapore avranno dei buoni piazzamenti, come la British modern cuisine di Jaan, appena rinominato Jaan by Kirk Westaway. Nei top 50 crescerà Julien Royer e il suo Odette, tra i più ambiziosi in città (ora al numero 28).

L’Italia vuole continuare a crescere

Uscito dalla classifica annuale Massimo Bottura, l’Italia ha ancora molte chance per crescere e presidiare la prestigiosa lista. Il già annunciato premio Miele’s One to Watch 2019 è andato al Lido 84 di Riccardo Camanini, a Gardone Riviera, un segnale importante che la nostra cucina è sempre sotto i riflettori e un biglietto d’ingresso nei 50 Best del prossimo anno per lo chef del lago di Garda. Gli altri italiani nei 50 sono: al numero 16 Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba; 23esimo Le Calandre dei fratelli Alajmo, a Rubano, vicino Padova; al numero 36 il Reale di Niko Romito a Castel di Sangro. Ma stanno crescendo anche i nostri italiani all’estero e quindi tutti ci auguriamo di festeggiare l’ingresso nei 50 di Luca Fantin con il suo ristorante di cucina italiana all’interno del Bulgari Hotel di Tokyo.

Occhio a Spagna e Scandinavia

Se i fratelli Roca sono saliti sull’Olimpo della Hall of Fame, nella parte alta della classifica i fuoriclasse spagnoli non mancano. I Paesi Baschi tornano protagonisti, dopo l’Era Catalana. Andoni Luis Aduriz e il suo Mugaritz a San Sebastian, al nono posto, e Victor Arguinzoniz con Asador Etxebarri al decimo, sono sicuramente lì per restare. Ma occhio agli scandinavi,  perché rientrerà sicuramente – con un importante posizionamento –  Renè Redzepi con il suo nuovo Noma. Premiatissimo in passato, non rientra nei Best of the Best, perché di fatto ha chiuso la precedente esperienza e riaperto con un nuovo locale ma soprattutto un concept rinnovato della sua cucina scandinava. La Scandinavia piazza già il Geranium di Copenhagen al diciannovesimo posto e il Maeemo ad Oslo al numero 35.

La lista arriva a 120

Si premiano i Best 50 ma la lista completa  ne conta 100. Da quest’anno il numero dei migliori ristoranti del globo sale a 120. L’annuncio dei prossimi 51-120, è previsto in questi giorni. Questo allargamento vuole celebrare i 120 anni del brand italiano e nelle intenzioni degli organizzatori  darà più opportunità d’ingresso a nuovi Paesi e a nuovi talenti e farà partire, dalla parte bassa della lista, per così dire, un bel rinnovamento. Si parla dell’ingresso di ristoranti in tutto il mondo, dal Belgio alla Russia e dal Messico a Macao. In totale, 44 città diverse in 25 Paesi saranno rappresentate con ristoranti nella lista allargata. Un modo per essere più inclusivi e rilanciare il ruolo di talent scout da sempre difeso dal mondo 50 Best.

Inoltre, come parte delle celebrazioni per il compleanno del brand italiano, il 24 giugno si terrà a Singapore l’evento Food Meets Future. Dopo il successo lo scorso anno di Food Meets Art, all’interno del Museo Guggenheim di Bilbao, torna protagonista sul palco Massimo Bottura, attuale detentore del titolo The Wold’s Best Restaurant 2018 con la sua Osteria Francescana. Si parlerà di un futuro più inclusivo per la gastronomia, della necessità di incoraggiare cambiamenti positivi nella cultura del cibo e del ristorante. Tra gli ospiti José Andrés, vincitore del premio American Express Icon Award di quest’anno. La innovativa pasticciera di Singapore, Janice Wong, realizzerà per l’occasione una grande installazione d’arte commestibile.