Scoprire Agrigento attraverso 5 piatti dello chef Nino Ferreri

24 Giugno 2019

Oltre il bosco, sul lungo ciglione sorgevano i famosi tempii superstiti che parevano collocati apposta a distanza per accrescere la meravigliosa vista della villa principesca”, così il grande poeta siciliano Luigi Pirandello descrive nel suo romanzo I Vecchi e i Giovani la maestosa dimora che oggi ospita l’Hotel Villa Athena. Una struttura di charme completamente immersa nel Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento – dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità – che vanta una vista mozzafiato sui templi della Concordia, di Giunone e sugli ulivi secolari.

Alla guida del ristorante La Terrazza degli Dei si è da poco insediato lo chef Nino Ferreri, classe 1989, siciliano di ritorno dopo una significativa esperienza a Milano al fianco dello chef Felice Lo Basso. Ferreri può contare su una brigata di cucina tutta under 30 e sull'orto di proprietàFerreri può contare su una nuova brigata di cucina composta da under 30 e su un orto, all’interno della struttura, che garantisce stagione dopo stagione erbe aromatiche in grado di sprigionare i profumi della Valle. Il ristorante è aperto tutto l’anno, a pranzo con la formula light lunch e a cena, anche agli ospiti esterni all’hotel. Una grande sfida per il giovane Ferreri, chiamato dalla famiglia D’Alessandro a prendersi cura di una clientela internazionale ed esigente, desiderosa di scoprire il meglio dell’offerta gastronomica della Sicilia. Gli anni passati a Milano hanno lasciato il segno: la mano di Nino Ferreri è elegante, con una grande cura nella presentazione dei piatti che risultano sempre raffinati e mai banali.

Oltre la forma c’è però anche tanta sostanza. Tutto merito dell’imprinting siciliano. Lo chef è infatti nato e cresciuto a Trabia, piccolo borgo marinaro in provincia di Palermo con una forte tradizione culinaria legata ai piatti di mare. Nino Ferreri conosce bene la materia prima del territorio e ad Agrigento può contare su un giacimento agroalimentare tra i più vasti di Sicilia: gli agrumeti di Ribera, gli uliveti della Valle dei Templi, i pistacchieti di Villaggio Mosè, gli allevatori locali di capra girgentana (maestoso animale con le lunghe corna a spirale) e la flotta peschereccia della vicina Sciacca. Ecco 5 piatti del nuovo menu di Nino Ferreri da provare:

  1. Zuppetta di fico, tartare d’asina, semi di sesamo tostato e cialda alla pizzaiola: il protagonista di questo antipasto è il formaggio di capra girgentana di Giacomo Gatì, l’allevatore di Campobello di Licata che ha salvato dall’estinzione questi splendidi animali e recuperato le ricette dei formaggi preparati con il loro latte. Originale anche la scelta della carne d’asina, per marcare ancora di più l’identità siciliana del piatto. La cialda alla pizzaiola con polvere di pomodoro, olive e origano è invece un chiaro rimando al Mediterraneo.
  2. Seppiolina alla brace:per l’ideazione di questo piatto Nino Ferreri ha attinto ai ricordi dell’infanzia in Sicilia, rievocando le tanto amate scampagnate estive con la famiglia e gli amici nella nativa Trabia. Il tocco in più è dato dall’insalata croccante che accompagna la portata conferendole la giusta struttura.
  3. Pasta con i tenerumi: chiaro omaggio all’omonimo piatto cult della cucina palermitana, da mangiare in estate, con le foglie della pianta delle zucchine (in siciliano i tenerumi). Il piatto viene rivisitato dallo chef attraverso dei tortelli di pasta fresca preparati dalla brigata di cucina in farcia di tenerumi e zucchina con acqua fredda di pomodoro, per un gradevole e sorprendente gioco di contrasti di temperature.
  4. Triglia ripiena e il suo ristretto: è senza dubbio il cavallo di battaglia dello chef Nino Ferreri. Un piatto che appaga prima la vista e poi il palato. Una vera architettura del gusto dove sapori e aromi sono perfettamente in equilibrio tra loro grazie a una tecnica di cottura impeccabile. Si tratta di una triglia farcita con zucchina e fiori di zucca, avvolta poi nella zucchina e servita con fiori di zucca ripieni degli scarti della triglia e un ristretto sempre ottenuto dagli scarti del pesce.
  5. Rosso fragola: un dessert già presente nella precedente carta del menu che lo chef e la sua brigata hanno voluto rielaborare in un divertente percorso strutturato in 3 portate. La fragola di Ribera è la protagonista indiscussa di questo dolce: si parte dalla macedonia di fragole condite con il loro succo e il basilico, poi il sorbetto con infusione di gelsomino raccolto direttamente nel giardino di Villa Athena e infine una delicata mousse di fragoline.