Acqua tonica: come sceglierla, le differenze e le sue origini

25 Giugno 2019

Fresca, dissetante, frizzantina. L’acqua tonica è amatissima in estate e un ingrediente perfetto per tanti cocktail, a partire dal gin tonic. Ma dietro questa bevanda c’è molto di più. Sapete infatti quale ingrediente garantisce il caratteristico sapore amaragnolo di questa acqua? Il chinino, un alcaloide presente nelle cortecce dell’albero di china, della famiglia Rubiacee, originario della zona andina. Un elemento importantissimo, non solo a livello gustativo ma anche storico e medico. Questo alcaolide infatti ha proprietà analgesiche, antipiretiche, antinfiammatorie ed è risultato efficace contro il parassita della malaria.

Origini

Varie leggende sono legate alla scoperta miracolosa del chinino, storie che ci portano in Sud America e in particolare in Perù. Sembra che siano poi stati i gesuiti a portare la benefica polvere di corteccia di china in Europa nel Seicento,I britannici di istanza in India diluivano il chinino nel gin per addolcirne il sapore prima in Spagna poi a Roma. Per questo all’epoca era chiamata la polvere dei gesuiti. Tanto salutare quanto difficile da mandare giù. Per sopportare il sapore amaro del chinino di solito si scioglieva la polvere in acqua e zucchero. Erano i britannici di istanza in India a farne grande uso e iniziarono a berlo persino diluito nel gin, con un goccio di lime o limone, anticipando il noto cocktail. Era un ottimo modo per ristorarsi dal caldo tropicale e per prevenire la malaria. Nel 1858 Erasmus Bond brevettò un tonico liquido addizionato d’aria, la prima acqua tonica commerciale. Un successo che portò alla creazione di altri prodotti, di cui uno dei più famosi è sicuramente l’Indian Tonic Water della Schweppes, azienda fondata da Jacob Schweppe, che a fine ‘700 creò un sistema industriale per addizionare l’acqua di anidride carbonica. Questa acqua tonica è uscita nel 1870 e aveva la particolarità di essere aromatizzata con scorze d’arancia e limone.

Differenze

Iniziamo col dire che con il tempo sono stati scoperti anche gli effetti collaterali del chinino come disturbi visivi e auditivi, diarrea e vomito per cui le bevande che trovate oggi in commercio Le bevande oggi in commercio hanno un contenuto ridotto di chinino e tanti aromihanno un contenuto notevolmente ridotto di questo alcaloide rispetto alle origini. Inoltre oggi c’è più zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio o agenti dolcificanti. Altri ingredienti che potete trovare comunemente nelle moderne acque toniche sono acido citrico (in quantità variabile), aromi naturali, ma anche scorza di agrumi, estratti (per esempio, ginepro o citronella), oli essenziali di erbe aromatiche, frutti o fiori (per esempio, fiori di sambuco), tintura di chinotti, ecc. Quelle più aromatizzate sono di solito chiamate Botanical, per distinguerle dalla versione classica dal gusto amaro e secco (Indian). Esistono poi bevande light dolcificate con fruttosio, stevia o ingredienti alternativi, come l’aspartame. Altra differenza tra le varie referenze in commercio è la provenienza del chinino. Dalla seconda guerra mondiale, infatti, è possibile produrlo in modo sintetico. Non è efficace contro la malaria ma è perfettamente in grado di dare sapore alle nostre bevande. Acque toniche più raffinate, preparate ancora con l’alcaloide estratto dal corteccia potrebbero darvi persino indicazioni sulla zona in cui sono coltivate le piante, come Repubblica democratica del Congo, Perù o Spagna.

Come sceglierla

Come avrete potuto capire, ci sono tantissime tipologie di acqua tonica tra cui scegliere. Come possiamo orientarci? Il primo parametro è sicuramente il gusto. Tra tante varianti, ognuno di noi potrà trovare quella che preferisce, anche se non si è amanti dei retrogusti amari. Altro parametro può essere la preferenza per certi ingredienti per motivi salutistici, scelte di vita o altro. Ecco allora che potete cercare le acque toniche light, quelle realizzate con materie prime biologiche, che non abbiano conservanti o ancora quelle con chinino non sintetico. A questo tipo di scelta è collegata naturalmente una diversa disponibilità a spendere per un determinato prodotto.

Altro elemento importante nella scelta è l’uso. Anche per un classico gin tonic, infatti, non tutte le acque toniche sono indicate. Quelle troppo delicate rischiano di essere sopraffatte dal gusto deciso dell’alcolico e viceversa. Ogni drink ha la sua acqua tonica ideale Dipenderà anche dalle note aromatiche del gin perché anche qui c’è un mondo variegato, che ha davvero bisogno di una guida per essere conosciuto a dovere. Potreste poi accompagnare la bevanda alla vodka (vodka tonic), al vermouth, al rum, al tequila… e creare ogni giorno un drink diverso o diverse sfumature, grazie anche all’acqua tonica e alle sue mille varianti. Sapete poi che questa bevanda frizzantina può essere usata per realizzare una soffice pastella? In questo caso meglio scegliere un’acqua tonica poco aromatizzata o con sentori che si abbinano bene con ciò che andremo a friggere. Note agrumate, per esempio, possono dare un tocco interessante al nostro pollo in pastella.