Noce di tigre: cos’è e perché è ora di conoscerla

26 Giugno 2019

Si chiama noce di tigre (tiger nut) ma anche zigolo dolce, mandorla di terra, babbagigi (in arabo seme buono), chufa. È un superfood a tutti gli effetti, ma mettiamolo subito in chiaro: con la frutta secca non ha nulla a che fare. Appartiene, infatti, alla famiglia dei tuberi. Ed è giunto il momento di fare la sua conoscenza.

Origini, sapore e proprietà benefiche

Le noci di tigre sono i tubercoli del Cyperus esculentus, una pianta che cresce in Spagna, più precisamente nella pianura di Valencia. Un tempo era parecchio diffusa, Le numerose proprietà benefiche stanno facendo rivalutare questo piccolo tuberoera coltivata da molti, di conseguenza i suoi frutti erano reperibili con grande facilità. Poi le cose sono cambiate, lo zigolo ha perso appeal; adesso stiamo assistendo a un’inversione di tendenza, proprio grazie all’approfondimento riguardante le sue numerose proprietà benefiche. La noce di tigre ha la forma di una pallina, somiglia un po’ a una nocciola dalla superficie irregolare; ha un sapore piuttosto dolce ma non manca un retrogusto lievemente acidulo che lo rende davvero particolare. È ricca di antiossidanti, acido oleico e vitamina E, dunque aiuta a contrastare l’azione dei radicali liberi e a mantenere la pelle sana e giovane. Contiene inoltre fibre, minerali (soprattutto fosforo e potassio), proteine e grassi insaturi; fornisce energia e aiuta a rafforzare le difese immunitarie, può essere di aiuto a chi soffre di diabete e a chi ha problemi di colesterolo alto. Buona notizia per i celiaci e gli intolleranti: la noce di tigre è del tutto priva di glutine e lattosio.

Come si mangia

Generalmente lo zigolo dolce si trova in commercio essiccato, quindi è possibile mangiarlo così, cioè crudo, ma bisogna lasciarlo prima ammollo per almeno un paio di ore al fine di reidratarlo. In alternativa lo si può sbollentare in acqua per una decina di minuti. Come snack è ottimo, ma c’è anche chi lo utilizza per arricchire smoothies, frullati e insalate oppure lo tuffa nel latte o nello yogurt insieme ai cereali. E ancora, ridotte in farina le noci di tigre possono essere usate per preparare impasti dolci e salati (persino delle piadine). Sono anche l’ingrediente principale della horchata, una bevanda spagnola rinfrescante, una sorta di latte vegetale.

Dove trovare le noci di tigre

La pianta delle noci di tigre cresce spontaneamente anche in Sicilia, però per trovarla ci vuole un po’ di fortuna. Questi piccoli e portentosi tuberi non sono reperibili nei supermercati, nei negozi di frutta e verdura e neppure nei negozi di prodotti biologici (con qualche eccezione in quest’ultimo caso). In soccorso, però, arriva la Rete: per fare qualche esempio, su Amazon è possibile acquistare un kg di noci di tigre a poco più di 10 euro, su altri siti di e-commerce sono disponibili confezioni della relativa farina (300 grammi costano più o meno 8 euro).