5 cose che abbiamo imparato sullo Scirocco Wine Fest

10 Luglio 2019

Lo scirocco è uno dei momenti più belli che possano essere concessi all’uomo, in quanto l’incapacità di movimento in quei giorni ti porta a stare immobile a contemplare una pietra per tre ore, prima che arrivi un venticello. Lo scirocco ti dà questa possibilità di contemplazione, di ragionare sopra alle cose“. Con queste parole lo scrittore siciliano Andrea Camilleri descrive il vento caldo che soffia da sud e tocca i paesi del Mediterraneo. Il vino prodotto in questi paesi unisce e accomuna popoli e culture ed è il protagonista dello Scirocco Wine Fest, la rassegna promossa dal Gruppo Cantine Ermes – Tenute Orestiadi, una delle realtà più rappresentative tra le aziende vitivinicole siciliane. Siamo stati a Gibellina, in provincia di Trapani, per la terza edizione della manifestazione ed ecco 5 cose che abbiamo imparato:

  1. Gibellina. La città di Gibellina è un museo en plein air dell’architettura contemporanea grazie all’intuizione dell’ex sindaco Ludovico Corrao che, dopo il devastante terremoto del 1968, coinvolse nella ricostruzione diversi artisti di fama mondiale come Pietro Consagra e Alberto Burri. Quest’ultimo realizzò il Grande Cretto, una delle più grandi opere d’arte paesaggistica al mondo. E poi c’è il Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi, all’interno del Baglio Di Stefano, il cui granaio accoglie una delle collezioni d’arte contemporanea tra le più importanti d’Italia, con opere che testimoniano il contributo dato dagli artisti alla ricostruzione di Gibellina. Si può ammirare l’installazione Souvenir di Francesco Impellizzeri, le mostre di Rachid Korachi, Dan Iroaie, Eugenio Tagliavia e la Montagna di sale di Mimmo Paladino, scenografia realizzata per le Orestiadi del 1990, vero capolavoro del maestro della Transavanguardia italiana. “Gibellina, luogo d’arte e cultura – afferma il Sindaco Salvatore Suteraè la cornice adatta a ospitare una rassegna come lo Scirocco Wine Fest che vuole essere l’occasione per scoprire questo meraviglioso territorio e il suo ricco patrimonio artistico e culturale”. Il Festival è inserito nel più ampio programma Destinazione Gibellina, il cui obiettivo è quello di costruire ponti tra culture vicine tra loro e intimamente connesse. Partendo dal vino, quindi, si toccano quelli che sono i punti cardine della vita legata allo Scirocco: forme d’arte, tradizioni, ecosostenibilità e agricoltura. Un’occasione di confronto e di crescita, partendo dal comune denominatore che caratterizza l’area mediterranea, conquistando culture e religioni: lo Scirocco.
  2. Festival. Simbolo dell’iniziativa è appunto lo scirocco, il vento che rappresenta il mare Nostrum come un filo rosso che unisce i popoli che lo vivono e permea le culture che ne sono toccate. Per quattro giorni lo Scirocco Wine Fest ha animato la città di Gibellina con degustazioni di vini e specialità gastronomiche di 7 paesi del Mediterraneo (Francia, Spagna, Turchia, Tunisia, Grecia, Italia e Malta) masterclass, sfide di cucina, cooking show, ma anche spettacoli e incontri all’insegna dell’arte e della cultura del vino. “Il progetto nasce tre anni fa – dichiara Rosario Di Maria, presidente del gruppo Cantine Ermes – con la volontà di proseguire sul percorso di cultura e dialogo già tracciato da Ludovico Corrao, ma in un’ottica nuova, assolutamente coerente con l’identità nazionale, composta dal legame con la nostra terra e ovviamente, dal vino. Così ci è venuto in mente di realizzare un festival incentrato sul vino, vissuto come filo conduttore tra i Paesi del Mediterraneo, accomunati dallo Scirocco, con l’obiettivo finale di mantenere Gibellina centro culturale a livello internazionale e di valorizzare un prodotto dall’incredibile potere aggregante come il vino”.
  3. Vino. Promossa dal gruppo Cantine Ermes – Tenute Orestiadi, la manifestazione amalgama, con sapienza, l’anima mediterranea, l’arte e la cultura del vino, la tradizione gastronomica del territorio e l’intrattenimento. Protagonista dello Scirocco Wine Fest è senza dubbio il vino, frutto dell’amore per la natura e per le tradizioni, che viene dai Paesi lambiti dal Mare Nostrum unendo popoli e culture, divenendo unico denominatore delle tre giornate di convivialità e condivisione. Anche in questa terza edizione la piazza di Gibellina ha ospitato l’expo-village dedicato al vino, all’agroalimentare e all’artigianato del territorio. In degustazione i vini di sette Paesi ospiti della rassegna: Francia, Grecia, Italia, Malta, Spagna, Tunisia e Turchia, abbinati a tante specialità mediterranee.
  4. Cibo. Tra le novità di quest’anno la partnership con Sanlorenzo Mercato di Palermo che ha curato la parte food del Festival. Le botteghe del mercato per l’occasione hanno interpretato i piatti dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo traslando, sulle pietanze offerte al pubblico, la filosofia dello Scirocco Wine Fest. “Abbiamo usato il cibo come collante culturale tra i paesi – afferma Gaetano Lombardo di Sanlorenzo Mercato – con lo scopo di mostrare come sia facile che un posto votato alla sicilianità, come Sanlorenzo Mercato, sia in grado di proporre piatti di altri paesi del Mediterrano, proprio in virtù delle contaminazioni che già esistono da secoli nella nostra cucina territoriale. Dunque non ci siamo dovuti inventare nulla, solo piccoli adattamenti alle pietanze sfruttando le influenze delle altre culture”. Tra i piatti in degustazione: pasta con le sarde (Italia), paella (Spagna), coppo di formaggi fritti (Francia), coppo di frittura di paranza (Malta), cous cous (Tunisia), kebab (Turchia) e stecco di souvlaki (Grecia).
  5. Il vigneto del Mediterraneo. Durante la serata conclusiva della terza edizione dello Scirocco Wine Fest, Rosario Di Maria, presidente del gruppo Cantine Ermes, ha annunciato che Tenute Orestiadi donerà alla città di Gibellina un vigneto in memoria di Ludovico Corrao. Le uve moscato coltivate saranno provenienti da diverse aree del Mediterraneo: ogni filare un Paese diverso che, nel segno di Ludovico Corrao e in continuità con la sua opera, vuole lanciare un messaggio di incontro, dialogo e condivisione tra i popoli del Mediterraneo.  Il vigneto del Mediterraneo sorgerà nei pressi dell’Orto Botanico, dove verrà collocata anche l’installazione che nei giorni dello Scirocco Wine Fest ha campeggiato nella piazza di Gibellina, raffigurante il logo della rassegna: tre calici di colori diversi che si intersecano tra loro. “Attraverso il vento dello Scirocco e il vino di sette Paesi del Mediterraneo – ha detto Rosario Di Maria sul palco della rassegna – vogliamo lanciare, da Gibellina, un ponte sul Mare Nostrum per creare dialogo, apertura e scambio. Siamo soddisfatti di questo progetto che, ancora una volta, ha celebrato il vino come forza aggregante e simbolo di dialogo interculturale”.