Olimpiadi della vera pizza napoletana: chi ha vinto?

11 Luglio 2019

Napoli. Dall’8 al 10 di luglio, l’Associazione Verace Pizza Napoletana è stata teatro delle Olimpiadi della Vera Pizza Napoletana. Ne avevamo parlato a tempo debito, scandendo in un serrato count down i mesi che ci separavano alle gare. 150 pizzaioli provenienti da tutto il mondo si sono sfidati per aggiudicarsi le medaglie nelle cinque discipline individuate per rappresentare al meglio il panorama odierno della pizza napoletana. Vera pizza napoletana, Per Gourmet, Gluten Free, Pizza Fritta e Mastunicola, alle quali si aggiunge una competizione per i pizzaioli sotto i 35 anni, ovvero per tutti quei professionisti nati dopo la fondazione della Associazione.

Sono giunti da 20 paesi per gareggiare e vincere, ma soprattutto per dare un segnale di coesione rispetto ai valori che sono sottesi a questo cibo tanto iconico, nel segno inequivocabile della sportività. Giudici di forno e folte giurie coinvolte nell’assaggio, per un totale di più di 50 giudici di gara. Un ritmo serratissimo di preparazione, cotture e degustazione, ovviamente alla cieca, ovvero senza conoscere il nome dell’autore della pizza, che ha delineato i contorni del movimento della pizza napoletana: un cibo tradizionale ma attento ai miglioramenti tecnici nella produzione e manipolazione degli prodotti.

Ed è per questo che l’associazione aggiorna nel 2019 il disciplinare internazionale. 4 anni di studio per un ammodernamento realizzato anche con la collaborazione dell Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli. L’aggiornamento non varia le basi del disciplinare ma apporta consistenti modifiche. Rimangono immutabili le basi: la manualità e l’expertise che hanno fatto dell’Arte del pizzaiolo napoletano un patrimonio UNESCO da tutelare. Ma quali sono le novità? La farina: alla sola 00 si aggiunge la possibilità di utilizzare farine di tipo 0 e 1 (in percentuale), ovviamente aggiungendo altre specifiche per quelle prodotte in altri Paesi, d’altronde ora che i mulini raggiungono livelli di precisione altissimi le materie prime sono di gran lunga cambiate.

Il lievito: precise informazioni riguardo dosi e tipo di lievito ( di birra fresco, madre naturale e addirittura quello di birra secco da utilizzare con previ accorgimenti). Più attenzione al momento della lievitazione e maturazione: momenti fondamentali per ottenere una pizza napoletana perfetta, per garantire un prodotto digeribile e fragrante. I condimenti: varietà e genuinità, anche per quel che riguarda pomodoro, mozzarella e olio extravergine di oliva,  per ottenere una pizza che rispetti i criteri di bontà e semplicità, per le pizze invece più complesse, spazio è accordato all’utilizzo di ingredienti (soprattutto campani) in un numero massimo di 4 per pizza. Un nuovo disciplinare, siglato, in versione Manifesto, dai più di 200 partecipanti dalla conferenza stampa.

Ed è tempo di scoprire i vincitori. Per la categoria Under35 si aggiudica il premio Michele Cuomo (Italia), a seguire Angelo Della Marca (Italia) e Michele D’Amelio (Italia) entrambi secondi, terzo posto a Hiroshi Hayashi (Giappone). 

  1. Vera Pizza Napoletana: vince la categoria più tradizionale Hiroki Nishimoto (Giappone), segue al secondo posto Francesco De Simone (Italia), al terzo pari merito Akiyo Okabayashi (Giappone) e Ahmed Zakzouk (Egitto)
  2. Per Gourmet: Vince Fabio Buttaci (Italia), secondo Daffinito Roberto (Italia), al terzo Seesaed Thanwa (Thailandia)
  3. Gluten Free: Medaglia d’oro a Hikaru Nakanishi (Giappone), argento a Vittorio Boni (Italia), Bronzo a Umberto Mauriello (Italia)
  4. Pizza Fritta: Migliore della categoria Antimo Verde (Australia), sul gradino successivo Isabella De Cham (Italia), chiude il trittico Gennaro Langella (Italia)
  5. Mastunicola: Primo premio a Salvatore De Rinaldi (Italia), ex equo a Luca Di Massa (Italia) e Umberto Mauriello (Italia), completa il podio Vincenzo Esposito (Italia)