Bere bene: i migliori cocktail bar di Milano

12 Luglio 2019

Alla città di Milano mancano molte cose, dai tramonti sul mare alle brezze che portino un po’ di fresco: ma per lo meno ci si può consolare di fronte a un buon cocktail, scelto fra i moltissimi preparati in ogni angolo della città. la tradizione dei cocktail bar a milano ha solide radici La tradizione dei cocktail bar a Milano ha infatti solide radici, che affondano nella galleria Vittorio Emanuele II, nei caffè degli scapigliati, nella Milano da bere del Camparino che ancora oggi si affaccia su piazza del Duomo; e gli ultimi anni, in particolare, hanno visto la fioritura della mixology nelle sue varianti più elaborate e raffinate. Scegliere il migliore fra i cocktail bar milanesi sarebbe impossibile, perché ciascuno ha particolarità e specializzazioni – tantissimi ormai preparano cocktail che esulano dai classici ed esplorano nuovi sapori, non solo alcolici. Ma ci sono alcuni cocktail bar che senza dubbio rientrano nella short list degli imperdibili.

  1. 1930. È il bar segreto di Milano, uno speakeasy la cui posizione non può essere rivelata con leggerezza: ci si arriva solo se si riesce a ottenere un invito al Mag (altro cocktail bar con la medesima gestione, in ripa di Porta Ticinese 43) o se si conoscono le persone giuste. Ciò che si può rivelare è che l’ingresso sembra quello di un locale dismesso: poi c’è un mobiletto con un doppio fondo, un armadio che si apre, e finalmente si può accedere alle due sale che sembrano arrivate dagli Stati Uniti e dall’epoca del proibizionismo. La chiusura agli sguardi esterni è totale, ma lo sguardo verso il mondo è invece vivace: tanto che il menu è disegnato sulle carte di un atlante e le proposte variano seguendo le suggestioni geografiche, alla scoperta di un continente dopo l’altro.
  2. Mandarin Oriental, via Andegari 9. Qualcuno sostiene che il Seta, il ristorante di Antonio Guida ospitato presso questo hotel di lusso fra Montenapoleone e Brera, sia il ristorante migliore di Milano. Il bar e bistrot non è da meno: l’arredamento in bianco e nero richiama la grafica degli anni Settanta, mentre i cocktail sono modernissimi – nel 2016, la drink list all’epoca curata da Mattia Pastori è stata giudicata fra le migliori al mondo. Fra i classici della casa da provare, il Rosemary Spritz e lo Smoky Negroni, con affumicatura all’anice e fave tonka. 
  3. Bulk, via Aristotile Fioravanti 4. Anche qui si propone un Negroni affumicato: è il Negroni del Professore, servito sotto una campana di vetro che raccoglie le volute aromatiche del caffè. Il drink di punta è però il Gian Tonic, creato dallo chef Gianni Morelli: un gin tonic di alta qualità con l’aggiunta di ginepro e bergamotto. In attesa che venga completato il giardino che dovrebbe fronteggiare il bar, l’ideale è assaggiare i drink attorno all’enorme tavolo in legno grezzo che caratterizza il locale dall’aspetto altrimenti contemporaneo.
  4. Ceresio 7, via Ceresio 7. Per alcuni, in un cocktail bar l’atmosfera è di fondamentale importanza: in questo caso si tratta di quella di un attico con ben due piscine, affacciato sul Cimitero Monumentale e sui tetti di Milano – nelle giornate terse si ammirano persino le montagne che abbracciano la pianura padana. Guglielmo Miriello è il bar manager: nella sua lista, classici e creazioni come lo Spritz Redux con Franciacorta Brut e pompelmo rosa o il Bellini Pick Me Up con pesca fermentata.
  5. Octavius, piazza Gae Aulenti 4. Di fronte al grattacielo Unicredit, molti piani al di sotto del pennone che lo ha reso l’edificio più alto d’Italia, si mimetizzano le finestrelle di Octavius, il cocktail bar ospitato al piano superiore dello store Replay. Se gli oblò si affacciano sui modernissimi grattacieli, gli interni ricordano quelli di un transatlantico di cento anni fa: niente di meglio per degustare i classici contemporanei di Francesco Cione, come il (Torino-Milano) con Martini riserva speciale Rubino e Barolo Chinato o il Per un Negroni, con Macchu Pisco Acholado e un goccio di Absinthe Supérieure.
  6. Drinc., via Plinio 32. Il minuto locale creato dal mixologist Luca Marcellin è davvero buio. Per riuscire a leggere lo spesso menu (che ricorda un mazzo di carte: una card per ogni cocktail) bisogna impugnare la torcetta fornita dai camerieri. Ma i drink proposti valgono l’impegno: da provare quelli a base di grappa e la degustazione di Martini, che comprende cinque variazioni sul tema da comporre da sé, con scorzette di agrumi, olive, cipolline.
  7. Iter, via Fusetti 1. Dai patron di Mag e 1930, un cocktail bar per viaggiatori – o per chi vorrebbe essere in viaggio e invece si ritrova ancora una volta sui Navigli. Le poltroncine e il tabellone vogliono ricordare la sala d’imbarco di un aeroporto, ma è soprattutto la lista dei cocktail a spostarsi fra nazioni e regioni differenti, esplorando di ciascuna sapori, profumi, particolarità.
  8. Botanical Club, via Tortona 33, via Melzo 16, via Pastrengo 11. I Botanical Club si trovano in posizioni strategiche, nei quartieri più frequentati delle serate milanesi. Il locale di via Pastrengo è il più vecchio e il più piccolo; è anche quello in cui, una volta a settimana, viene distillato il gin della casa. Per assaggiarlo si può scegliere fra le tante proposte di gin tonic, oppure provare il 1821, drink con l’aggiunta di limone, ginger beer e una goccia di angostura.
  9. Bob, via Borsieri 30. Il Bob, con la sua veranda sul viale più frequentato dell’Isola, è definito un locale italo-cinese: in effetti, l’aperitivo viene accompagnato dai bao, panini al vapore farciti sempre in modo diverso. Ma la carta dei cocktail curata da Lucian Bucur guarda più a occidente, e in particolare alle isole britanniche: le specialità della casa sono soprattutto a base di bourbon e di whisky.
  10. Dry Milano, via Solferino 33 e viale Vittorio Veneto 28. Probabilmente il Dry di via Solferino è stato il primo locale a Milano a proporre l’abbinamento di cocktail e pizza gourmet (o pizza in generale). A distanza di alcuni anni, la proposta funziona ancora bene, in particolare nella bella stagione, quando le vetrine si aprono lasciando che bar e città si fondano in un luogo animato dagli spicchi di focaccia, dal Dry Martini con cipolla di Tropea, dal Vintage Negroni con Barolo Chinato.
  11. Rita, via Angelo Fumagalli 1. Praticamente un classico dei cocktail bar milanesi, a pochi metri di distanza dalla banchina del Naviglio Grande. I tavoli sono minuscoli, perché il centro del locale è dedicato all’amplissimo bancone a U. Il Rita è sempre affollato e sempre all’altezza delle aspettative, come lo Gin Zen, il cocktail della casa che da quasi vent’anni mescola gin, zenzero e lime. Di recente apertura anche il bar in stile tiki, Rita’s Tiki Room.
  12. Lacerba Quisibeve, via Orti 4. Nato come ristorante e bar futurista, Lacerba è il posto perfetto se vi piacciono i luoghi ricolmi di oggetti, di bottiglie, di voci e di persone. Sembra essere un po’ passato di moda, surclassato da locali dal design molto più curato e contemporaneo: ma qui si continuano a bere alcuni fra i cocktail più interessanti di Milano – dal Silenzio Assenzio con assenzio, timo e liquore strega al Discorso aritmetico alla fidanzata, con Campari, americano Cocchi rosa, china e soda, passando per la lista dei Bloodies, ossia variazioni sul Bloody Mary.

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