Il vino in lattina spopola negli USA (e non solo)

19 Luglio 2019

​Si chiama canned wine e in America sta spopolando sempre di più. Il vino in lattina, infatti, negli States registra una costante crescita, con un giro d’affari che dal 2012 all’anno scorso è salito di ben 48 milioni di dollari. un giro d'affari di oltre 48 milioni di dollari Di estrema praticità e portabilità, il vino in lattina non ha niente da invidiare alla sua omologa birra, già oltremodo diffusa in tutto il mondo. Ma è davvero il futuro del vino, in America? Se in Italia soltanto l’idea ci fa ancora inorridire, secondo Federvini la risposta è sì. E la colpa sarebbe da attribuire alla generazione dei millennials, rea di aver rivoluzionato il modo in cui, oltreoceano, si consuma oggi il vino.

Dati alla mano, infatti, come la federazione ha comprovato, soltanto nel 2017 questo mercato è cresciuto del 59,5%, mentre quello del vino nella classica bottiglia da 750 ml è salito di un misero 3,3%. E, ad aumentare, non sono state soltanto le vendite. Sono infatti cambiate anche le tipologie di vino commercializzate in questo formato: se quindi nel 2012 9 lattine su 10 contenevano vino frizzante, oggi se ne possono trovare di tutti i tipi, compresi quelli fermi, che crescono due volte tanto quelli con le bollicine.

Ma chi è che lo vende? Non soltanto, a quanto pare, etichette sconosciute. Tra gli investitori ci sono anche grandi nomi come Barefoot Wine & Bubblela, brand californiano pluripremiato della California, oltre a Presto, marchio di vino frizzante cresciuto proprio con il canned wine. E, ovviamente, Infinite Monkey Theorem, che è stato il primo a lanciare, ormai nel lontano 2011, il vino fermo in lattina.