8 vini da spiaggia per bere bene anche in vacanza

23 Luglio 2019

C’è chi le vacanze magari le ha già fatte, chi si sta preparando per partire, chi le farà ad agosto e qualcuno magari si limiterà a qualche fine settimana lungo. Molti le vacanze estive le trascorreranno al mareuna buona bottiglia di vino rinfrescante e piacevole sdraio, bagno, pranzetto leggero, aperitivo e poi una cena, magari leggera ma appagante. E una buona bottiglia di vino non deve mai mancare, rinfrescante, piacevole, dissetante, senza che nessuna di queste definizioni sia sinonimo di banalità. Questa che ci proponiamo è una selezione (personale) di consigli di bevuta, certamente non esaustiva ma che possa soddisfare il palato, senza far soffrire troppo il portafoglio. Un modo per godersi le vacanze bevendo bene e con piacere.

  1. Dominé 2017 Verdicchio dei Castelli di Jesi Pievalta.La storia di Alessandro Fenino è quella dell’innamoramento per un territorio: lui milanese, enologo, mandato dall’azienda franciacortina Barone Pizzini nel 2002 a seguire l’investimento fatto nelle Marche a Maiolati Spontini nel cuore della denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi. Si trasferisce con la moglie Silvia Loschi e subito capisce che quel terroir, quell’azienda, meritano un’attenzione particolare che lo portano subito a fare la scelta della conversione in biodinamica. Oggi che si stanno avvicinando i 20 anni di lavoro, i vini di Pievalta sono diventati un punto di riferimento. Confessiamo di avere un debole tra tutti per il Dominé, fermentato in acciaio, affinato nello stesso materiale, salvo una piccola parte per la quale è utilizzata la botte grande. Il risultato finale è quello di un Verdicchio di grande complessità, sapido, tagliente, verticale, dove note floreali, agrumate e vegetali si intersecano in una beva ricca e compulsiva, da destinare ad un piatto di molluschi e crostacei per un prezzo finale tra i 10 e i 12 euro.
  2. Vignammare 2017 Nino BarracoNino Barraco è un siciliano fiero, convinto che il rispetto della natura, della vigna, siano fondamentali per ottenere i migliori risultati in bottiglia. Risultati che arrivano poi da un lavoro su fermentazioni, macerazioni, ricerca di uno stile ossidativo (ricordiamoci che siamo a Marsala) che sono diventati uno stile distintivo dell’azienda, ma non una scelta assoluta. Infatti da una vigna impiantata nel 2007 a 50 metri in linea d’aria dal livello del mare, a partire dall’annata 2012, Barraco produce un vino che, nomen omen, non poteva che chiamarsi Vignammare. Grillo in purezza vendemmiato in anticipo, leggermente macerati per 4/5 giorni, affinamento in acciaio, per un bicchiere che, tasso alcolico intorno agli 11,5 gradi, è un’immersione nel salmastro, nella freschezza vegetale che richiama una luminosa giornata ventosa in riva al mare, magari con qualche ostrica. 18 euro circa.
  3. Crémant d’Alsace Brut Prestige 2015 Paul Ginglinger.La Francia effervescente non è soltanto Champagne, ma una serie di prodotti che vanno dai pétillant naturel ,oggi di gran moda, fino al mondo dei Crémant, che accomuna diverse zone produttive dalla Borgogna alla Loira fino ad arrivare alla più rinomata Alsazia, da dove proviene questo vino. Paul Ginglinger ne è uno degli interpreti più raffinati in varie versioni dalla più abboccata a questa più secca, assemblaggio di pinot blanc e pinot auxerrois, con note di pesca, agrumi e una ricca mineralità che esalta il matrimonio tra prosciutto e melone. 18 euro circa.
  4. Il Fric Paestum IGP Aglianico Rosato Frizzante 2018 CasebiancheIl mondo delle bollicine da fermentazione spontanea sta diventando sempre più interessante in Italia, comprendendo un sempre maggior numero di aziende. Una delle più belle realtà si trova nel Cilento a Torchiara, nella contrada da cui prende il nome l’azienda. Pasquale Mitrano e Betty Iuorio hanno rilevato l’azienda nel 2000, producendo Aglianico e Fiano, ma a partire dal 2013 hanno cominciato a pensare alle rifermentazioni in bottiglia sia per le uve bianche, sia per le rosse. Il Fric, tratto da Aglianico appena pressato, per mantenere il tenue colore rosato, fermenta in bottiglia grazie all’aggiunta di mosto ricavato dal vino base. Sarà irresistibile compagno con la sua leggiadria, il suo sorso gioioso a una classica pizza fritta. Tra i 10 e 12 euro.
  5. Manca del  Rosso 2017 Masseria Perugini.E se fossero i rosati i vini che mettono d’accordo i palati più diversi, ricollegandoci alle bollicine di Case Bianche di cui scrivevamo sopra, quelli che un rosso d’estate è troppo e quelli che al rosso non riescono a rinunciare? Questo vino ne è un esempio quasi didattico sin dal nome, Manca del Rosso. Prodotto da una delle realtà più felici della new wawe calabrese, Masseria Perugini che possiede oltre alle vigne, olivi, alberi da frutta, animali: un realtà agricola a tutto tondo condotta da Giampiero Ventura, Daniela De Marco e Pasquale Perugini. Un ettaro di vigna per produrre il vino, quasi tutta impiantata a Maglionico, con qualche filare di Greconero (due vitigni che più territoriali non si può): pressatura in botte, fermentazioni spontanee, affinamento in acciaio per 12 mesi per un vino che sa di frutti rossi croccanti, con richiami floreali e vegetali che abbineremo tutta la vita a una parmigiana di melanzane. Non si superano i 10 euro.
  6. Côtes de Provence 2018 Corail Chateau de Roquefort.La Provenza, insieme al Bandol, è la regione francese più tradizionalmente legata alla produzione di vini rosati: qualità e repertorio sono notevoli. Confessiamo il nostro debole per i vini di Chateau de Roquefort, in particolare per la sfortuna che lo colpì nel 2015 quando la grandine si portò le uve della parcella dalla quale si ricava il Corail e tutti i produttori della zona accorsero in aiuto del proprietario, Raimond de Villeneuve, donando una parte delle proprie uve, permettendogli di realizzare il suo vino. Il Corail è ricavato da una singola parcella dove convivono Syrah, Grenache, Carignan, Cinsault e Clairette. Pressatura fatta in parte con i raspi, un giorno di macerazione, fermentazione in acciaio, per un vino che già affascina con il suo colore rosso antico, per poi stregare con i toni di frutto rosso, erbe officinali e marina sapidità. Naturalmente una bouillabaisse ( o un brodetto, un cacicco, una zuppa di pesce fate voi). E una spesa intorno ai 20 euro.
  7. Barbera  del Monferrato Rosso Pietro 2016 Cantina Valpane. Per gli irriducibili del rosso, fornitevi di glacette, naturalmente qualche cubetto di ghiaccio e fate rinfrescare un attimo questa magnifica Barbera monferrina, di un’azienda giunta alla terza generazione, dedicata a Pietro Giuseppe che l’azienda rilevò agli inizi del ‘900. Fermentazione in cemento, affinamento in acciaio per 12 mesi, qualche mese di bottiglia e via, con la sua schiettezza, il suo nervo, la sua beva che sarà perfetta compagna di una grigliata mista, che quale occasione migliore dell’estate per farla. Per una bottiglia che non costa più di 15 euro.
  8. Martin Fontaine Brut Nature Ruppert LeroyBénédicte Leroy e Emmanuel Ruppert hanno impiegato meno di 10 anni per diventare uno dei nomi di culto della Champagne. Lei ha lasciato l’insegnamento per tornare alle vigne di famiglia, lui enologo l’ha sposata ed è partita l’avventura. Siamo nella parte meridionale della denominazione, nell’Aube più vicini a Chablis che a Reims. E nei vini questa vicinanza geografica si sente sia nei pinot noir che negli chardonnay, come questo Martin Fontaine, minerale, affumicato, con note fruttate di cedro e una fluente nota iodata. Bevetelo quando e come volete, concedendovi una spesa sopra i 50 euro. E buone vacanze!