10 birre artigianali da provare prima che l’estate finisca

24 Luglio 2019

Da sempre, il consumo di birra nel nostro paese subisce complessivamente un’impennata durante l’estate. Tuttavia, come riportato in un articolo di Repubblica, secondo i dati raccolti dal Consorzio dei Distributori Alimentari, i volumi di vendita dei produttori artigianali hanno un andamento mensile più costante rispetto a quelli dell’industria. Il motivo è facilmente intuibile: differenza dei grandi marchi commerciali, i microbirrifici vantano un’offerta più variegata che consta anche di birre stagionali, dalle natalizie a quelle estive. Soffermandoci su queste ultime e su altre che, pur disponibili sempre, risultano particolarmente apprezzabili durante i mesi più caldi, immaginiamo la tap list di un ipotetico pub. Ecco 10 birre che ci piacerebbe trovare alla spina fino alla fine dell’estate.

  1. Figu Morisca – Birrificio di Cagliari. Le Blanche sono birre ad alta fermentazione in cui, oltre al malto d’orzo è utilizzato anche frumento (non maltato) e sono aromatizzate con coriandolo e scorze di arancia amara. Fresche e estremamente beverine, sono perfette per l’estate. La versione del Birrificio di Cagliari è impreziosita dal fico d’India (figu morisca in lingua sarda), frutto tipico dell’isola. Le note fruttate, delicate ma presenti, arricchiscono notevolmente il profilo aromatico.
  2. Fleur Sofronia – MC77. Altra splendida interpretazione dello stile blanche è quella dei ragazzi di MC77. Alla speziatura classica si aggiungono fiori di ibisco interi. Il risultato è una birra dal sorprendente di colore rosa intenso, l’aroma floreale è evidente, in bocca risulta acidula e molto fresca.
  3. Verguenza Summer – Birrificio Menaresta. L’estate ce l’ha già nel nome. Probabilmente una delle birre estive più famose e apprezzate del panorama artigianale italiano, attesa ogni anno con ansia dagli appassionati. Si tratta della versione più leggera della Verguenza, una Double India Pale Ale, caratterizzata da una luppolatura che vira su note erbacee e di frutta tropicale.
  4. Six Heaven – Eastside Brewing. Un’altra India Pale Ale interessante è la stagionale di Eastside Brewing. Ai sentori di frutta tropicale dei luppoli si vanno ad aggiungere le note del cocco utilizzato in diverse fasi della produzione. L’amaro è bilanciato da sentori biscottati. Coi suoi 7 gradi è adatta a chi, nonostante le temperature, cerca una gradazione alcolica di tutto rispetto.
  5. 1/2 Fresh – ECB & Jungle Juice Brewing. Collaboration beer firmata dai due birrifici romani Jungle Juice e Eternal City Brewing. La 1/2 Fresh è una sour ale aromatizzata con coriandolo e scorza di pompelmo. Oltre al malto d’orzo ci sono avena e frumento, il lievito è il French saison che regala sensazioni speziate e (ulteriori) note agrumate. Il corpo esile e l’acidità gradevole la rendono molto facile da bere.
  6. Gaballus alla frutta – Birra del Carrobiolo. Altro stile godibile in questo periodo è quello delle Berliner Weisse, prodotte con l’impiego di lattobacilli. Per ammorbidirne l’asprezza, tradizionalmente sono servite con aggiunta di sciroppi, sebbene questa sia una pratica poco gradita nel mondo artigianale. E così al birrificio Carrobiolo hanno deciso di realizzare tre varianti della loro Gaballus, rispettivamente con il succo di lamponi, passion fruit e anguria ma utilizzato in rifermentazione.
  7. Tutte Gose – Pico Brew. La Gose è la birra salata di Lipsia, la cui ricetta prevede oltre al frumento (e ovviamente al malto d’orzo) anche coriandolo e lattobacilli. Riuscite a immaginare qualcosa di più dissetante? Una delle mode più recenti in ambito brassicolo riguarda la riscoperta di questo stile e le reinterpretazioni con aggiunta di frutta. I ragazzi di Pico Brew vanno in controtendenza e realizzano una Gose con ingredienti canonici e soli 3 gradi alcolici. 
  8. Karnera alle ciliegie – Cittavecchia. Per chi non riesce proprio a rinunciare alle sensazioni tostate delle stout neanche sotto l’ombrellone, il birrificio triestino Cittavecchia ha prodotto una versione estiva alle ciliegie della Karnera. I sentori della frutta si uniscono a quelli torrefatti tipici delle birre scure, al gusto le ciliegie tendono ad arrotondare le sensazioni di caffè e liquirizia.
  9. Saison del Villaggio – Birrificio del Forte. Nella nostra tap list ideale non può mancare lo stile estivo e stagionale per antonomasia (saison in francese vuol dire stagione). Questa realizzata dai toscani del Birrificio del Forte in collaborazione con la Brasserie de Cazeau, è un omaggio al clima di amicizia che si viene a creare ogni anno a settembre al Villaggio della Birra, uno dei festival birrari italiani più attesi. Nuovi luppoli continentali e fiori di sambuco, aggiungono ulteriori aromi a quelli solitamente presenti in questa tipologia di birre.
  10. Juan – Birrificio del Vulture. A tenere alta la bandiera delle basse fermentazioni, ci pensa il Birrificio del Vulture con un ibrido di stili. La definiscono India Pale Lager e si presenta estremamente beverina, anche grazie a un amaro contenuto ed equilibrato. Le note tropicali dei luppoli neozelandesi sono presenti ma non risultano eccessive.