Roma: il nuovo corso di Epiro (e quanto ci piace)

1 Agosto 2019

Poche cose mi fanno arrabbiare come l’uso inconsulto della parola trattoria. Posso tollerare che un’osteria diventi il miglior ristorante del mondo ma, battute a parte, la trattoria vorrei che restasse un luogo dove si servono buoni piatti, semplici, a prezzi che permettono di tornarvi spesso e volentieri. dal 2013 a oggi il progetto intorno a epiro è cambiato varie volte Poi ci sono le eccezioni per cui sono disposto a chiudere un occhio: Epiro (piazza Epiro, 26) a Roma è una di queste. L’insegna scolpita nel marmo, decisamente fuorviante, è rimasta lì per puro spirito romantico: un omaggio a chi in quei locali ha sfamato le genti del quartiere dagli anni ’50. Dal 2013 a oggi il progetto è cambiato varie volte, per via del vulcanico entusiasmo dei 4 soci, ma anche per la necessità di adattarsi ad un mercato tutt’altro che immobile. In principio l’offerta era un curioso mix di tradizione, creatività e addirittura street food.

Bistronomia alla romana

Marco Mattana e Matteo Baldi

La vocazione gourmet prese quasi immediatamente il sopravvento. In cucina Marco Mattana e il suo braccio destro Matteo Baldi, in sala Alessandra Viscardi: i riconoscimenti di pubblico e critica sono arrivati praticamente subito. Per 5 anni Epiro è stato uno degli avamposti romani della cosiddetta bistronomia (ristorazione di buon livello in locali informali).

La svolta

Le ambizioni di puntare ancor più in alto hanno portato Marco Pucciotti e soci a compiere il grande salto. I ragazzi di Epiro raddoppiano e Nizza è la piazza scelta per continuare a crescere. Nella sede storica invece, l’offerta è diventata più semplice. L’obiettivo è portare un po’ di Francia a Roma e un po’ di romanità sulla Costa Azzurra; la cosa appare evidente a partire dall’inversione linguistica nelle insegne. Marco Mattana e Alessandra Viscardi hanno completato il trasloco. Ne parleremo più approfonditamente quando la loro nuova casa sarà pronta. Per adesso possiamo dirvi che la proposta di Epiro Nizza sarà focalizzata sull’artigianalità, con pasta e pani fatti in casa e sulla valorizzazione delle eccellenze del territorio, attraverso ricette dal gusto internazionale ma senza dimenticare le radici romane.

Epiro Roma – Cave à Manger

La nuova dicitura del locale capitolino, diciamolo, non aiuta a dipanare i dubbi. Per Cave à Manger si intende un luogo dove bere vini da accompagnare a una proposta gastronomica ristretta. In questo caso si tratta di pochi piatti che cambiano circa ogni tre settimane, poiché legati alla stagionalità dei prodotti. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, finalmente Robin, alias Matteo Baldi, ha svestito i panni di assistente di Batman (Marco Mattana) ed è diventato lui stesso un supereroe. Ecco come ci racconta il nuovo corso di Epiro Roma: “La dicitura Cave à manger è un po’ una provocazione, vogliamo distinguerci da tutti quei posti che usano a sproposito la parola bistrot. Da noi si viene soprattutto per il vino naturale e le birre a fermentazione spontanea, ma offriamo anche un piccolo menu, accessibile dal punto di vista economico e con piatti immediatamente comprensibili per tutti ”.

La carta non presenta una suddivisione netta in antipasti, primi e secondi. “La condivisione è un punto cardine dell’esperienza da noi. Non mi è mai piaciuto fare porzioni estremamente abbondanti. Abbiamo mantenuto volutamente i prezzi molto bassi perché le quantità sono moderate, in questo modo un cliente riesce ad assaggiare anche tre o quattro portate spendendo sui 35 euro”.

Se l’impostazione è francese, la sostanza resta assolutamente romana, a confermarlo piatti come l’amatriciana estiva, le tante varianti di baccalà o la reinterpretazione del pollo coi peperoni. Sulla scelta di puntare su un format più snello Matteo non ha dubbi: “La ristorazione gourmet, attualmente a Roma, è appannaggio di chi ha già un nome. La gente è disposta a spendere di più solo se poi può raccontare di aver mangiato alla tavola di uno chef già affermato”. La domanda sorge spontanea. Visti i precedenti, quanto durerà questa impostazione? Matteo è lapidario: “Siamo sempre in evoluzione, anche la nuova formula subirà inevitabilmente dei cambiamenti”. Staremo a vedere!