Tinto de verano: perché berlo anche quest’estate

8 Agosto 2019

Attenzione: i puristi del vino, o semplicemente coloro i quali pensano che il nettare degli dei non debba mai mescolarsi ad altra bevanda, sono caldamente invitati a non proseguire. Il caldo, si sa, può dare alla testa e nella Spagna caliente dei mesi d’estate, si ricorre ad un arguto stratagemma che permette di rinfrescarsi e contemporaneamente alleggerire la testa di tutti i pensieri, e i doveri, della vita quotidiana: il tinto de verano, letteralmente vino rosso dell’estate, ha questo potere. Vino rosso e gaseosa, con l’aggiunta di rondelle di limone se si vuol proprio osare.

Storia

La sua storia è antica e pare che risalga ai primi del ‘900 quando, a Cordoba, in una taberna frequentata da musicisti e artisti, il signor Antonio Vargas del Moral iniziò a servirlo come alternativa al vino rosso tradizionale nei caldi pomeriggi d’estate. Questo accadeva molto prima che prendesse piede un’altra notissima bevanda, più laboriosa e decisamente più costosa: la sangria.

Come farlo

Vino rosso e gassosa, in bicchieri cilindrici, alti, ghiacciati e magari con due cannucce a decorare. Potrà sembrare un miscuglio azzardato e certo vignaioli e sommelier non ne vanno ghiotti, ma questa bevanda è così tanto diffusa nel paese iberico, da essere a pieno titolo il re dell’estate. La ricetta è semplicissima, basta prendere del vino rosso e mescolarlo con una pari dose di gassosa. Il gioco è fatto! Non pensate però che il tinto de verano sia da bere durante il botellon, l’ora dell’aperitivo: si beve a cena accompagnato con tapas, tortillas e ensaladas di carne.

Qual è il vino adatto?

Da quale vino partire? Le scuole di pensiero sono tante, c’è chi preferisce partire da un vino deciso e corposo, rigorosamente freddo, e chi invece da uno leggero e con un gusto non troppo robusto (in Spagna vanno matti per il Lambrusco). Si può chiedere con acqua tonica semplice ma anche con la casera, una sorta di brillante al limone per un twist più aromatico. Diffidate delle bottiglie di tinto de verano già pronto sugli scaffali dei supermercados perché spesso è arricchite con zucchero e aromi artificiali che poco lasciano spazio ai sentori del vino. Insomma, un buon bicchiere di rosso è difficile da sostituire, ma i gradi dell’alcol non sono buoni amici del sole e quindi, perché no, bevete il tinto de verano: in fin dei conti l’estate dura solo 4 mesi, poi, fortunatamente, si riprendono in mano i calici.