Il nuovo programma di viaggi e cibo di Ramsay fa rimpiangere Bourdain: ecco perché

23 Agosto 2019

Dopo decine di programmi televisivi, tra cui il vincente Ramsay’s Kitchen Nightmares, Cucine da Incubo (che ha ottenuto il BAFTA TV Award nel 2005, l’oscar inglese), nel nuovo programma ramsay viaggia e sfida cuochi locali lo chef Gordon Ramsay è tornato con un nuovo format. Si intitola Gordon Ramsay: Uncharted e negli Stati Uniti è andato in onda a partire dal 21 luglio 2019 sul canale National Geographic. 5 puntate, ognuna ambientata in un diverso Paese del mondo, in cui il noto chef e personaggio televisivo viaggia in modo avventuroso alla ricerca di tradizioni e ingredienti locali. Alla fine Ramsay e un famoso chef del luogo si sfidano nella preparazione di un piatto da presentare alla popolazione autoctona. La gara finale sembra quasi la motivazione che spinge il protagonista a esplorare una diversa cultura culinaria, concentrandosi sulle usanze, sui luoghi inesplorati (uncharted, appunto) del cibo.

Perù, Nuova Zelanda, Marocco, Hawaii, Laos. Sono queste le mete protagoniste di questa prima stagione di Gordon Ramsay: Uncharted, un format che ricorda un po’ un talent, un po’ le avventure di Bear Grylls (siete pronti a vedere lo chef che si arrampica sulla cima di un albero per raccoglierne i frutti maturi?) e, che, inevitabilmente, ci riporta alla mente il più famoso cuoco-viaggiatore, Anthony Bourdain. Sì, lo ricorda e lo fa rimpiangere a molti…

Recensioni negative

Nonostante sia già stata annunciata la seconda stagione, Gordon Ramsay: Uncharted  non ha convinto del tutto. Sul database online di cinema e tv Imdb, alcuni utenti parlano di “show stupendo“, “bellissimi paesaggi”, un Ramsay diverso, che ha mostrato una “umiltà e un umorismo inaspettato e piacevole“. Ma non mancano le critiche: sfida finale poco reale (ma non vi spoileriamo il motivo!), auto-esaltazione continua dello chef. Più persone lo confrontano con il compianto chef da poco scomparso: “Se è una copia di No Reservations di Bourdain, ne è la versione più noiosa possibile“.

Il programma è stroncato anche dal magazine online Eater che parla di una “grande opportunità mancata“. Secondo l’editor Greg Morabito, l’attenzione è sempre incentrata sullo chef. Solitamente si dimostra un ospite educato ma non passa inosservata la scena in cui, nella prima puntata, a Ramsay è offerto un piatto di vermi fritti. Lui ne assaggia uno e lo sputa. “Sembra uno scarafaggio croccante – commenta – Al palato risulta friabile, ma l’interno… no bueno“. Ha fatto scalpore anche l’uccisione di una capra selvatica nell’episodio ambientato in Nuova Zelanda. Lo chef e la sua guida, il cacciatore Dan Russell, ribadiscono che si tratta di una specie invasiva e che è necessario ristabilire un equilibrio, ma non tutti hanno gradito.

Il blog Reality Blurred scrive che in questo show, “Gordon Ramsay porta il suo ego in giro per il mondo”. Lo mette a confronto con programmi simili per certi aspetti, come Ugly Delicious di David ChangSalt, Fat, Acid, Heat di Samin Nosrat e sottolinea come sia diverso l’atteggiamento dei conduttori nei confronti delle persone e delle tradizioni locali. Dettaglio su cui non tutti sono d’accordo. Forbes, per esempio, dice che questa versione dello chef mostra un sincero rispetto per le altre culture ed il suo desiderio di conoscere nuovi cibi e nuove tecniche.

Lo chef Eddie Huang su Twitter ha commentato: “L’ultima cosa di cui il mondo ha bisogno ora è Gordon Ramsay che va in giro tra vari Paesi stranieri mostrando ai locali che lui può cucinare i loro piatti meglio di loro“.

Secondo il Washington Post, “ciò che rese Bourdain un ospite eccezionale fu la sua sconfinata curiosità, che lo portò in luoghi lontani dalla cucina, e la sua umiltà, che accese gentilmente i riflettori sugli altri“. Come il giornalista sottolinea nel titolo, il programma è stato già rinnovato per una seconda stagione Gordon Ramsay non è Anthony Bourdain, almeno per ora, ma questo format potrebbe rappresentare un cambio di direzione per lo chef, un progressivo “allontanamento dal brivido della competizione e dalla frenesia del servizio“, che potrebbe rendere Uncharted davvero avvincente. Sulla stessa linea d’onda Vice, secondo cui Ramsay sembra, diciamo, con i piedi in due staffe. Da una parte c’è il desiderio di aprirsi a nuove culture, ma, dall’altra, c’è il personaggio costruito sulla base del presupposto che nessun altro nella stanza meriti la stessa attenzione. Riuscirà Gordon Ramsay, nella prossima stagione, a decidere quale strada prendere?