La pizza romana arriva anche in Messico: Doppio Zero

30 Agosto 2019

Siamo un pezzettino sottile e croccante d’Italia”: Gabriela Torres e Davide Saggio, creatori di Doppio Zero Pizza Romana, ci tengono tantissimo a dirla, questa frase. Perché loro non sono i proprietaria di un negozio di pizza romana alla pala come tanti. la pizza romana approda a città del messico Gabriela e Davide si sono fatti ambasciatori di questo formato nel cuore di Città del Messico. Così noi di Agrodolce, in occasione dell’imminente Pizza Romana Day – che si terrà il 12 settembre, in collaborazione con Regione Lazio e Arsial, promosso da GreenStyle, Radio Sonica e Repubblica Sapori e sponsorizzato da Birra del Borgo con la sua birra Lisa in esclusiva – abbiamo scelto di raccontare la loro storia per sottolineare ancora una volta come la pizza romana sia capace davvero di parlare tutte le lingue del mondo.

Da Bologna al Messico alla pizza romana: raccontaci il tuo percorso, Davide
Ci siamo sposati nel 2015 e per 3 anni e mezzo abbiamo fatto la spola tra Bologna e il Messico. Qui percepivo un’energia diversa, a Città del Messico è tutto in movimento e c’erano tante possibilità. Ho deciso di mollare il posto fisso da disegnatore industriale di packaging e andare a imparare a fare la pizza romana. A maggio 2017 quindi mi sono licenziato e sono andato a fare un corso per imparare a fare la pizza. Da lì, sono approdato a uno stage da PizzArtist, dove mi hanno insegnato tutto quello che so sulla pizza romana.

Quale pizza funziona in Messico?
Pizza Hut e Domino’s vanno alla grande, perché per questo alimento non si spende molto. È, come per molti altri cibi, solo una scusa, un supporto per gustare delle salse. E i messicani ne vanno pazzi. Il terreno su cui inserirsi era dunque difficile: fare una pizza diversa, italiana, con ingredienti di qualità eppure accessibile a tutti.

Quali difficoltà avete incontrato con la vostra pizzeria?
Il primo scoglio da superare sono stati gli ingredienti. Siamo arrivati qui e non sapevo che farina usare. Quelle italiane costano tantissimo a causa dei costi d’importazione. Dopo mesi di prove siamo riusciti ad avere un prodotto che ci piace, a base di acqua e farine messicane. Invece il lievito me lo porto dall’Italia. Fare la pizza a 2.200 metri di altitudine ha richiesto mesi di prove, giornate di lavoro da 15-16 ore al giorno. Anche il sale, che è meno sapido di quello italiano, ha dato filo da torcere. Poi c’è stato il problema degli ingredienti: volevo fare a tutti i costi la pizza con la salsiccia, ma in Messico non si trovava. Sono tornato in Italia e sono andato a imparare come farla. Ora compro la mia carne e mi faccio la mia salsiccia.

Quali sono le tue pizze che piacciono di più?
Le pizze più gettonate sono italianissime: salsiccia e funghi, salsiccia e patate  (un abbinamento insolito, ma graditissimo), pecorino romano con olive nere e basilico, il gorgonzola, che non conoscono e di cui vanno matti, con pere messicane e noci. Non mancano le contaminazioni, come quelle nella pizza con formaggio di capra e melanzane messicane, unite a pomodori secchi italiane. Poi naturalmente c’è la margherita, fatta con salsa italiana. Da Doppio Zero Pizza Romana il costo si calcola a trancio e non a peso, come nel caso della pizza alla pala romana. Il più economico si aggira intorno ai 35 pesos (circa 1,5 euro), il più costoso intorno ai 45 pesos (circa 2 euro).

Progetti per il futuro?
Dopo un anno da Doppio Zero Pizza Romana lavorano 5 persone oltre a noi, in un locale con 50 posti a sedere. Il menu si sta ingrandendo, per offrire qualcosa di più della sola pizza al taglio. A Città del Messico puoi mangiare con 2 euro o con 1000 euro, ma se hai un ristorante non puoi offrire solo la pizza. Per questo introdurremo la lasagna, la parmigiana di melanzane, le polpette e dei calzoni con il ragù che ho studiato e non vedo l’ora di preparare.