Pizza Matrix: la pizza ideale con i PAT del Lazio

2 Settembre 2019

Quando si assaggia una pizza – qualunque essa sia (al taglio, tonda o alla pala) – il grado di soddisfazione dipende prima di tutto dalla morbidezza e dalla fragranza dell’impasto (sottile e croccante, alto e a lunga lievitazione). i prodotti agroalimentari tradizionali sono ritenuti tali in base ai processi di lavorazione e conservazione La sensazione di gusto e sapore che è però catturato dalle nostre papille gustative deriva dell’unione del condimento con l’impasto: non ci sarebbe neanche da dirlo, ma una pizza cotta alla perfezione con ingredienti di seconda qualità non passerebbe di certo la prova dell’assaggio. Se nella maggior parte dei casi ci si concentra sulle tecniche di lievitazione e di impasto per sfornare una pizza degna di questo nome, in altrettante circostanze l’importanza del giusto condimento passa nel dimenticatoio: la scelta degli ingredienti può fare davvero la differenza. Sotto questo aspetto la Regione Lazio vince a mani basse: alla già vastissima offerta di prodotti certificati DOP e IGP si affiancano i più numerosi e conosciuti PAT, ossia i prodotti agroalimentari tradizionali. Si tratta di ingredienti riconosciuti come tradizionali in base a specifici processi di lavorazione e conservazione consolidati nel tempo e legati alle usanze e ai costumi dei territori della regione. Pensate che il Lazio occupa il terzo posto tra le regioni italiane per il maggior numero di PAT, arrivando a contare circa 400 prodotti suddivisi in otto categorie tra: carni fresche, formaggi, bevande (sia alcoliche che analcoliche), paste fresche, pesce e prodotti vegetali.

Ciò che resta da fare è pescare nel variegato paniere gastronomico del Lazio i PAT che più vi ispirano e creare di volta in volta la vostra pizza ideale, sempre diversa e originale. Nessuna regola a cui attenersi, se non quella di provare tutti gli abbinamenti che rispecchino i vostri gusti al 100%. Se non sapete da dove iniziare date un’occhiata qui sotto.

  1. Pizza con provola, peperoni e olive nere di Gaeta. Una pizza impegnativa dal gusto decisamente sapido e intenso, ideale per i palati più forti. Una volta che avrete fatto rosolare i peperoni con uno spicchio d’aglio e dell’olio extravergine d’oliva aggiungete le olive nere di Gaeta (prodotto PAT) e lasciate cuocere dolcemente in modo che il gusto di queste ultime si leghi alla dolcezza delle verdure. Condite la vostra pizza aggiungendo una generosa dose di provola affumicata. Completate con origano o altre spezie a vostro piacimento.
  2. Pizza all’Amatriciana. Un grande classico che dai primi piatti approda alla pizza e racchiude in un’unica ricetta più di un prodotto PAT, tra cui guanciale amatriciano, pomodoro e pecorino. Condite la base con un sottilissimo strato di passata di pomodoro, aggiungete la polpa tagliata a pezzetti e il guanciale lasciato sfrigolare per qualche minuto in padella in modo da renderlo più saporito e croccante. Completate con una bella grattugiata di pecorino. A seconda dei gusti, non dimenticatevi di lasciare sciogliere il formaggio per un minuto prima di sfornare la vostra pizza.
  3. Pizza con pomodorino fiaschetta di Fondi. Se tra la nutrita gamma di pomodorini vi manca all’appello questa varietà originaria della zona di Latina (e più precisamente di Fondi) sappiate che si tratta di un prodotto PAT caratterizzato da una stravagante forma a fiaschetta e da un colore rosso intenso e uniforme. Il suo sapore agrodolce e la consistenza morbida e succosa rendono questo pomodorino il condimento perfetto per la pizza. Per esaltarne al massimo gli aromi schiacciatelo con le mani e distribuitelo sulla superficie dell’impasto senza rimuovere semini e acqua di vegetazione. Potrete completare la vostra pizza con gli abbinamenti più vari scegliendo tra verdure e affettati, o decorando semplicemente con qualche acciuga fresca e un po’ di origano.
  4. Pizza con bresaola di bufala, limone, grana e rucola. Salume delle province di Frosinone e Latina, la bresaola di bufala si distingue per essere particolarmente magra in quanto ricavata dalla lavorazione dei tagli più pregiati della carne di bufala come il girello e la lombata. Altra particolarità è il suo sapore piuttosto aromatico dovuto alla tecnica della marinatura sottovuoto – praticata prima della stagionatura vera e propria (che può durare dai 20 ai 40 giorni) – a base di sale, peperoncino, aglio, ginepro, rosmarino e alloro. Create la vostra pizza con fettine sottili di bresaola di bufala condite con una citronette di limone e completate con scaglie di parmigiano e rucola fresca. Per un tocco in più, potete aggiungere alla base delle fettine di mozzarella di bufala.

Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca? Allora vi aspettiamo il 12 settembre a Roma per il Pizza Romana Day! L’evento è organizzato da Agrodolce in collaborazione con Regione Lazio e Arsial, promosso da GreenStyle, Radio Sonica e Repubblica Sapori ed è sponsorizzato da Birra del Borgo con la sua birra Lisa in esclusiva.