I migliori Gin & Tonic da preparare a casa per il Gin Day

6 Settembre 2019

Domenica 8 settembre in tutto il mondo si celebra il Gin Day, l'8 settembre in tutto il mondo si celebra il gin day un momento per festeggiare l’antichissimo distillato, protagonista di una vera e propria rinascita. Rosa, giapponese o in forma di marmellata, questo superalcolico nato in Olanda intorno al 1500 è tornato a stregarci nei bicchieri, sia puro sia miscelato. Cocktail nato per combattere la malaria, il Gin Tonic è da sempre considerato una ricetta semplice da preparare, ma estremamente dissetante. Rama Redzepi, mixologyst del Grand Hotel Fasano, ci offre qualche consiglio per celebrare il Gin Day a casa con 5 ricette per realizzare Gin Tonic perfetti e non banali.

I trucchi

“La buona riuscita di un Gin Tonic dipende dalla materia prima: il gin, la tonica e il ghiaccio”, spiega Redzepi. I tre ingredienti non devono essere contaminati dall’infusione di elementi esterni durante la preparazione del cocktail. Inoltre bisogna fare attenzione alla temperatura di servizio del gin, che non deve mai superare i 4°C: “Per questo il gin va tenuto nel frigo e non nel mobile bar o a temperatura ambiente. Solo in questo modo riusciamo ad apprezzare tutti i sapori e la purezza dell’alcol”. Se non riusciamo a raffreddare il gin, proviamoci almeno con il bicchiere e la tonica.

L’altro elemento fondamentale per la buona riuscita di un Gin Tonic è il ghiaccio. Deve essere abbondante per raffreddare il cocktail. “Io consiglio di usare un cubo molto grande che riempia il bicchiere senza sbilanciare il drink nella sua parte finale”, aggiunge il mixologyst originario di Pristina.

Passiamo alle dosi. Per preparare un Gin Tonic bilanciato usate 4,5 cl di gin, 10 cl di tonica (pari a mezza bottiglietta), tanto ghiaccio. Il tocco finale sarà dato da un twist di oli essenziali – limone, lime, pompelmo: “Mai spruzzare il succo del frutto nel bicchiere, ma solo gli oli contenuti nella buccia, che aggiungeranno un aroma in più, senza alterare i profumi del gin e della tonica”. Il bicchiere perfetto in cui servire il Gin Tonic è un bel tumbler alto.

  1. Gin Tonic con London dry gin. Questo tipo di distillato offre una profumazione molto pulita e alcolica, con sentori di ginepro e limone. Abbiniamo una tonica neutra o non troppo dolce, completando il drink con un twist di limone spruzzato a 10 cm dal bicchiere. Il segreto del mixologyst: “Alla fine della preparazione poggia la fetta di limone sul bordo del bicchiere, aiutandoti con una molletta”.
  2. Gin Tonic con Distilled gin. Si tratta di un gin a cui vengono aggiunti oli essenziali ottenuti dalla distillazione di botanicals. Il risultato è un prodotto molto profumato, come OdeV Gin Black, ottenuto dalla distillazione a base d’uva (si parte dal prosecco Glera) e l’aggiunta degli oli essenziali di otto botanicals (rosmarino bruciato, vaniglia, foglie di cappero, cedro, bergamotto, chinotto, arancia amara, fico d’india, karkadè). Abbiniamo una tonica floreale. Il segreto del mixologyst: “Per questa ricetta usiamo un twist di pompelmo rosa da lasciare anche al bordo del bicchiere”.
  3. Cold compound gin. Questo è un tipo di gin che tutti, potenzialmente, possiamo fare a casa, acquistando un distillato tipo London Dry e mettendoci in infusione a freddo, semplicemente per contatto, tutto ciò che ci passa per la mente. Il gin Robi Marton è ottenuto con 17 spezie in cold compound, a distillazione a freddo. Tra le altre, ci sono liquirizia, pimento, zenzero, rafano, lime, pomello. Al posto della tonica, scegliamo la Pimento Ginger Beer, che rafforzerà i sentori di zenzero. Il risultato sarà un drink che ci ricorderà gli aromi del Moscow Mule. Il segreto del mixologyst: “Aggiungiamo una stecca di cannella filtrata, un twist di lime con un rametto di menta, tenuto sopra il bicchiere con una mollettina, e scegliamo un cubone di ghiaccio per raffreddare questo drink, perfetto per il dopocena”.
  4. Jenever. Questo è un tipo di gin creato in Olanda, che riproduce quasi fedelmente la ricetta del primo gin creato al mondo, quello nato intorno al 1500. Il gusto del Jenever è amabile, grazie ai 200 grammi di zucchero per litro utilizzati. Il suo sapore è più simile al distillato di grappa o a un whisky giovane. Per preparare un gin tonic con un Jenever usiamo una tonica non zuccherata. Il segreto del mixologyst: “Usiamo la Legers, una tonica con con estratto di stevia, zucchero naturale, che esalta il sapore di questo gin”. Completiamo con un twist di limone.
  5. Bobby’s dry gin. Rimaniamo in Olanda, ma per assaggiare un gin secco arricchito dagli estratti di 20 spezie thailandesi (tra cui sono lemongrass, chiodo di garofano e pompelmo rosa). La particolarità è che ogni botanica è estratta separatamente e messa insieme solo alla fine. Il risultato rimanda al naso sentori di verbena e lemongrass. Il segreto del mixologyst: “Utilizziamo la tonica Indi&Co., dove ci sono zuccheri estratti dalle parti aromatiche e citriche, ricetta che bilancia il mio gin”. Chiudiamo il drink con un twist dalla buccia di pompelmo rosa.