Madrid in 48 ore: i locali imperdibili

9 Settembre 2019

Non solo tapas. L’esperienza culinaria a Madrid va ben oltre il semplice street food. La capitale spagnola sa conquistare con le taverne storiche, le antiche botteghe e i ristoranti stellati. Un mix di ricette, esperienze, storia e tradizioni da provare in 48 ore. Partenza da Puerta del Sol: km0 di Madrid e da sempre salotto buono della città. Tra i luoghi più fotografati per la statua dell’orso e del corbezzolo e per la grande insegna luminosa dello sherry Tio Pepe. Comincia qui la scoperta di Madrid in 48 ore.

Colazione

Si affaccia su Puerta del Sol la caffetteria e pasticceria Mallorquina (Puerta del Sol, 8) aperta nel 1894. La vetrina del locale è il paradiso dei golosi. Celebri le napolitanas al cioccolato e alla crema, avvolte nella carta rosa dove spicca l’immagine della ragazza di Maiorca che balla.

L’Antigua Pastelería del Pozo è la più antica pasticceria di Madrid (fondata nel 1830) e colpisce per gli arredi originali e le sue specialità: le palmeras al cioccolato. 

Mamà Framboise all’interno del Mercato de San Anton propone le creazioni dello chef pasticciere Alejandro Montes. Torte, macarons, croissant, toast e bocadillos per una colazione da campioni.

Pranzo

Al bar La Ideal (Calle de Botoneras, 4) si può assaggiare un bocadillo de calamares (panino con i calamari fritti), tra le specialità madrilene. Poco lontano si trova la Calle Cava de San Miguel dove si affaccia lo storico mercato di San Miguel. L’edificio è tra i rari esempi di architettura in ferro a Madrid: oggi è considerato il tempio della gastronomia in città. Tra gli stand si trovano i migliori prosciutti iberici e i formaggi della Castiglia, i frutti di mare dalla Galizia e logicamente una bella selezione di vini.

Estado Puro (Plaza de Cánovas del Castillo, 4): più di un semplice tapas bar, seppur fra i più quotati, visto che lo chef è Paco Roncero, allievo del maestro Ferran Adrià e uno dei massimi esponenti dell’avanguardia spagnola. In menu tra piatti tradizionali si trovano proposte creative: ci sono le tapas e le croquetas, nella sezione sapori autentici si trovano piatti come il baccalà confit con piselli saltati con prosciutto crudo e uovo cotto a bassa temperatura.

StreetXO, all’interno del Corte Inglès di calle Serrano, è lo spin-off più informale dello chef David Muñoz. Perfetto per un pranzo al volo, il menu è composto da pietanze audaci ispirate alla cucina orientale e fusion.

Merenda

Chocolateria San Gines (Pasadizo de San Ginés, 5).Nei dintorni di Plaza Mayor, con i tetti di ardesia e i suoi 237 balconi in ferro battuto, ci si può dedicare allo shopping raggiungendo anche la Gran Via e scoprendo scorci suggestivi. A metà pomeriggio ci si può fermare per la merenda alla storica Chocolateria San Gines con i suoi chocolates con churros. Recuperate le energie si imbocca Calle de Ferraz e ci si dirige al tempio egizio di Debod, risalente al II secolo a.C. e regalato alla Spagna nel 1968 per la strenua battaglia nel difendere i templi della Nubia. Qui si possono visitare i giardini e ammirare il tramonto.

Aperitivo

Dry Martini Bar (Calle de Hermosilla, 2). Il pomeriggio può proseguire alla scoperta di una delle zone più moderne di Madrid attorno a Plaza de Castilla caratterizzata dalle Quattro Torri. Per chi ancora non si è stancato di quadri e sculture dopo il Prado, consigliata la visita al Museo Reina Sofía, che vale la visita solo per Guernica di Picasso, e al Museo Thyssen-Bornemisza: scrigno di tanti capolavori dell’arte. Gli appassionati di calcio possono fare tappa allo Stadio Santiago Bernabéu. Dopo una bella camminata all’ora dell’aperitivo ci si ferma all’hotel Gran Melià Fénix dalla clientela vip: tra gli ospiti nomi come i Beatles e molti attori di Hollywood. L’albergo ospita il Dry Martini Bar, tapas e twist del celebre cocktail in un contesto molto raffinato ed esclusivo.

Cena

Casa Labra (Calle de Tetuán, 12) è uno dei ristoranti più antichi della città, specializzato in piatti di pesce e in particolare a base di baccalà (da non perdere quello fritto).

La Bola (Calle de la Bola, 5). Un altro pezzo di storia madrilena visto che il locale è stato inaugurato nel 1870 e ancora oggi è frequentato per lo più dagli spagnoli. Da provare il cocido madrileño, il piatto tipico di Madrid: uno stufato di ceci, verdure e legumi vari, cotto a fuoco lento con diversi tipi di carne. Una specialità da non lasciarsi sfuggire. Per concludere in bellezza la visita di Madrid, ci si può anche concedere l’esperienza di un ristorante al top.

Santceloni (2 stelle Michelin) si trova all’interno dell’hotel a cinque stelle Hesperia Madrid e l’anno scorso è stato proclamato miglior ristorante della capitale dall’Accademia di Gastronomia. La cucina dello chef stellato, Oscar Velasco, recupera lo spirito della tradizione gastronomica catalana, per rinnovarla attraverso ricette innovative. Una proposta nel segno della stagionalità e dell’equilibrio.

DSTAgE (Regueros, 8). Lo chef Diego Guerrero rovescia la tradizione culinaria in base al suo estro, passando dalla cucina basca ai sapori asiatici, latini, europei. Tre menu degustazione tra cui scegliere, se sarete così fortunati da riuscire a entrare nella (lunga) lista d’attesa.

DiverXO (NH Eurobuilding, Calle de Padre Damián, 23). Per una cena davvero diversa dal solito, andate da DiverXo, tra i ristoranti migliori al mondo secondo la World’s 50 Best Restaurants. La guida Michelin che gli ha attribuito 3 stelle, il massimo riconoscimento. Preparatevi a un viaggio sensoriale e all’avanguardia più spinta nei piatti di David Muñoz: non ve ne pentirete.

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