Pizza e birra: un binomio inscindibile

10 Settembre 2019

Pizza e birra: esiste forse un binomio più inscindibile? Un accostamento che, col tempo, è diventato vero e proprio sinonimo di convivialità, per lo meno in Italia. Già, perché si tratta di una consuetudine tutta nostrana, un esempio classico di quello che gli esperti definiscono abbinamento tradizionale, ovvero un’abitudine che prescinde dalla ricerca di analogie o contrasti tra bevanda e alimento. Data la varietà che offre il mercato attualmente, ci si può divertire con il beer pairing tenendo conto degli ingredienti che condiscono l’impasto, ma per decenni l’unione tra pizza e birra non poggiava certo su solide basi organolettiche.

Le origini dell’accostamento

Ma allora quando e perché è nato questo amore del tutto irrazionale? Ci dispiace deludere gli animi più romantici ma non fu un colpo di fulmine, anzi! Si tratta piuttosto di un affare ben calcolato: un matrimonio di interesse insomma. il primo incontro tra pizza e birra risale agli anni '50 Il primo incontro ci fu negli anni ‘50, quando le pizzerie ottennero una licenza che consentiva loro di vendere solo prodotti alcolici a bassa gradazione, nello specifico non poteva essere somministrato nulla al di sopra degli 8°. Tradotto: niente vino! Con il boom economico la pizzeria divenne man mano il luogo più frequentato dai ceti popolari che potevano finalmente permettersi il lusso di andare a mangiar fuori, senza spendere le cifre richieste dai ristoranti preferiti dalle classi più abbienti. Fu così che la birra, unica alternativa all’acqua, divenne sempre più apprezzata e richiesta.

Oggi: la birra del Pizza Romana Day

Per il Pizza Romana Day, l’evento diffuso organizzato per il secondo anno dalla redazione di Agrodolce in collaborazione con Regione Lazio e Arsial, promosso da GreenStyle, Radio Sonica e Repubblica Sapori previsto il 12 settembre, non poteva certo mancare una birra ufficiale, capace di incarnare al meglio lo spirito della manifestazione. Con lo sponsor dell’evento Birra del Borgo si è scelto di puntare, anche quest’anno sulla Lisa. Secondo Fabio Gentile, Marketing Manager di Birra del Borgo: “Lisa si può definire profondamente italiana negli ingredienti e nel carattere”.

Si tratta di una lager (birra a bassa fermentazione) che oltre al malto d’orzo, è fatta con un 10% circa di grano pugliese Senatore Cappelli, che conferisce morbidezza. con lisa si punta sulla semplicità, ideale per la pizza Con i luppoli, in fase di bollitura è aggiunta anche della scorza di arancia italiana per donare ulteriore freschezza. Si punta dunque sulla semplicità: una sorta di inversione a U per Birra del Borgo che, con il motto Re(Thinking)Ale, ha sempre dichiarato di voler ripensare il concetto stesso di birra in termini di maggiore complessità. “La traduzione in pizza della Lisa è sicuramente la Margherita – afferma Gentile – e per poter innovare qualcosa di semplice il primo lavoro che andava fatto era sulla selezione delle materie prime”. Insomma, siamo di fronte a un’evoluzione della birra lager che ricorda tanto quella della pizza romana la quale, da cibo povero e spesso realizzato senza troppe attenzioni, sta vivendo una vera e propria rinascita.