Tutti i modi per sfruttare una buona bottiglia di rum

11 Settembre 2019

Che il rum sia un bottino ambito dai pirati è un fatto risaputo, celebrato da film e romanzi: d’altronde, rum, pirati e corsari si sono trovati per secolo a condividere il mar dei Caraibi. come usarlo dipende anche dalle proprie preferenze La globalizzazione ha portato i pirati a spostarsi in altre zone del mondo, e così ha fatto il rum: oggi è un tesoro alla portata di tutti, da utilizzare in molti modi diversi. Il distillato della canna da zucchero può infatti essere biondo e dolce come il miele o delicato e limpido quasi come l’acqua: può essere bevuto da solo, essere usato per un long drink o addirittura finire in padella, per ricette dal dolce al salato. La scelta su come utilizzare il rum dipende dalle sue caratteristiche, ma anche e soprattutto dalle preferenze di ciascuno.

  1. Il primo, più antico e forse miglior modo per usare il rum è ovviamente berlo in purezza. Per una degustazione adeguata, gli esperti consigliano di far riposare per qualche minuto il distillato nel bicchiere, così che possa ossigenarsi, e di far attenzione al colore: un rum chiaro è solitamente delicato anche nel gusto, mentre un rum ambrato o dorato saprà raccontare meglio la storia della botte in cui è invecchiato.

  2. Al secondo posto per popolarità ci sono i cocktail e i long drink a base di rum: sono moltissimi, e in continuo aumento insieme alla diffusione della mixology. Difficile non aver assaggiato almeno i più famosi: il mojito (a base di rum bianco, zucchero di canna, lime e menta), il daiquiri (rum bianco, lime e sciroppo di zucchero), la piña colada (con latte di cocco e succo d’ananas), il cuba libre (rum bianco, cola e lime) e il rum & cola (senza il lime).

  3. Da secoli il rum è utilizzato anche in pasticceria: il sapore leggermente dolce, aromatico ma delicato, lo rende perfetto per ammorbidire e insaporire i dolci. Il più famoso in Italia è forse il babà: nato in Polonia e perfezionato in Francia, è oggi uno dei dolci simbolo della pasticceria napoletana. A Napoli il babà, con il suo impasto morbido a forma di fungo impregnato del dolce distillato, è arrivato probabilmente fra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento: inizialmente la ricetta prevedeva anche uva passa e canditi, mentre oggi capita di trovarlo ripieno di confettura, di panna o crema al cioccolato.

  4. In Francia (dopo l’esportazione del babà), il rum è stato invece utilizzato per la preparazione dei cannelés, dolcetti tipici di Bordeaux e dintorni. I cannelés possono essere piccoli come cioccolatini o grandi quasi come un muffin: l’importante è che il soffice impasto all’interno abbia l’aroma del rum e della vaniglia e che l’esterno sia caramellato, scuro e tenace.

  5. I cuneesi al rum sono un dolce teoricamente brevettato: ma tutti sanno quanto sia difficile proteggere la proprietà intellettuale di un’invenzione che ha davvero successo. I cuneesi vennero ideati e registrati nel 1923 da Andrea Arione, proprietario dell’omonimo bar di Cuneo (tuttora in attività): si tratta di due semisfere di meringa chiuse attorno a una crema di cioccolato e rum, con un rivestimento di cioccolato croccante.

  6. In generale, l’abbinamento di rum e cioccolato è un facile successo. Per ottenere il massimo da entrambi gli ingredienti, si può preparare una torta al cacao e rum, un salame di cioccolato con rum e biscotti, oppure semplicemente alternare un rilassato sorso di rum a un quadratino di ottimo cioccolato fondente.

  7. Il gelato, meglio se alla crema o al cioccolato, si può affogare nel rum. Oppure, si può usare il rum nella preparazione: per un gelato al cioccolato e rum, ovviamente, ma anche per un gusto vintage come il malaga, un grande successo degli anni Sessanta e Settanta che capita ancora di trovare in gelateria. Il malaga è infatti un gelato alla crema gialla con uvette e rum: il rum è importante per la sua componente aromatica, ma anche perché consente di abbassare il punto di congelamento di gelato e uvette, mantenendo entrambi particolarmente morbidi.

  8. Il rum va d’accordo anche con la frutta: è facile usarlo per arricchire una macedonia. Il rum bianco, più delicato, può servire a bagnare una coppa con fragole e succo di lime; mentre il rum ambrato si può combinare con frutta meno acida, come le banane, le pere, le mele. Da non dimenticare una spolverata di zucchero di canna.

  9. In Germania, frutta e rum si incontrano invece nel Rumtopf: una conserva tradizionale di frutta, zucchero e rum preparata in uno speciale vaso smaltato. La frutta viene messa a macerare nel rum e nello zucchero a partire dal mese di aprile; man mano che la stagione avanza e i frutti giungono a maturazione, nel vaso si aggiungono fragole, ciliegie, pesche e albicocche, frutti di bosco, uva e pere. A fine autunno la conserva è pronta, giusto in tempo per l’inizio delle feste natalizie.

  10. Infine, il rum può essere usato anche per arricchire le ricette salate, purché abbiano un sapore abbastanza deciso: l’ideale sono le preparazioni a base di carne. Per esempio, può essere utilizzato al posto del vino per sfumare la salsiccia, aggiustare un patè di carne o insaporire una bisque di crostacei: regalerà note dolci con una sfumatura amara e prive dell’acidità del vino.