La nuova terrazza di Milano: apre Mi View

18 Settembre 2019

A Milano la foschia è di casa. In estate o in inverno, per l’afa o per la nebbia, accade di frequente che i grattacieli e le montagne lontane si presentino avvolti da una coltre opaca: è difficile avere una visione d’insieme sulla città e sulle realtà che la compongono. Ma ci sono posti in cui farlo è comunque più semplice: uno di questi è il Mi View, il nuovo ristorante panoramico di Milano, in cima alla torre del World Join Center in viale Achille Papa. Qui fino a qualche mese fa si trovava il ristorante Unico; oggi l’ambiente è stato completamente ristrutturato, la proposta gastronomica modificata. Non più la ricerca della creatività a ogni costo e delle stelle, ma semplicemente grande cucina italiana, per esaltarne i prodotti migliori.

Mi View è infatti il nuovo progetto di Antonio Intiglietta e di Fabrizio Camer: dietro i loro nomi si nasconde l’esperienza di Artimondo.it e dell’Artigiano in Fiera, la manifestazione che da anni a Milano, nella prima metà di dicembre, attira quasi due milioni di visitatori. Da 23 edizioni, l’obiettivo dell’Artigiano in Fiera è di riunire in un’unica grande comunità la ricchezza delle eccellenze artigiane italiane e del mondo; da oggi, quello del ristorante di viale Achille Papa è di raccontare le stesse eccellenze servendole nel piatto.

I veri protagonisti di Mi View sono infatti i produttori artigianali: la cucina dello chef Cristian Spagnoli ruota intorno ai loro prodotti. “Per noi i produttori devono avere un nome e un cognome”, dichiara il direttore del ristorante Roberto Rosati; per questo i piatti in carta cambieranno spesso, in funzione della stagionalità ma anche dei volumi di produzione limitati, tipici delle aziende artigianali. E per permettere a tutti di fare quanti più assaggi, sarà possibile ordinare anche mezze porzioni, con quantità e prezzo ridotto.

Nelle settimane successive all’apertura si proporranno quindi piatti di stagione come il bon bon di gambero rosso di Gallipoli,  la tenera scaloppa di animelle e lombata di vitello con porcini freschi di Borgotaro e patate della Sila IGP, i doppi tortelli di grano russello alla barbabietola e al caprino vaccino con spuma di Gorgonzola.

Dalla cucina è bandita la farina 00, ma non manca qualche prodotto dall’estero, come il cioccolato che compone la soffice bavarese noir con inserto di mango piccante, servita con l’accompagnamento di mousse al cioccolato e sorbetto al tè ai frutti rossi. Alla fine del menu e delle carte di vini, caffè e distillati (rilegate dalla ditta artigianale di Anita Periolo a Vercelli) si trova un QR Code: è il link che permette di leggere informazioni su ingredienti e produttori di ogni piatto ed eventualmente di acquistare il prodotto su Artimondo.it.

Artigianali, oltre agli ingredienti, sono in realtà quasi tutti gli elementi che compongono il ristorante: artigianali, oltre agli ingredienti, sono anche gli elementi che compongono il locale dai tavoli tondi realizzati con listelli di recupero barrique a quelli quadrati composti da lucide lastre fiammate, dalle tende facilmente riciclabili e in grado di assorbire il rumore ai piatti disegnati appositamente per il locale. L’aspetto etico del Mi View non si ferma però a questo punto: per ogni scontrino emesso, un euro sarà donato al progetto “Un nome e un futuro” dell’Associazione Pro Terra Sancta, che mira a proteggere e aiutare i bambini siriani orfani e figli di donne vittime di violenza. Allo stesso scopo verranno destinati i proventi del cannocchiale posizionato sulla terrazza del Mi View: un modo per guardare da vicino la città e godere dell’alta cucina italiana senza dimenticarsi del vasto mondo di cui facciamo tutti parte.