50 Best Bars: l’Italia c’è e punta a 5

25 Settembre 2019

È appena uscita la classifica delle posizioni 51-100 della World’s 50 Best Bars. L’Italia piazza ben 2 new entry di peso e l’emozione e i commenti della industry sono tutti per loro: due new entry italiane nella world's 50 best bars al n. 70 il Baccano di Roma guidato da Mario Farulla e al n. 82 il Drink Kong sempre a Roma aperto da un anno da Patrick Pistolesi. Si riconferma anche l’insegna storica di Dario Comini, il Nottingham Forest di Milano, che risale al n. 86 dal 99 dello scorso anno. Un risultato importante e un piazzamento di buon augurio che segna un cambiamento di passo nel bartending italiano: stiamo iniziando a contare all’estero anche con insegne al 100% italiane. Ora si attende il 3 ottobre quando a Londra saranno annunciate le posizioni da 1 a 50.

Ancora due insegne italiane sono in ballo per numeri più alti, il Jerry Thomas Project di Roma e il 1930 di Milano. E il bilancio quindi potrebbe vedere nella classifica completa da 1 a 100 dei 50 Best, ben 5 locali made in Italy. Se pensiamo che fino a qualche anno fa ne avevamo appena un paio, si capisce quanto costituisca un cambio fondamentale per l’Italia dei bar. Finora infatti, vinciamo sì, ma sempre con bartender italiani in locali all’estero. Potrebbe quindi aprirsi una nuova fase storica, se i locali italiani in classifica comprenderanno il potenziale. È anche il segno di un cambio di passo e un rinnovamento di tutto il mondo 50 Best Bars, da quando è sotto la gestione dei 50 Best Restaurants: ben 14 le new entry a livello globale in questa parte estesa della lista.

Mario Farulla: “La mia squadra fondamentale e tanto duro lavoro”

Sono felice come se avessi avuto un figlio! È un’emozione enorme passare da zero fino all’anno scorso a entrare in una posizione così alta in questa classifica così importante” ci dice tra i corridoi del Roma Bar Show Mario Farulla, bar manager del Baccano di Roma e ancora: “Raccogliamo i frutti del nostro lavoro, lo abbiamo voluto tantissimo e abbiamo lavorato duro per questo. Solo negli ultimi 14 mesi ben 81 eventi internazionali, un record ma ne è valsa la pena e di questo ringrazio la mia compagna Sabina che mi ha appoggiato tanto, comprendendo, anche lei bartender, il grande impegno. E poi il mio barman Alessio Giovannesi che ha reso possibile lavorare così, senza di lui non avrei potuto. Infine  ringrazio i miei ragazzi che mi hanno supportato con turni lunghi, preparazioni e viaggi e tutto questo mantenendo sempre standard internazionali, servendo barman internazionali e turisti di passaggio allo stesso modo. Senza di loro sarei nessuno”. Sull’Italia che cresce aggiunge soddisfatto: “Sono contento anche per il Drink Kong. Finalmente siamo usciti dal provincialismo in cui è stata relegata l’Italia da tanto tempo, abbiamo preso coscienza della nostra forza, ci siamo supportati tra di noi e questo ha portato risultati. In tutto il mondo il bar è rappresentato da italiani e questo è il momento di farlo vedere di più e il prossimo anno saremo ancora di più, perché il bar parla italiano”, conclude Farulla. Sul segreto del suo successo Farulla è certo: “Abbiamo creato una sinergia con lo chef Marco Milani, in cui non esiste, bar, non esiste ristorante ma solamente il servizio: far accadere qualcosa di magico e diverso per ogni cliente che viene da me”.

Patrick Pistolesi: “Siamo finalmente internazionali”

Sono emozionato ma sono anche critico, è pur sempre una lista, chi sta più su… e chi più giù… Ma comunque per me è una bomba atomica, ho aperto da un anno e sono al n. 82, ho messo il piede nella porta e farò sempre di più”. Così commenta Patrick Pistolesi fondatore del Drink Kong di Roma che per il riconoscimento ringrazia soprattutto il suo staff.  “Quello che ho voluto fare io è dare uno stampo internazionale al mio locale e questo è stato fondamentale. È quello che ha fatto il Jerry Thomas dieci anni fa, cambiando il mondo italiano dei bar. Ora, con eventi come il Roma Bar Show si creano altre opportunità per contare anche con insegne tutte italiane. La presenza in classifica dei 2 poli, Roma e Milano, è anche giusta perché rappresenta due stili diversi di bartending”.