I racconti del professore: Antonini

2 Ottobre 2019

1927. Novantadue anni fa a Roma, nel quartiere Prati in costruzione, apre a via Sabotino 19 una latteria, una piccola bottega: non c’è ancora nemmeno il palazzo che la ingloberà poco tempo dopo. un locale storico, parte del tessuto gastronomico del quartiere prati Gli operai si fermano a bere un bicchiere di latte e nasce l’esigenza di far da mangiare ai tanti lavoratori che stanno edificando un quartiere e alle persone che vengono ad abitarci. Sono questi i momenti di nascita di uno dei bar storici romani, Antonini, che ha attraversato quotidianamente la vita e la storia della Capitale. Diventa un punto di riferimento dall’ora di colazione a quella dell’aperitivo, senza dimenticare il fondamentale rito domenicale dei pasticcini e delle torte da banco. Novantadue vuol dire il passaggio di quattro generazioni, visto che la gestione familiare è stata sempre imprescindibile. E dunque Paola Antonini con il figlio Maurizio ha deciso di avviare un processo di rinnovamento della struttura e della proposta, a cominciare dal nuovo marchio che attraverso diversi colori simboleggia le generazioni che si sono succedute.

Una chiusura agostana rara ma inevitabile (perché da Antonini si sta fermi solo i pomeriggi di Natale e Ferragosto) ha portato a un restyling della struttura – l’ultimo risaliva alla metà degli anni ’90 del passato secolo – e a una rimodulazione dell’offerta gastronomica, invero impostata già da qualche tempo. E dunque all’ora della colazione cornetti ben sfogliati, una pasticceria che ritorna ai classici della struttura come la Cannonata, una sontuosa combinazione di pan di Spagna imbevuto di rum, cioccolato e zabaione o la Sacher versione Antonini dove la marmellata è di mirtilli. Nel campo della lievitazione si produce pane in proprio usando differenti tipi di farine siciliane – tumminia, saragolla e solita – e si lavora alla produzione di panettoni e colombe che insieme a biscotti, marmellate, canditi, sughi tutti realizzati in casa saranno venduti in uno spazio dedicato di prossima apertura, sempre contiguo alla casa madre.

A pranzo si trova una piccola carta divisa tra antipasti, primi e secondi (5 proposte per ogni categoria) che viaggia da uno Spaghetto ai tre pomodori, a una fettuccina fatta in casa con pinoli e uova di salmone fino all’abbinamento tra lingua e gamberi, accompagnata da una breve carta dei vini, fruibile anche per singoli calici.

Non può mancare la parte gelato, seguita da Dario Rossi della gelateria Greed di Frascati, che oltre ai gusti classici propone versioni salate da preparare al momento grazie alla mantecatrice Principessa: ottimo l’assaggio del gelato alla panzanella. L’ultima parte della giornata è dedicata al rito dell’aperitivo che da Antonini ha sempre avuto un ruolo specifico e importante. Si mangiano tartine con i gamberi o con il granchio, patatine fatte in casa e le magnifiche pizzette rosse di sfoglia, da abbinare a un calice di vino oppure a un drink, preparato dal barman della casa. E altre novità sono in preparazione, che 92 anni sono solo l’inizio.